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venerdì 29 ottobre 2010

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Candy apples



Mele caramellate
Fa uno strano effetto ritornare a scrivere sul blog dopo tutto questo tempo. Innanzitutto vi chiedo scusa per la lunga assenza ingiustificata e vi ringrazio per tutte le email ricevute. Ultimamente molti di voi mi hanno chiesto di condividere qualche idea golosa per le feste Halloweeniane ma, a dire la verità, io non festeggio proprio Halloween e non ho mai preparato nulla per l’occasione, per cui mi cogliete totalmente impreparata. Ma forse, un’idea last minute facilissima e d’effetto riesco a darvela. Dovete sapere che ho sempre avuto una sorta di attrazione/repulsione per le mele caramellate che si trovano nei luna park, in effetti sono bellissime da vedere, così rosse e lucide, ma non mi è mai passato per la testa di assaggiarne una. Ma visto che recentemente mi sono ritrovata con delle piccole mele a dir poco deliziose, e che mi piace contraddirmi e superare certi pregiudizi, ho deciso di provare a prepararle a modo mio: senza colorante (se le mele sono belle non serve, anzi) e senza aromi, in modo da esaltare il contrasto tra il sapore dolce e caldo del caramello e la freschezza un po’ pungente della mela. Vi dico solo che dopo il primo morso è difficile non arrivare fino alla fine, sono davvero sfiziose e divertenti da sgranocchiare in compagnia. Mi sembrano perfette per Halloween, spero vi piacciano!

La ricetta: mele caramellate

Ingredienti:
  • 200 g di zucchero
  • 120 g di acqua
  • 80 g di sciroppo di mais chiaro*
  • 4-5 mele piccole e croccanti
Lavare ed asciugare bene le mele, eliminare il picciolo ed infilzarle con uno stecchino di legno. Versare l’acqua, lo zucchero e lo sciroppo in un pentolino e portare a bollore; quando il caramello raggiunge i 150°C (20-25 minuti), immergervi velocemente una mela alla volta facendola ruotare, in modo da coprirla uniformemente con un sottilissimo strato di caramello (non immergere mai una seconda volta, altrimenti lo strato di caramello diventa troppo spesso). Lasciar cadere il caramello in eccesso e fare raffreddare su una teglia rivestita con carta forno.

* Lo sciroppo di mais può essere sstituito con lo stesso peso di glucosio o miele (tenendo conto che il miele altera il sapore del caramello), oppure con 60 g di zucchero assieme a 20 g di acqua.

mercoledì 4 agosto 2010

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Dolcetti al cocco con crema al limone



Dolcetti al cocco con crema al limone
Se dovessero chiedermi qual è il frutto che più mi fa pensare all'estate e alle vacanze, sarò anche scontata, la mia risposta sarebbe senza dubbi "il cocco!". E non sono nemmeno così sicura di sapere il perché, visto che non è nemmeno uno dei frutti da me più apprezzati durante il periodo estivo. Fatto sta che il cocco mi fa pensare ai castelli di sabbia, alle biglie, ai bagni in mare e all'immancabile e abbronzatissimo signore che passava a vendere il cocco bello fresco, che la sottoscritta voleva a tutti i costi ma non riusciva mai a finire.


Dolcetti al cocco con crema al limone

La settimana scorsa, dopo essermi ritrovata naso a naso con una confezione di cocco disidratato che giaceva rassegnata nell'armadietto, ho deciso di riaccendere il forno per provare questi coconut balls di Aran, visti diversi mesi fa e annotati su un post-it che, neanche a dirlo, non so più dove sia attaccato (per fortuna esiste il buon vecchio google). La ricetta di questi dolcetti al cocco mi aveva colpita particolarmente, e in effetti il risultato è davvero ottimo, per nulla gommoso e, anzi, piuttosto asciutto, perfetto quindi per essere farcito con una ganache al cioccolato fondente oppure con una crema al limone, sicuramente più fresca e adatta a questo periodo. E poi l'abbinamento cocco-limone è una garanzia, non fa mai fare brutta figura. Insomma, questi dolcetti sono piaciuti così tanto che andranno sicuramente a finire nei regalini natalizi riservati ai golosi (è vero, mancano quattro mesi, ma non è mai troppo presto per pensare a certe cose!).

