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martedì 22 maggio 2012

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La torta al latte caldo di Tish



Hot milk sponge cake


Ormai lo saprete, in primavera mi perdo letteralmente dietro alla frutta e alla verdura di stagione e sperimento poco con i dolci. Prendo un cestino di fragole con l'intenzione di trasformarle in un nuovo dolce e puff, sparice prima del tempo. Non c'è verso. Di recente, forse merito di questo tempaccio, mi è venuta voglia di una torta semplice che non fosse la solita margherita o quattro quarti, ma nemmeno la Paradiso, quindi mi sono messa a sfogliare libri e riviste e grazie ad un post-it ho ritrovato questa hot milk sponge cake di Tish Boyle.  Gli ingredienti, letti così, non dicono assolutamente nulla e fanno piuttosto pensare ad una tortina noiosa e priva di carattere. Il nome, invece, già anticipa ciò che la distingue da qualsiasi altra torta rendendola davvero unica, non tanto per il sapore quanto per la particolarissima texture e per l'estrema sofficità. Per farla breve, ho fatto la scoperta dell'acqua del latte caldo. Onestamente, a me non sarebbe mai saltato in mente di versare del latte pressoché bollente in una massa montata, a voi si? Ebbene si, questo è l'unico accorgimento in più che permette di ottenere una torta leggerissima ma allo stesso tempo molto elastica e resistente. La sua struttura, dall'alveolatura finissima ma molto leggera, è talmente particolare che ricorda davvero tanto la cheesecake giapponese (sul blog non c'è ma credo di averne un vecchissimo esempio in archivio su Flickr), abbastanza unica nel suo genere. Fondamentalmente non nasce come torta da farcire ma credo che una base così facile e versatile come questa sia da tenere sempre presente per tutte le torte farcite o decorate che richiedono un supporto resistente ma non troppo asciutto, e soprattutto gustoso. Questa torta l'ho utilizzata persino per preparare una classica zuppa inglese e mi ha sorpreso ancora una volta per la capacità di reggere la bagna senza perdere forma e consistenza. Io vi consiglio di segnarvela e di provarla al più presto, attendo un vostro parere!

La ricetta: hot milk sponge cake
adattata da una ricetta di Tish Boyle tratta da 'The cake book'.
Per una torta da 20-22 cm di diametro

Ingredienti:
  • 120 g di latte fresco intero
  • 60 g di burro
  • 165 g di farina debole
  • 6 g di lievito per dolci
  • 165 g di zucchero
  • 3 uova medie a temperatura ambiente
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • un pizzico di sale
Setacciare  due volte la farina con il lievito ed il sale e mettere da parte. Versare il latte ed il burro in un pentolino e scaldare fino a quando il burro non sarà completamente sciolto. Montare le uova in planetaria (o con le fruste elettriche) per circa un minuto a velocità medio-alta, aggiungere lo zucchero in più riprese e montare fino a quando la massa non avrà triplicato il suo volume iniziale e risulterà chiara e spumosa (circa 10 minuti). Con l'aiuto di una spatola incorporare delicatamente la farina nella massa montata, in tre riprese, con movimenti dal basso verso l'alto. Scaldare nuovamente il latte con il burro, prima che raggiunga il bollore versare nel composto (io ho preferito versarlo in due riprese) ed  incorporarlo utilizzando la spatola. Versare in uno stampo rivestito con carta forno e cuocere in forno preriscaldato a 175°C per 25-30 minuti.

Per la deliziosa brocca e la tovaglietta a fiori si ringrazia Greengate.

mercoledì 15 febbraio 2012

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Chocolate-beet cupcakes




Chissà perché certe cose suonano così bene in inglese che, tradotte in italiano, sembrano veramente perdere tutto il loro fascino. Comunque si, queste sono proprio delle tortine alle barbabietole rosse, per chi avesse ancora qualche dubbio. È da anni che vedo girare torte e tortine a base di rape rosse, soprattutto nei foodblogs americani, ma senza farci troppo caso. Poi ho visto questo bellissimo video di tiger in a jar e ho deciso che non avrei potuto evitare di dare una chance alle barbabietole rosse. Nei dolci intendo, perché come contorno a casa mia non sono mai mancate. L’idea iniziale era quella di creare delle tortine rosse senza l’uso di colorante (un po’ come per il verde del matcha e il viola della patata dolce), anche per dissacrare il mito del red velvet che, francamente, io non ho ancora capito.. sono soffici, rossi, bellissimi e tutto quello che volete, ma contenendo una quantità ridicola di cacao (altrimenti addio rosso) e un flacone di colorante, trovo abbiano un sapore totalmente indefinibile. E quindi, al primo tentativo, ho voluto fare delle tortine con le rape ma senza cacao, erano soffici e rossissime ma avevano un gusto deciso di barbabietola, sicuramente un po’strong per delle tortine dall’aspetto così raffinato. Invece il mese scorso mi sono arresa alla tendenza di abbinare questa simpatica radice al cioccolato, rinunciando ad un colore rosso brillante, ed è stato finalmente amore! Il cioccolato, o cacao, predomina ma la barbabietola si fa spazio, soprattutto come retrogusto, ed è davvero molto particolare e piacevole persino per chi non ama questo ingrediente. Mi hanno chiesto di replicare la ricetta pochi giorni fa e l’ho riadattata per fare dei cupcakes con un semplice frosting al cream cheese, che con la sua freschezza completa il tutto divinamente.




