giovedì 30 aprile 2009

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Le gȃteau basque


Gateau basque

È davvero insolito pubblicare un post nelle ore serali, almeno per me, ma a casa sono senza connessione da (troppi) giorni e in questo momento sto sfruttando la connessione wi-fi di una gentilissima amica (grazie Laura!). Ringrazio di cuore anche tutti i fedelissimi lettori che mi hanno cercata in quest’ultimo periodo di assenza, spero di farmi perdonare con questo bel dolce dall’aria un po’ autunnale, perfetto in questi giorni freddi e umidi, il gâteau basque. Questo è una specialità della regione basca, un dolce molto semplice costituito da un guscio di pasta relativamente sottile che nasconde un morbido e abbondante ripieno di crema pasticciera o confettura di ciliegie nere. Ogni famiglia basca ha la sua ricetta ereditata e la custodisce gelosamente, pensate che a Sare esiste addirittura un museo tutto dedicato a questo fantastico dolce.. insomma, ne vanno davvero fieri. Il gâteau basque è nato nel 17° secolo a Cambo-les-bains (città in cui ogni anno, a settembre, si tiene una festa dedicata a questa specialità) e sembra che fino al 19° secolo il ripieno fosse costituito esclusivamente da confetture a base di frutta, solo verso la fine del 19° secolo è nata la variante a base di crema. Oggi è possibile trovarlo in diverse declinazioni ma tipologie principali sono solamente due: quella farcita con crema pasticciera e quella con confettura di ciliegie nere di Itxassou (una piccola località basca famosissima per le sue ciliegie, alle quali viene dedicata una festa nel mese di giugno), che si contraddistingue dall’altra versione grazie alla croce basca che ne decora la superficie. Facendo una ricerchina ho scoperto che uno dei segreti per un gâteau basque perfetto è l’utilizzo di un tipo particolare di zucchero, bianco ma piuttosto grezzo.. inutile dire che il mio gâteau non gode di questo privilegio ma vi assicuro comunque la bontà. Per la ricetta dell’impasto mi sono affidata all’infallibile Leçons de pâtisserie n°3 di C. Felder mentre per il ripieno di crema ho utilizzato la mia solita ricetta, visto che Felder propone un ripieno “doppio” (crema e confettura) che a me non convince. Non so a voi ma a me, la prima volta che l’ho assaggiato a Parigi, mi ha fatto subito ricordare la torta della nonna senza pinoli (confesso che allora, piccola e ignara di tutto ciò, ho pensato che li avessero finiti:), con questo ripieno di crema che si taglia perfettamente pur restando cremosissimo. Provatelo!

Gateau basque
La ricetta: Gâteau basque
Per un dolce da 22 cm di diametro
Ingredienti

per l’impasto:
  • 175 g di burro morbido
  • 125 g di zucchero
  • 85 g di farina di mandorle
  • scorza grattugiata di ½ limone
  • 1 tuorlo
  • ½ uovo (25 g di uovo battuto)
  • 225 g di farina 00
  • 1 pizzico di sale
per il ripieno:
  • 4 cucchiai di buon rum
  • crema pasticciera (la ricetta è qui)
per la doratura:
  • 1 uovo battuto (è sufficiente il ½ uovo avanzato per l’impasto)
  • 1 pizzico di sale
Versare lo zucchero, il burro a pezzi, la scorza di limone e la farina di mandorle in un recipiente (o nella ciotola della planetaria) e lavorare fino ad ottenere una crema, unire il tuorlo e il ½ uovo e, quando il tutto risulta ben amalgamato, aggiungere la farina e il sale e lavorare senza esagerare, fino ad ottenere un impasto omogeneo; avvolgere l’impasto nella pellicola e lasciare in frigo per almeno due ore. Nel frattempo preparare la crema pasticciera e, una volta terminata la cottura, aggiungere il rum e lasciar raffreddare completamente. Riprendere l’impasto e dividerlo in due parti uguali, stenderne una ad uno spessore di circa 4 mm (io consiglio di farlo direttamente sulla carta forno onde evitare acrobazie) e, con l’aiuto di un ‘cercle a tarte’ del diametro di 22 cm, ritagliare la base del dolce (il cerchio va lasciato perché conterrà il gateau) e, con l’impasto in eccedenza, formare un salamino lungo quanto la circonferenza del cerchio e sistemarlo all’interno di questo in modo da formare il bordo; forare la base con una forchetta e versarvi la crema pasticciera, riempiendo quasi completamente lo stampo. Stendere il secondo pezzo di pasta fino a quando non avrà un diametro poco più grande di quello del cerchio e posizionarlo sul dolce farcito, eliminare l’impasto che fuoriesce dai bordi aiutandosi con un matterello e spennellare la doratura sulla superficie, infine creare dei motivi decorativi con una forchetta; trasferire su una teglia e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 30 minuti. Una volta terminata la cottura, estrarre il dolce dal forno e lasciarlo raffreddare prima di sformarlo.