La ricetta: dolcetti al cocco con crema al limone

Ingredienti:

per i dolcetti al cocco (ricetta di Aran)
  • 250 g di cocco disidratato
  • 150 g di zucchero
  • 2 albumi grandi
  • la scorza grattugiata di un limone
  • un pizzico di sale
  • 30 g di latte di cocco o latte intero
per la crema al limone
  • 50 g di burro morbido
  • 80 g di zucchero a velo
  • 1 cucchiaino di succo di limone
  • la scorza di 1/2 limone grattugiata finemente

Lavorare assieme il cocco, lo zucchero, gli albumi, la scorza di limone e il sale, unire il latte di cocco ed amalgamare bene il tutto. Coprire e lasciare in frigorifero per circa 2 ore, in modo da permettere al cocco di assorbire l’umidità. Riprendere il composto e formare una cinquantina di palline, sistemarle sulla teglia (non serve che siano molto distanziate) e schiacciarle leggermente. Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per una decina di minuti, o fino a quando i bordi dei dolcetti risulteranno leggermente dorati. Lasciar raffreddare completamente e conservare in una scatola di latta. Per preparare la crema, lavorare il burro morbido con lo zucchero e la scorza di limone, aggiungere il succo di limone e continuare a lavorare fino ad ottenere una crema vellutata e consistente (aggiungere qualche goccia di limone, se necessario). Usare la crema per farcire i dolcetti al cocco, unendoli a due a due. Lasciare almeno un’oretta in frigo, in modo da permettere alla crema di rassodarsi. Conservare in un contenitore a chiusura ermetica, per due o tre giorni al massimo (in estate è meglio tenerli in frigorifero).

giovedì 29 luglio 2010

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Sorbetto di pesche saturnine al profumo di lavanda


Pesche saturnine
Visto che nessuno ha colto la provocazione lanciata nell’ultimo post, beh, ci ho pensato io! Dopo aver pubblicato il post mi è rimasta una voglia incredibile di sorbetto, e senza neanche pensarci un attimo sono corsa a prepararlo. La mia recente ossessione per le pesche saturnine o tabacchiera (si trovano sia a pasta bianca, le mie preferite, che a pasta gialla) ha imposto il gusto, e per non essere troppo banali ho voluto profumare questo sorbetto con la meravigliosa lavanda angustifolia che avevo messo ad essiccare un po’ di tempo fa. La ricetta è più semplice rispetto alla solita ma non meno buona. La foto invece non è tra le più decenti ma dopo due scatti fatti di fretta e furia ho dovuto “soccorrere” il povero sorbetto ;-)


Sorbetto di pesche saturnine al profumo di lavanda

La ricetta: sorbetto di pesche saturnine al profumo di lavanda

Ingredienti:
  • 500 g di purea di pesche saturnine a pasta gialla
  • 100 g acqua
  • 200 g zucchero
  • 50 g di succo di limone
  • 1 cucchiaino raso di fiori di lavanda essiccati

Preparare uno sciroppo portando a bollore l’acqua con lo zucchero, togliere dal fuoco e versarvi i fiori di lavanda, lasciare in infusione qualche minuto e filtrare. Quando lo sciroppo sarà raffreddato, unirvi la purea di pesche e il succo di limone, mescolare bene e lasciare due o tre ore in frigorifero. Versare nella gelatiera e lasciar mantecare il sorbetto per il tempo necessario.

venerdì 2 luglio 2010

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Sciroppo di fiori di sambuco




Quando la colonnina di mercurio segna i 32°C il forno diventa off-limits, o almeno si cerca il più possibile di evitarlo. Nonostante io sia diventata piuttosto “refrattaria”, in questi giorni mi sto mettendo davvero d’impegno per cercare di resistere alla tentazione di infornare qualcosa. Decisamente meglio aprire il frigo e trovarvi qualcosa di buono e rinfrescante, che non sia la solita irrinunciabile acqua, con cui concedersi una breve tregua dal caldo pomeridiano. Anche quest’anno sono stata piuttosto previdente e, prima che arrivasse il caldo, ho preparato una discreta scorta di sciroppo di fiori di sambuco, da diluire con abbondante acqua ghiacciata all’occorrenza. Ormai non è più tempo di fioritura per il sambuco, anche se in alcune zone di montagna è probabile che stia fiorendo o debba ancora fiorire. È molto importante raccogliere i fiori in zone lontane dal traffico e utilizzare solo fiori freschi e di recente sbocciatura, privi di parti secche o ingiallite. Il profumo del sambuco in fiore è così piacevole che sarebbe quasi un peccato non “catturarne” un po’ per poterlo sentire anche quando non è più periodo di fioritura, non trovate? Con il sambuco si possono preparare marmellate, sciroppi (pare siano addirittura un toccasana per la tosse), dolci e persino uno spumantino. Con questa ricetta si ottiene uno sciroppo abbastanza denso e concentrato, ne basta davvero pochissimo per preparare un bicchiere di bevanda, io solitamente ne verso circa un dito nel bicchiere e poi aggiungo acqua frizzante, tanto ghiaccio e una fettina di limone. Se riuscite a trovare i fiori provatelo, con queste temperature è l’ideale!