La ricetta: cupcakes alle rape rosse e cioccolato
per una torta ( ∅ 20 cm) oppure 15 cupcakes medi

Ingredienti:
  • 150 g di farina “00”
  • 150 g di purea di rape rosse*
  • 150 g di zucchero di canna
  • 150 g di uova a temperatura ambiente (circa 3)
  • 120 g di olio di semi
  • 45 g di cacao amaro
  • 2 cucchiaini (10 g) di lievito per dolci
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • un pizzico di sale

per il frosting:
  • 300 g di philadelphia (io ho utilizzato la versione light)
  • 150 g di zucchero a velo
  • 100 g di burro morbido
  • cioccolato fondente per decorare

Setacciare la farina assieme al cacao e al lievito. Montare le uova con lo zucchero di canna, l'olio e il sale fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere la purea di rape e l'estratto di vaniglia, continuando a lavorare a bassa velocità, ed incorporare gli ingredienti asciutti. Versare l'impasto nei pirottini riempiendoli a 3/4 e cuocere in forno preriscaldato a 160-170°C per circa 25 minuti (40 minuti se si utilizza un unico stampo da 20 cm) fino a quando l’interno risulterà asciutto. Lasciar raffreddare completamente. Nel frattempo preparare la crema lavorando il burro con lo zucchero, quando il composto risulta cremoso e montato unire il philadelphia, continuando a lavorare fino a quando la crema non risulterà liscia ed omogenea. Coprire e lasciare in frigo per almeno 3 o 4 ore. Versare la crema in una sac à poche e decorarvi i cupcakes, conservare in frigo per almeno 2 ore e decorare con riccioli di cioccolato fondente.

(*) Per ottenere la purea: bollire le rape rosse fin a quando non saranno tenere. Eliminare la buccia e lasciarle raffreddare. Frullare fino ad ottenere una purea omogenea.


mercoledì 8 febbraio 2012

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Mexican three-milk cake




Il mese di gennaio è passato in un attimo, poco male visti i miei buoni propositi di detox post-feste. Insomma, direi che un mese di austerity (=niente dolci) non fa male a nessuno, anzi, dopo le feste se ne avverte proprio il bisogno. Unico neo, si accumulano davvero troppe ricette da testare e, quando scatta il "via libera" avviene un'autentica esplosione in testa, avete presente quando avete mille cose da fare e vorreste farle tutte in contemporanea? E puntualmente si finisce col fare la prima cosa che capita, magari la meno interessante, oppure non si fa nulla. Questa volta, nel bel mezzo del mio "intensissimo" brainstorming è arrivato Donna Hay magazine, mi è bastato sfogliarlo per accantonare momentaneamente tutto il resto. Mi sono fermata a pagina 111, devo ancora capire bene il perché, e non c'è stato verso di togliermi dalla testa quella pagina. Del resto, come si fa a non rimanere incuriositi da una torta messicana al triplo latte (sic!) che, dalla foto, ha tutta l'aria di essere la buona e semplice torta della nonna (messicana pure lei)? La base è una torta semplicissima, come ce ne sono tante. A renderla particolare è la bagna a base di latte, latticello e latte condensato che, se leggendo gli ingredienti mi ha lasciata piuttosto perplessa, all'assaggio si è rivelata davvero il quid pluris della ricetta. In sostanza non si avverte una vera e propria bagna, ma la consistenza del dolce e la sua umidità sono davvero ideali. Infine la panna non zuccherata e la frutta acidula vanno a bilanciare perfettamente la dolcezza della torta rendendola veramente completa e particolarmente golosa. A voi la ricetta!



