martedì 21 febbraio 2012

47
commenti
Crostoli, chiacchiere, galani.. e voi come li chiamate?



Oggi è martedi grasso e forse sono ancora in tempo per parlarvi di una ricetta di Carnevale, probablmente la più semplice di tutte. Ogni anno ricevo richieste per questa ricetta e, in particolare, ho recentemente promesso a Giulia, una lettrice, che l'avrei pubblicata per questo Carnevale. Con un po'di ritardo eccola qua!
Sinceramente non ricordo un Carnevale senza almeno una montagna di crostoli (dalle mie parti si chiamano così!), è un dolce che abbraccia tutta l'Italia ma assume forme, nomi e profumi diversi, ogni casa ha la sua ricetta ma la maggior parte delle persone, soprattutto quelle più anziane, li prepara "ad occhio". A dire il vero a casa mia c'è più di una ricetta ma quella che preferisco è senza dubbio questa, per la leggerezza, la friabilità e l'intenso profumo del risultato. Per farli ci vuole pochissimo tempo ma vi consiglio di farne in abbondanza perchè uno tira l'altro!

La ricetta: crostoli di Carnevale

Ingredienti:
  • 150 g di farina "00"
  • 1 uovo medio
  • 30 g di burro morbido
  • 30 g di zucchero
  • 1 cucchiaio di grappa
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • la scorza grattugiata di 1/2 arancia
  • 1 pizzico di sale
  • olio di arachidi per friggere
  • zucchero a velo
Lavorare il burro con lo zucchero, unirvi l'uovo, la grappa, la la scorza d'arancia e il sale ed amalgamare bene. Aggiungere tutta la farina precedentemente setacciata ed impastare bene fino ad ottenere un impasto liscio e compatto. Se dovesse risultare troppo appiccicoso aggiungere poca farina in modo da ottenere un impasto lavorabile. Avvolgere con pellicola e lasciar riposare per un'ora. Stendere molto sottilmente, a mano o con la sfogliatrice, e dividere in tanti rettangoli con l'aiuto di una rotella. Tuffarne pochi per volta in abbondante olio caldo (170°C), scolarli non appena saranno gonfi e lievemente dorati e lasciar sgocciolare su carta da cucina. Una volta freddi spolverare con zucchero a velo e servire.

47 ciliegine:

Ebba ha detto...

noi li chiamiamo qui "kroštule", ed io li adoro! :) sono molto belle quelle tue, a mi piace tanto la foto. :-)

Robin ha detto...

Da noi si chiamano "frappe", "chiacchiere" o "intrigoni"
La ricetta di mia madre mi fa impazzire, ma purtroppo quest'anno si è rifiutata di friggere quindi rimarrò a bocca asciutta :/

Fede ha detto...

Dalle mie parti, sud di Milano, le ho sempre sentite chiamare "chiacchiere", ma mia nonna, toscana residente in Piemonte, le chiama "bugie". Ottime in ogni caso.

Valeria ha detto...

li chiamo crostoli anch'io (sei veneta?), e oggi li faccio con la nonna. peccato perché mi sa che non farò a tempo a postarli (io che con i post non solo sono sempre in ritardo, ma puntualmente fuori tema :D) che belli che sono i tuoi!

riso mandorlino ha detto...

Qui "chiacchiere"..tante tante chiacchiere!! Di solito aromatizzate all'anice..un abbraccio, Grazie;) Lys

Monica - Un biscotto al giorno ha detto...

A Milano si chiamano chiacchiere, scopro sui blog che hanno mille nomi diversi, fino a dicembre lo ignoravo :)

Roberta | Il senso gusto ha detto...

Da noi le chiamiamo chiacchere (Milano), e a brevissimo pubblicherò anche io un post con questa ricetta (come al solito in ritardo ma sono talmente buone che è un peccato mangiarle solo a carnevale). BBBUONEE!!

lise charmel ha detto...

mi ricordi che quest'anno non le ho nemmeno assaggiate, devo rimediare! per fortuna qui a Milano è carnevale fino a sabato :)

Ritroviamoci in Cucina ha detto...

Quest'anno non ho preparato nemmeno una chiacchiera... mi vergogno un po'. Poi guardando le tue che sembrano così leggere e friabili, mi vergogno ancora di più! :o)

annalisa ha detto...

A Bologna si chiamano "Sfrappole" e io ne vado matta!!! il procedimento e gli ingredienti sono abbastanza simili, ma vanno fritte nello strutto!! però non le ho mai fatte perchè ho sempre avuto un certo timore.. se dopo aver impuzzolentito tutta casa, non vengono perfette come le compro nel mio negozietto di fiducia potrei impazzire!!!!! ciao tuki!!!!

Margherita Ider ha detto...

Da noi a Brescia si chiamano "Lattughe" le tue sono bellissime e mi fanno venire un languorinooo!!!

Tuki ha detto...

Quanti nomi, "intrigoni" e "lattughe" non li avevo mai sentito. Il più diffuso sembra essere proprio "chiacchiere"!

@ Clamentina: no, mai messo il lievito!

@ Annalisa: poi quando le provi dici adios al negozietto di fiducia :-)

Anonimo ha detto...

Buoni! E se non si ha l'estratto di vaniglia?

Fede

breakfast at lizzy's ha detto...