La ricetta: sciroppo di fiori di sambuco

Ingredienti:
  • 10-15 ombrelli di fiori di sambuco (a seconda delle dimensioni)
  • 1 litro d’acqua
  • 1 kg di zucchero
  • 3 limoni non trattati
Pulire con cura i fiori cercando di eliminare i gambi più grossi e versarli in un recipiente di vetro, aggiungere i limoni tagliati a fettine sottili e coprire il tutto con acqua. Coprire bene e lasciar macerare per 24 ore. Il giorno dopo filtrare avendo cura di pressare i fiori e i limoni, in modo da ricavare tutto il succo. Versare il liquido in una pentola, aggiungere lo zucchero e lasciar bollire per 15-20 minuti. Imbottigliare ancora bollente e riporre le bottiglie capovolte in un contenitore, fino al completo raffreddamento. Conservare in un luogo fresco e buio.

lunedì 26 aprile 2010

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Gelato al caramello al burro salato


Gelato al caramello al burro salato


Non capita esattamente tutti i giorni di ricevere a casa un pacchetto contenente del burro salato fatto comme il faut, direttamente dal Piemonte, per cui capirete che inciampare in un post come questo, per me, è stato un po' come scoprire un giochetto divertente, insomma, come dire di no? Inutile dire che mi è subito venuta in mente una quantità assurda e disordinata di ricette adatte all'occasione, ma alla fine ho puntato su quella che mi è passata per la testa mentre leggevo il post di Sandra, forse una delle più semplici e buone. Dei macarons al caramello al burro salato sarebbero stati fantastici ma temevo di "nascondere" l'ingrediente segreto, dei shortbreads avrebbero esaltato il prodotto ma non mi convincevano, dolci complicati meglio di no perché volevo una ricetta facile da realizzare, in cui il burro sarebbe dovuto emergere.. il gelato al caramello al burro salato, invece, mi è sembrato perfetto! Da tantissimo tempo mi riproponevo di parlarvi di questo gelato, buono da impazzire, in cui il sapore del caramello (dolce ma allo stesso tempo amarognolo) viene reso più interessante dal leggero gusto salato conferito dal burro. Prima di lasciarvi la ricetta non posso non ringraziare Sandra e le Fattorie Fiandino per avermi fatto scoprire il burro salato 1889, un prodotto che sa veramente d'altri tempi ma dimostra che le cose buone sono tuttora fattibili con ingredienti di qualità e tanta tanta passione. A questo punto c'è solo da sperare che questo burro venga presto messo in commercio e, magari, arrivi anche dalle mie parti!


Gelato al caramello al burro salato
La ricetta: gelato al caramello al burro salato
Ingredienti:
  • 150 g di zucchero per il caramello
  • 50 g di burro 1889 salato Fattorie Fiandino *
  • 400 g di latte intero fresco
  • 200 g di panna fresca
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 3 tuorli
Portare gli ingredienti a temperatura ambiente. Preparare il caramello lasciando cuocere lo zucchero a fiamma moderata; quando il caramello assume un colore intenso (ambrato molto scuro), allontanare il pentolino dal fuoco ed aggiungervi subito il burro, mescolando velocemente il tutto (il composto tenderà a bollire in modo piuttosto violento), sempre mescolando unire la panna ed infine il latte. Lavorare i tuorli con un cucchiaio raso di zucchero e versarvi a filo una parte del composto caldo, mescolando costantemente con la frusta, in modo da temperare i tuorli; riversare tutto nel pentolino e cuocere su fuoco molto dolce, senza smettere di mescolare. Quando la crema risulta lievemente addensata (non superare gli 80°C) e vela il dorso del cucchiaio, rimuovere dal fuoco e versare immediatamente in un recipiente (meglio se precedentemente sistemato in un altro recipiente, più grande, riempito con tanto ghiaccio e acqua fredda, in modo da bloccare la cottura). Una volta raffreddata, lasciare la crema in frigorifero per almeno 4 ore prima di versarla nella gelatiera.