La ricetta: torta messicana al triplo latte
da Donna Hay magazine #61

Ingredienti:
  • 180 g di burro morbido
  • 220 g di zucchero
  • 2 cucchiai di estratto di vaniglia
  • 5 uova
  • 225 g di farina auto-lievitante, setacciata *
  • 250 ml di latte fresco
  • 250 ml di latte condensato zuccherato
  • 250 ml di latticello **
  • 500 ml di panna fresca
  • passionfruit o altra frutta a piacere

Lavorare il burro morbido con lo zucchero per una decina di minuti, dovrà risultare chiaro e cremoso. Aggiungere un cucchiaio di estratto di vaniglia e mescolare. Aggiungere le uova, una alla volta, battendo bene il composto, unire la farina ed amalgamare il tutto. Versare il composto in uno stampo (20 x 30 cm) *** rivestito con carta forno e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 30-35 minuti, o fino a quando uno stecchino non ne uscirà asciutto. Con uno stecchino praticare tanti forellini sulla superficie del dolce e lasciar raffreddare completamente. Mescolare assieme il latte, il latticello, il latte condensato ed un cucchiaio di estratto di vaniglia e versare lentamente sul dolce e lasciare in frigorifero per circa due ore, o fino a quando il composto non sarà completamente assorbito. Al momento di servire montare la panna e distribuirla sulla torta, decorare con la polpa di passionfruit o altra frutta a piacere (io ho scelto i lamponi).

(*) sostituibile con 210 g di farina “00” setacciata con 12 g di lievito per dolci ed un pizzico generoso di sale.

(**) sostituibile con 180 ml di yogurt intero diluito con 70 ml di latte fresco oppure con una miscela preparata con 235 ml di latte intero e 15 g di succo di limone e lasciata riposare per una decina di minuti.

(***) Io ho utilizzato uno stampo rotondo da 20 cm, avendo ridotto le dosi a 3/5.

lunedì 1 agosto 2011

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Summer is a blackberry crumb cake



Blackberry crumb cake
Per me che non ho ancora avuto il piacere di andare in vacanza l’estate è nelle piccole cose. Per esempio tornare da una passeggiata pomeridiana con due manciate di more profumatissime e decidere tout court di utilizzarle per preparare una crumb cake (o streusel cake), una torta soffice arricchita con frutta fresca e ricoperta da un irresistibile strato di briciole croccanti che, per darvi un’idea, ricordano alla lontana la nostra sbrisolona. Vi dirò, con il clima di questi ultimi giorni questa tortina piuttosto ricca e quasi autunnale ci voleva. Intanto, prima che scordi io stessa le dosi, vi lascio questa ricetta semplicissima che potrete utilizzare con la frutta che preferite.

Blackberry crumb cake

La ricetta: crumb cake di more

Ingredienti:

per il crumble
  • 150 g di farina 00
  • 100 g di burro freddo tagliato a pezzetti
  • 100 g di zucchero di canna
  • un pizzico di sale
per la torta
  • 100 g di burro morbido
  • 80 g di zucchero semolato
  • 2 uova medie
  • 100 g di farina 00
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 2 cucchiaini di estratto di vaniglia
per il ripieno
  • more a piacere
  • la scorza di mezzo limone
  • 2 cucchiai di zucchero di canna

Preriscaldare il forno a 160°C. Per il crumble versare tutti gli ingredienti in un frullatore e lavorare il tutto velocemente fino ad ottenere un impasto sbricioloso, lasciar riposare in frigorifero. Per la torta lavorare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema, incorporare una per volta le uova ed unire l’estratto di vaniglia. Aggiungere infine la farina setacciata con il lievito e lavorare bene l’impasto fino a renderlo omogeneo. Versare il composto in una teglia (20 x 20 cm) rivestita con carta forno, livellarlo e ricoprirlo con le more, la scorza grattugiata di limone e lo zucchero di canna. Distribuire il crumble in modo da coprire la frutta ed infornare per circa 30-40 minuti, la superficie dovrà risultare leggermente dorata e l’interno asciutto. Lasciar raffreddare completamente prima di tagliare e servire.

Blackberry crumb cake

lunedì 28 febbraio 2011

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Habemus Torta Paradiso!