I miei suggerimenti:

- se non avete l’apposito cercle andrà benissimo una normalissima teglia da crostata;
- non ho seguito Felder quando dice di dividere l’impasto in due parti uguali, vi consiglio di dividerlo in due parti una poco più grande dell’altra e di usare quella più grande per il fondo e bordo, l’altra (che nel frattempo avrete lasciato in frigo..) per coprire il tutto;
- se non siete velocissimi nella stesura dell’impasto e rivestimento del cerchio, lasciate il tutto per mezz’ora in frigo prima di versare la crema, così il burro si risolidificherà un po’.

lunedì 23 marzo 2009

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Petits pots de créme à la vanille


Petits pots de créme à la vanille
Ho scoperto che quando sono a corto di ingredienti saltano fuori sempre ricettine buonissime nella loro semplicità.. ecco il famoso ingegno di cui parlano sempre le nonne. Avevo una confezione di panna fresca che stava per passare allo stadio "non più fresca" (sarò un po' fissata?) e poca voglia di mettermi a fare cose complicate, quand'è così la confezioncina di panna finisce puntualmente in pentola per una panna cotta. E così è stato ma, avendo finito le scorte di gelatina in fogli, ho utilizzato la maizena come addensante e il risultato è questa crema dalla consistenza leggera e setosa e dal sapore delicato della panna cotta. Anzi, sapete che vi dico? Questa cremina mi sta molto più simpatica della panna cotta, sarà che mi piace tutto ciò che posso mettere nei vasetti e poi già me la immagino declinata in mille varianti dettate dalla frutta di stagione.. quando sarà tempo di fragole credo che questa cremina diventerà la mia colazione del week end.

La ricetta: vasetti di crema alla vaniglia
per 4 vasetti
Ingredienti:
  • 200 g di panna fresca
  • 300 g di latte intero fresco
  • 1 baccello di vaniglia
  • 60-80 g di zucchero semolato
  • 20 g di maizena

Versare il latte, la panna, lo zucchero, i semi ricavati dal baccello di vaniglia e il baccello stesso in un pentolino, portare il tutto a bollore e togliere dal fuoco. Prelevare due o tre cucchiai di liquido caldo e versarli sulla maizena precedentemente setacciata in un piccolo recipiente, mescolare bene in modo da ottenere una cremina e versarla, mescolando, nel latte caldo dopo aver provveduto ad eliminare il baccello di vaniglia. Rimettere su fuoco dolce e riportare a bollore continuando a mescolare con cura, lasciar bollire da 3 a 5 minuti o fino a quando la crema risulterà addensata. Lascar intiepidire mescolando di tanto in tanto e coprire con la pellicola a contatto, in modo da prevenire la formazione della pellicina. Mettere in frigo e, al momento di servire, mescolare bene la crema in modo da renderla liscia e versarla nei bicchierini oppure nei vasetti.

martedì 3 marzo 2009

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Un cake bollito??

Boiled cake


Avete presente quando vi capita di vedere un dolce in foto e di trovarvi, non si sa come, direttamente in cucina a pesare burro e compagnia bella? Ecco, quando ho visto il cake bollito di Trish Deseine da Sigrid, da inguaribile curiosa, mi sono ripromessa di farlo su-bi-to! E lo sapevo che sarebbe diventato un mio piccolo tormentone.. dalla sua foto si vedeva benissimo, non era la solita tortina morbida ma un dolce rustico e di carattere che mi ha fatto subito ricordare la “Pinza”, un dolce che si trova nel periodo dell’epifania in quasi tutto il triveneto, in mille versioni completamente diverse a seconda della zona; e devo dire che, se solo avessi aggiunto una manciata di semi di finocchio e sostituito parte della farina bianca con farina di mais, avrei potuto spacciarla davvero per una pinza “fuori stagione”. E pensare che il nome detto così non promette grandi cose, almeno, a me faceva un po' impressione l'idea di una torta bollita.. e invece è proprio l’insolito procedimento di bollitura della maggior parte degli ingredienti che conferisce al dolce quella densità che lo rende così particolare, e poi ha un profumo incredibilmente invernale e nordico che ne fa un dolce perfetto per riscaldare le giornate più fredde. Io ho modificato leggermente la ricetta originale di Trish sostituendo parte dell’uvetta con fichi secchi che avevo in casa, aggiungendo l’estratto di vaniglia e rimpiazzando metà dell’acqua con del latte.


Boiled cake
La ricetta: boiled cake
Ingredienti:
  • 100 g di latte
  • 125 g di acqua
  • 150 g di uvetta
  • 150 g di fichi secchi tagliati a dadini piccoli
  • 200 g di zucchero di canna
  • 110 g di burro
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia o i semi di ½ bacca
  • 2 cucchiaini di 4 spezie (oppure 1 cucchiaino colmo di cannella, ½ di zenzero, 1 punta di noce moscata e 1 punta di chiodi di garofano)
  • 1 punta di cucchiaino di sale
  • 1 uovo grande a temperatura ambiente
  • 230 g di farina 00
  • 1 cucchiaino colmo di lievito per dolci (10g circa)
Versare in un pentolino l’acqua, il latte, la frutta secca, lo zucchero, il burro, le spezie ed il sale; mettere su fuoco piuttosto dolce, portare ad ebollizione e lasciar sobbollire per circa 20 minuti, avendo cura di mescolare di tanto in tanto. Lasciar raffreddare completamente ed aggiungere l’uovo leggermente sbattuto e la farina setacciata con il lievito, mescolare il tutto e versare in uno stampo da cake imburrato o rivestito con carta forno. Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per circa 1 ora e 15 (fare la prova stecchino per verificare la cottura), sfornare subito e lasciar raffreddare completamente prima di servire. Il giorno dopo è ancora più buono!

Boiled cakeBoiled cake