* Il burro salato può essere sostituito da burro normale con l'aggiunta di una punta (abbondante) di cucchiaino di fior di sale.

martedì 9 marzo 2010

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Di fragole marzoline e nuove amicizie


Visto che il tempo non si decide a fare una scelta, anzi, in questi giorni sta addirittura facendo un passo indietro, anch’io mi do ai dolci ambigui, nè invernali nè estivi. In realtà è una scusa, ve lo dico.. fosse per me rimarrei tranquillamente nella fase invernale, sono troppo freddolosa per pensare già a sorbetti e dolci freschi in genere (brrr), solo che nonostante i miei continui discorsi sulla stagionalità, che da un orecchio entrano e dall’altro escono (vero mamma?), mi sono ritrovata un cestino di bellissime fragole in frigo; dopo un primo momento di commozione mi sono ricomposta (brontolando un po’) e ho pensato che sarebbero finite immediatamente in pentola per una compostina. E poi non c’è voluto molto per decidere che l’avrei usata per accompagnare il tapioca pudding, la mia nuova adorata (ri)scoperta/ossessione invernale; le perle di tapioca le ho scoperte due anni fa, solo che dopo averle provate seguendo la ricetta del pacchetto sono rimasta così inorridita da non volerne più sapere. E invece quest’inverno ho voluto dargli una chance e ho fatto a modo mio, pensando un po’ a come ottenere una crema che si leghi alle perle di tapioca in modo da ottenere una sorta di riso al latte, a livello di cremosità. E così, dopo due prove, è andata. E vissero felici e contenti :)

La ricetta: tapioca pudding con composta di fragole
Ingredienti:
  • 350 g di latte fresco
  • 50 g di perle di tapioca piccole
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1 tuorlo d’uovo
  • 1 pizzico di sale
  • semi di mezza bacca di vaniglia

per la composta di fragole:
  • 100 g di fragole
  • 1 cucchiaio raso di zucchero
  • limone

Lavare le perle di tapioca e sgocciolarle, versarle assieme al latte in un pentolino dal fondo spesso, coprire e lasciare in ammollo per almeno mezz’ora (ma non più di un’ora). nel frattempo preparare la composta versando le fragole lavate ed affettate in un pentolino assieme allo zucchero e ad una bella spruzzata di limone, lasciar sobbollire fino a quando non avrà perso una buona parte d’acqua (io in questi casi preferisco lasciarla “morbida”) e mettere da parte. Riprendere il pentolino con la tapioca ed aggiungere il sale, la vaniglia e il tuorlo lavorato precedentemente con lo zucchero, mescolare bene e portare a bollore su fuoco dolcissimo, avendo cura di mescolare di tanto in tanto. Da quando incomincia a sobbollire ci vorranno una quindicina di minuti, in questa fase è fondamentale mescolare di continuo il pudding; quando le perle risulteranno morbide e trasparenti e il tutto avrà assunto una consistenza quasi cremosa, versare il tutto in un recipiente di vetro, in modo da perdere un po’ di calore, e coprire a contatto con film alimentare. Quando il pudding si è intiepidito, versare un po ‘di composta in 4 bicchieri e coprire con il pudding. Io ho decorato con fragole fresche e pistacchi in polvere, per dare colore. Servire tiepido.