Anche per sono le chiacchiere e quest'anno ne ho mangiate pochissime!! :(

Agnese ha detto...

da me chiacchiere o frappe. Mia mamma le fa così leggere e belle, le taglia al centro e le intreccia...una cosa che a me sicuro non riuscirebbe. Prima o poi le rubrò la ricetta.

Tuki ha detto...

@ Fede: puoi sostituirlo con un cucchiaino in più di grappa e i semi di mezza bacca di vaniglia.

Andrea.unreporteraifornelli ha detto...

bella ricetta, quelle chiacchiere mettono voglia di mangiarle solo a vederle in foto!

paoletta ha detto...

chiacchiere!! ma a casa mia (siamo di milano..ma non credo ci sia una nesso!!) si friggono rigorosamente nello strutto! ciao tuki, splendida foto!

Nicole ha detto...

Fatti ieri! :) con la ricetta di mia mamma, noi x farli super bolliciosi li tiriamo e ritiriamo un sacco di volte piegandoli a meta... Che poi non so se sia una gran scovata o vengono buoni lo stesso, oppure a mia mamma piaceva tenermi occupata :P

martina ha detto...

Fiocchetti...in casa mia si chiamano fiocchetti (ma non hanno il burro!) Martina

Eli | VitaSemplice ha detto...

Qui si chiamano chiacchiere o lattughe. Quest anno le ho provate senza glutine causa amiche celiache e sono andate a ruba anche per i non celiaci!

donatella ha detto...

Frappe Frappe!!! E ho mangiato l'ultima questa mattina... buonee!!!

Roberta ha detto...

Chiacchiere!! ...a dire la verita', quest'anno non ne ho mangiata nemmeno una. Pero' io sono di rito ambrosiano, quindi ho tempo fino a sabato!! Bellissima foto, complimenti.

Valérie (France) ha detto...

Ils sont tomber !!
Je te souhaite une agréable journée
Valérie.

Anonimo ha detto...

Noi in Zoldo li chiamiamo Fiorostide!!! e le adoro, sottili e friabili

Elisaltea ha detto...

Tuki ultimamente sei un vulcano!! :-D Continua così!
Elisa

Anonimo ha detto...

Da me si chiamano Galle, oppure le sento col nome più comune di Chiacchiere... buoooone!

Pearl

Giulia ha detto...

Qui a Chicago si chiamano Polish Cruellers, oppure viene usato il termine polacco Chrusciki.

Anonimo ha detto...

Grazie Tuki per la ricetta, le ho fatte oggi e sono state molto apprezzate.
Il quantitativo previsto è sufficiente a soddisfare i palati di diversi commensali, nello stesso tempo non è eccessivamente impegnativo per chi le deve fare. Definirei la ricetta molto equilibrata in tutti i sensi, anche per l'apporto dello zucchero. Sono senz'altro chiacchiere OK!
A te tutti i miei complimenti!
Giulia

Gio ha detto...

chiacchiere qui da noi, le ha fatte la mamma e me ne sono fatto fuori un vassoio! :D
ottime anche le tue!

Loredana ha detto...

Anche in Abruzzo e nel Molise chiacchiere, bugie frappe o cioffe.

Anche la mia mamma le faceva così e questa è anche la mia ricetta, solo che utilizza vino bianco al posto della grappa.

ciao loredana

Inco ha detto...

Io le chiamo "chiacchiere o frappe" .
Comunque le tue sono buonissime sicuramente, e bellissime!!!!

Anonimo ha detto...

Qua in Piemonte le chiamiamo bugie e adesso mi metto subito all'opera per farle!!! =)

Kika-Dolce Benessere ha detto...

Da noi Emiliani si chiamano INTRIGONI (più che altro nella mia zona Reggiana)..ma in ogni modo, qualsiasi sia il loro nome, posso dirti che sono veramente buonissimi!
Complimenti!
Passa a trovarmi se ti va..
un bacio!

Lu ha detto...

Ciao Tuki! Qto mi piaci guardare il tuo blog! Non mi stanco perchè é troppo bello! Le foto sono le più belle di tutti i blog di cucina. Complimenti! Un abbraccio

cucina ha detto...

In qualsiasi modo li si voglia chiamare c'è un'unica certezza, sono ottimi!

Mela ha detto...

Ciao Tuki, che meraviglia questa ricetta! Avrei solo un dubbio, ma magari tu puoi aiutarmi: io preferisco la versione al forno delle chiacchiere, ma su internet ci credi che è rarissima da trovare? Secondo te questa tu versione come viene al forno? Sai darmi qualche dritta? Confido nel tuo sapere :)
Grazie mille e, come sempre, complimenti :)

Tuki ha detto...

@ Mela : questa ricetta non l'ho provata al forno ma è fattibile, aumenterei solo la quantità di burro per ottenere un prodotto più friabile.

briciola ha detto...

Da noi (Torino) le chiamiamo "BUGIE", la mia dolce metà, pisano, li chiama "CENCI"...
Io le faccio secondo la ricetta della mia bisnonna, molto simile a questa, con scorza di limone, invece che con quella di arancia: meravigliose!
Quell che è certo è che non ci penso nemmeno a comparle!! Non sono nemmeno lontanamente paragonabili!!! :)

Anonimo ha detto...

a venezia, patria del carnevale, si chiamano galani

Jenifer Adrianne ha detto...

a ristorante brescia si chiamano "Lattughe". È buono. http://restaau.it/Search/City/ristorante-brescia.html

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