lunedì 27 luglio 2009

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Sorbetto di lamponi


Sorbetto di lamponi
Questa volta credo di aver stabilito il record dell’assenza più lunga in due anni di blog.. non che mi sia dimenticata di averne uno ma, semplicemente, nell’ ultimo mese non ho fatto dolci, non ho fatto foto e non ho passato tempo al computer, se non per cercare di leggere e rispondere alle e mail che continuavano ad accumularsi. Ed ora che ho ritrovato il tempo per fare ciò che mi piace, le idee che ho in testa sono così tante e tutte assieme che mi servirebbe un bel reset per capire da dove cominciare. Intanto, come spesso accade, a decidere per me è stato il caldo assieme alla frutta di stagione e alla simpatica gelatiera che mi faceva l’occhiolino da troppo tempo, E così mi sono data al sorbetto fatto con i lamponi a chilometro zero (che vuol dire direttamente dal mio giardino), ancora lamponi?? Bè sono la mia passione ma, dopo averli piazzati in tre post consecutivi, vi prometto che al prossimo giro vedrò di evitarli. La ricetta, frutto di vari esperimenti, è semplicissima: prevede la preparazione del fondamentale sciroppo di base al quale si aggiunge del glucosio, con lo scopo di ottenere un sorbetto più cremoso e vellutato anche dopo il congelamento, e della gelatina che funge da stabilizzante e migliora leggermente la consistenza del prodotto finale. La regola di base per ottenere un sorbetto che sia morbido e non ghiacciato sta nella percentuale di zucchero, contenuta nella miscela finale, che non dev’essere tanto inferiore inferiore al 30%. Quindi, se volete utilizzare altri tipi di frutta, non vi resta che provare a seguire questa piccola regola, tenendo sempre conto dell’acquosità e della dolcezza della frutta che intendete utilizzare.

La ricetta: sorbetto di lamponi
Ingredienti:
  • 350 g di purea di lamponi
  • 50 g di succo di limone
  • 135 g di zucchero semolato
  • 100 g di acqua
  • 50 g di glucosio (se proprio non lo trovate sostituitelo con lo zucchero)
  • 1 foglio di gelatina (facoltativo)

Preparare lo sciroppo di base: versare l’acqua e lo zucchero in un pentolino e portare il tutto a bollore a fuoco dolce, lasciar bollire circa un minuto e togliere dal fuoco; lasciare intiepidire leggermente ed unire il glucosio e il foglio di gelatina precedentemente reidratato per 5 minuti in acqua fredda e sgocciolato, mescolare in modo da sciogliere bene entrambi gli ingredienti. Quando lo sciroppo si è raffreddato completamente, aggiungervi la purea di lamponi e il succo di limone e lasciare la miscela in frigo per 2-3 ore prima di versarla nella gelatiera. Lasciar mantecare il sorbetto fino ad ottenere la giusta consistenza ( i tempi variano a seconda del modello di gelatiera, la mia impiega 20 minuti circa) e congelare fino al momento di servirlo.

Suggerimenti: se non avete una gelatiera versate il preparato in un contenitore e lasciate in freezer per circa un ora e mezza, riprendetelo e lavoratelo velocemente con una frusta in modo da rompere le parti rapprese ed inglobare aria, rimettete in congelatore per un’ altra oretta. Se avrete il tempo e la pazienza di ripetere due o tre volte questo procedimento avrete un sorbetto vellutato che non avrà molto da invidiare a quello uscito dalla gelatiera.

lunedì 24 novembre 2008

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La prima volta con le mele cotogne


Fuori stanno cadendo i primi fiocchi di neve ed io sto per parlarvi di una cosa fatta meno di un mese fa, in una calda giornata di sole splendente. "E quindi?" direte voi. Beh, adoro il sole e mi piace da matti la neve ma ciò che voglio dire è che queste nonstagioni mi disorientano totalmente.. è vero che accumulo foto e ricette a non finire ma, guardando queste foto, mi sembra davvero di averle fatte in estate, e invece è passato meno di un mese (per fortuna). Insomma, un mesetto fa ho messo mano per la prima volta sulle mele cotogne (anche se credo siano pere) e ho deciso di preparare sia la confettura che la cotognata sotto forma di simil gelatine. Sono piaciute entrambe così tanto che in giardino c'è già un giovane melo impaziente di essere piantato! Dato che avevo una marea di possibili ricette e, non avendo la minima esperienza con questo frutto, ho fatto un puzzle di diverse ricette e quello che ne è venuto fuori potete vederlo nelle foto. Sono più che soddisfatta grazie soprattutto alla bontà di questo frutto e alla persona che mi ha dato la possibilità di sperimentare.


La ricetta: Confettura e gelatine di mele cotogne
Ingredienti:
  • 2 kg di mele/pere cotogne
  • 1 kg di zucchero
  • 400 ml d'acqua
  • Il succo di 2 limoni
Lavare molto bene le mele, tagliarle in quarti ed eliminare i semi (senza sbucciarle), versarle in una pentola e unire il succo dei due limoni e l'acqua. Cuocere fino a quando le mele non risulteranno molto morbide (circa 30 minuti), a questo punto passare il tutto nel passaverdure in modo da ottenere una purea; rimettere nella pentola pulita la purea e lo zucchero e portare a bollore, mescolare di continuo e cuocere fino a quando non assume la colorazione caratteristica e la consistenza giusta. Se volete fare la confettura, a questo punto, invasate e mettete i vasetti capovolti a riposare sotto coperta fino a completo raffreddamento. Se invece volete fare le gelatine, continuate semplicemente a cuocere mescolando senza sosta (tende ad attaccarsi) fino a quando la confettura non si sarà addensata in modo evidente e incomincerà a staccarsi dalla pentola. Inumidire una o più teglie rettangolari e versarvi la cotognata bollente in modo da formare uno strato spesso circa 2 centimetri, livellare e lasciar raffreddare. Coprire con un canovaccio pulito e lasciare asciugare diversi giorni (a seconda dell'umidità); sformare la cotognata, ritagliare tanti cubetti e passarli nello zucchero semolato.

lunedì 6 ottobre 2008

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Ancora fichi: la confettura!


Come promesso, vi lascio al volo due foto ricordo della confettura di fichi duemilaotto. La ricetta è sempre la stessa, l'importante è conservare tutti i profumi e i colori della frutta con una cottura dolce e non troppo prolungata; i fichi che ho utilizzato per questa confettura provengono direttamente dal mio alberello che, mai come quest'anno, ci ha conquistati con i suoi frutti dalla polpa rosata e dal sapore delicatissimo che ormai sono solo un bel ricordo. Almeno per un altro po' di mesi potrò godermi questa fantastica confettura che racchiude in sè tutto il gusto di quei frutti.. si lo so, sono una nostalgica della frutta di stagione, che vi devo dire? E pensare che non vi ho ancora mostrato la confetturina di more (deliziosa!) e quella preziosissima di mirtilli e lamponi.. ah, dimenticavo quella di pesche bianche!



lunedì 11 febbraio 2008

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Brût ma bon




Oggi cercherò di accontentare con una sola ricetta le richieste di tutte le persone che mi hanno scritto chiedendomi: a) una ricetta per utilizzare gli albumi (se ne avete tanti potete fare anche le meringhe), b) una ricetta per dolcetti gluten free, c) una ricetta semplicissima, veloce e gustosa per dolcetti da servire con il caffè. Dato che ultimamente il tempo è quello che è, poi avevo una voglia matta di dolci a base di nocciole (tanto per cambiare!).. bè, ho unito l’utile al dilettevole et voilà, i brût ma bon! Li conoscerete già, sono dolcetti della tradizione piemontese, semplici e buoni.. a patto che siano fatti con nocciole di qualità: la nocciola “Tonda gentile” delle Langhe, dal gusto pieno e dall’aroma unico, farà sicuramente la differenza. Le proporzioni della ricetta sono simili a quelle classiche, preferisco utilizzare le nocciole sia tritate che ridotte in polvere in quanto trovo che la consistenza ci guadagni non poco; invece, il segreto per ottenere dei brutti ma buoni perfetti, leggeri, asciutti e non gommosi all’interno sta semplicemente nella cottura dolce e prolungata, al contrario di ciò che viene riportato sui ricettari!





La ricetta: Brutti ma buoni
per 30 pezzi
Ingredienti:
200 g di nocciole langarole sgusciate
100 g di albume a temperatura ambiente (circa 2)
150 g di zucchero a velo
50 g di zucchero semolato
mezza stecca di vaniglia
un pizzico di sale
Tostare 100 g di nocciole in forno a 150°C per circa 10 minuti; una volta tostate, aiutandosi con un canovaccio, sfregarle per eliminare le pellicine e tritarle grossolanamente. Con un frullatore, ridurre in polvere le nocciole non tostate. In una terrina capiente mescolare assieme la farina di nocciole con le nocciole tritate, lo zucchero a velo setacciato e i semi di vaniglia; montare a neve gli albumi con un pizzico di sale e, quando incominciano a gonfiarsi, unire lo zucchero semolato e continuare a montare fino a quando non si otterrà una meringa lucida e ferma.
Con una spatola inserire molto delicatamente la meringa negli ingredienti secchi, un po’ alla volta, mescolando lentamente dal basso verso l’alto per non smontarla. Con l’aiuto di due cucchiaini, prelevare l’impasto e formare tanti mucchietti distanziati su una o più placche da forno rivestite con carta o silpat. Cuocere in forno ventilato preriscaldato a 140-150°C per circa 30-35 minuti o fino a quando risulteranno leggeri e lievemente dorati. Trasferire i brutti ma buoni su una griglia e lasciar raffreddare. Si conservano a lungo in una scatola di latta.

mercoledì 28 novembre 2007

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Confettura di zucca al cardamomo



Cercavate mica una confettura deliziosa e, magari, versatile? Perchè io ho scoperto questa confettura di zucca che, oltre ad essere particolarmente buona e profumata, si è rivelata un vero jolly autunno-inverno.. è perfetta sul pane tostato, nelle crostate più rustiche, anche sulle dita se vi piace ma la sua vera morte è il formaggio stagionato, il pecorino in particolar modo.
Sarà che adoro sia la zucca che il cardamomo ma trovo sia irresistibile, e poi è divertente e appagante vedere l'espressione scettica di chi assaggia sfumare in un arrendevole sorrisino.
Io consiglio di passarla al minipimer, assumerà così una consistenza unica, cremosa e leggermente "sticky", che ricorda il lemon curd. È determinante la scelta della zucca che dev'essere a polpa soda, poco acquosa, io utilizzo sempre e solo la zucca violina, dalla forma allungata e lievemente schiacciata al centro.

La ricetta: Confettura di zucca al profumo di cardamomo
Ingredienti:
800 g di polpa di zucca
400 g di zucchero
1 limone
5-6 semi di cardamomo
Tagliare la zucca a fette e riunirla in una casseruola con 2 bicchieri d'acqua e un pezzo di buccia di limone, lo zucchero e i semi di cardamomo ridotti in polvere.
Cuocere a fiamma bassa, avendo cura di mescolare continuamente, finchè lo zucchero si sarà sciolto. Continuare la cottura per circa 40 minuti* e verificarne la consistenza versandone una goccia su un piattino freddo; quando la confettura è pronta, eliminare la scorza di limone e invasare immediatamente. Sistemare i vasi capovolti in una cesta, avvolgerli con una coperta e lasciarli raffreddare completamente.

*se preferite una confettura vellutata, a circa 30 minuti di cottura eliminate le scorze di limone e passate tutto al minipimer.

venerdì 13 luglio 2007

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Le mie meringhe



Fino a qualche anno fa detestavo le meringhe, tuttora non mi azzarderei mai ad assaggiarne una che non sia fatta in casa.. c'è poco da fare, sono due cose completamente diverse ed è stato un piacere scoprirlo. Adoro farne tantissime, quando ho albumi da utilizzare, si conservano a lungo e stupiscono anche il più diffidente. Questa ricetta è il risultato di tante tante prove, un vero lavoro di ricerca per riuscire a produrre la meringa perfetta: bianca, leggerissima, asciutta, friabile e profumata.

La ricetta: Meringhe francesi

Ingredienti:
200g di albumi*
200g di zucchero semolato
200g di zucchero a velo
1 pizzico di cremor tartaro

Mescolare le due qualità di zucchero e lasciare da parte. Versare gli albumi e il cremor tartaro in un recipiente, montarli a bassa velocità con le fruste elettriche fino a quando assumeranno una consistenza spumosa; senza fermare la frusta, iniziare ad aggiungere lo zucchero, un cucchiaio alla volta e continuare a montare aumentando man mano la velocità, fino a quando la massa non sarà perfettamente lucida e così soda da formare dei picchi ben fermi. In tutto bisogna montare almeno 15-20 minuti. Nel frattempo preparare una sac a poche con bocchetta larga e tre teglie rivestite con carta forno. Trasferire la meringa nella sacca da pasticcere e formare dei ciuffi sulle teglie, non serve distanziarli molto dato che la meringa non gonfia; per quanto riguarda le dimensioni, più piccole sono e prima asciugheranno, io le preferisco delle dimensioni di una ciliegia. Mettere le teglie in forno ventilato a 70 - 80°C (non di più!) e lasciare che le meringhe asciughino, ci vorranno circa tre ore, a seconda del vostro forno. Le meringhe sono pronte quando risultano perfettamente asciutte all'interno, leggerissime e friabili. Lasciare raffreddare in forno e conservare esclusivamente in scatole di latta.

* Gli albumi devono essere:
- temperati, io li lascio una notte fuori dal frigo;
- privi di ogni traccia di tuorlo, altrimenti non monteranno bene.

mercoledì 4 luglio 2007

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Confettura di ciliegie




Questa volta le ciliegie sono finite in pentola, erano davvero troppo dolci e belle per non farne una deliziosa conserva da tirare fuori nei momenti di nostalgia.. proprio per questo amo fare le marmellate e le conserve di tutti i tipi, lo trovo un modo per "prolungare" questi piccoli piaceri di stagione.
La confettura di ciliegie non mi è mai piaciuta per via dell'eccessiva dolcezza ma, quella fatta in casa, è stata una piacevole scoperta.. tra le confetture classiche casalinghe, assieme a quella di arance amare, è la mia preferita!
Nella riuscita delle confetture è determinante la qualità della frutta, ça va sans dire, meglio scegliere le qualità rosse a polpa soda; io ho utilizzato ciliegie di Vignola freschissime, dal colore rosso così intenso da ottenere una confettura di un bellissimo color rubino. Io preferisco lasciare le ciliegie intere perchè mi piace ottenere una confettura perfettamente limpida e trasparente, con le ciliegie ancora intatte al suo interno.


La ricetta: confettura di ciliegie
Ingredienti:
1 kg di ciliegie lavate e denocciolate

500g di zucchero semolato
1/2 bicchiere d'acqua
Mettere un piattino in freezer, servirà per il test di cottura. Versare lo zucchero, l'acqua e infine le ciliegie in una pentola capiente, portare ad ebollizione a fuoco dolce; mescolare di tanto in tanto e lasciar bollire circa 30 minuti, avendo cura di eliminare la schiuma che si forma in superficie; io non la lascio bollire mai più di 30 minuti, la frutta perderebbe tutto il suo colore e il sapore. Per verificare la cottura versare una goccia di confettura sul piattino freddo e attendere qualche minuto; se, muovendo il piattino, la goccia rimane ferma la cottura è perfetta. Versare subito in vasetti di vetro sterilizzati e perfettamente asciutti, chiudere bene le capsule, capovolgere e lasciare sotto coperta fino al giorno successivo; la confettura calda potrà sembrare liquida ma, il riposo e il lento raffreddamento la renderanno più soda.

venerdì 1 giugno 2007

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Bicchierini di panna cotta




Devo ammettere di avere un vero debole per le fragole (e per le ciliegie, ovvio), quando sono tante e sono anche buone bisogna approfittarne! Sono perfette anche così, al naturale, ma.. perchè non trasformarle in un dolce fresco ed estivo?
Ed eccole abbinate alla classica panna cotta: semplice, versatile, fresca, si prepara in un attimo e continua a suscitare una grande approvazione; fatta di pochi e semplici ingredienti, basta un po' di fantasia per renderla ogni volta diversa. Se avete ospiti poi, i bicchierini sono l'ideale, è sufficiente tirarli fuori dal frigo..et voilà, dessert in tavola!

La ricetta: Panna cotta con gelée di fragole

Per la panna cotta

Ingredienti:
300 g di panna fresca
200 g di latte
50 g di zucchero
1 stecca di vaniglia
10 g di gelatina in fogli*
Ammollare la gelatina in acqua fredda. Portare a bollore la panna con lo zucchero, il latte e la stecca di vaniglia; appena raggiunge il bollore allontanare dal fuoco e aggiungervi la gelatina ben strizzata, mescolare e lasciare a temperatura ambiente.


Per la gelée di fragole

Ingredienti:
250 g di fragole
1-2-cucchiai di zucchero
5 g di gelatina in fogli*
Lavare le fragole, eliminare le foglie e frullarle assieme allo zucchero; passare la purea ottenuta con un colino per eliminare tutti i semini delle fragole (non è obbligatorio). Ammollare la gelatina in acqua fredda. Scaldare una parte della purea a bagnomaria, senza che questa raggiunga il bollore, sciogliervi la gelatina e mescolare; unire al resto della purea avendo cura di mescolare molto velocemente.


Composizione del dolce

Versare i vari strati nei bicchierini o nelle coppette: ad ogni strato lasciare i bicchierini in congelatore per una ventina di minuti, prima di passare allo strato successivo. Una volta completati, lasciare in frigo qualche ora. Guarnire con frutta fresca e servire.

Varianti: la panna cotta, essendo molto neutra, può essere abbinata ad infinite gelatine a base di frutta fresca, basta sostituire le fragole con la frutta che più vi piace.

*se utilizzate colla di pesce della paneangeli, ne basta metà della dose indicata.