Torta Paradiso
Nessun déjà vu, ve lo dico subito, ho già parlato della torta Paradiso diverso tempo fa, ricordate? Ora, il fatto è che avrei finalmente trovato la ricetta della vera Paradiso. O meglio, diciamo che la ricetta della vera torta Paradiso ha trovato me. Galeotto fu il commento e chi lo scrisse, mi viene da dire.. e pensare che se non vi avessi parlato della mia Paradiso “provvisoria” (una tortina di tutto rispetto) non l’avrei ancora trovata, quella definitiva. Per farla breve, la ricetta mi è stata gentilmente passata da Lea, una lettrice pavese proprio come la torta in questione, dopo aver scambiato qualche battuta nei commenti e un paio di email. Ovviamente, data l’ansia da torta Paradiso (ne parlo qui) e la quantità ingestibile di ricette da provare, ho rimandato e rimandato fino alla fine della scorsa estate. Avete presente quelle giornate in cui le temperature iniziano ad abbassarsi e vi viene la voglia improvvisa di accendere il forno? Ecco, quel giorno ho deciso di ridare una possibilità alla Paradiso e, da brava allieva, ho semplicemente seguito alla lettera le istruzioni semplici e chiare di Lea. Il trucco, dice Lea, sta nella lavorazione a mano, e già questo mi ha suggerito il motivo per cui i miei precedenti tentativi non siano mai stati del tutto positivi, nonostante la grande somiglianza tra le varie ricette; mai come in questo caso “less is more”, niente planetarie ultra tecnologiche, vi basta un cucchiaio di legno, un po’di pazienza e non dovrete più invidiare la celebre torta della pasticceria Vigoni. Chi l’avrebbe mai detto? L’ho fatta e rifatta, quasi incredula che non si trattasse solo di un colpo di fortuna, e non sto nemmeno a dirvi quanto sia buona, profumata e perfetta nella consistenza.. vi invito solamente a provarla, da adesso la ricetta è anche un po’vostra! Grazie ancora Lea :)

Torta Paradiso

La ricetta: Torta Paradiso

Ingredienti:
  • 200 g di burro a temperatura ambiente
  • 200 g di zucchero a velo
  • 100 g di farina “00”
  • 100 g di fecola di patate
  • la scorza grattugiata di un limone
  • 2 uova intere e 2 tuorli (a temperatura ambiente)

Lasciare il burro fuori dal frigo per almeno tre ore (dev’essere molto morbido ma non sciolto) e montarlo con un cucchiaio di legno fino a farlo diventare una crema spumosa. Incorporarvi lo zucchero a velo in due volte, delicatamente. In un altro recipiente stracciare le uova e i tuorli con l’aiuto di una forchetta, come per fare una frittata. A questo punto bisogna aggiungere le uova al burro montato, un cucchiaio alla volta, mescolando e montando ad ogni aggiunta fino a completo assorbimento dell’uovo e conseguente rigonfiamento della massa. Questo passaggio richiede tempo e pazienza ma è fondamentale per la riuscita del dolce, non bisogna assolutamente aver fretta di aggiungere altro uovo prima che la cucchiaiata precedente non sia stata ben amalgamata, lo scopo è quello di incorporare aria all’interno della massa, molto lentamente, in modo da renderla soffice ma densa, non troppo montata. Aggiungere infine le farine setacciate e la scorza di limone ed incorporarle molto delicatamente con l’aiuto di una spatola, con movimenti dal basso verso l’alto. Versare l’impasto in una teglia da 20 cm di diametro, imburrata ed infarinata, e cuocere in forno statico preriscaldato a 180°C per un’oretta circa o fino a quando la torta non risulterà asciutta all’interno. Lasciar raffreddare e cospargere con abbondante zucchero a velo. Questa torta si conserva tranquillamente per più giorni, anzi, è addirittura più buona a partire dal giorno successivo.

mercoledì 11 agosto 2010

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Chiffon cake alla patata dolce viola



Chiffon cake alla patata dolce viola
Ho un debole per la chiffon cake. In effetti il nome potrebbe fare pensare ad un dolce haute-couture (detto tra noi, a me fa sognare gli abiti fluttuanti dai toni delicatissimi di Alberta Ferretti, regina indiscussa dello chiffon) ma in realtà non è nulla di così sofisticato, si tratta di un semplicissimo ciambellone americano (californiano, per essere precisi) che si è diffuso un po’in tutto il mondo, soprattutto in estremo oriente, grazie alla sua eccezionale leggerezza e versatilità. A me piace molto proprio perchè trovo sia un giusto compromesso tra il ciambellone da colazione e la torta un po’più carina da presentare agli ospiti, basta davvero un velo di panna montata e un minimo di decorazione et voilà, il nostro “ciambellone” diventa quasi chic. In realtà è molto più di un classico ciambellone, nonostante la difficoltà di preparazione sia praticamente la stessa; contenendo olio, al posto del burro, lo chiffon rimane morbido e umido anche se conservato in frigo, quindi si presta benissimo ad essere farcito con creme delicate e facilmente deperibili.

Chiffon cake alla patata dolce viola
Girando per la rete se ne vedono letteralmente di tutti i colori e di tutti i gusti, ed è anche questo il bello! Basta cambiare aromi o modificare leggermente la ricetta di base e lo chiffon può essere declinato in infinite varianti, dalla più semplice alla più bizzarra. Tra i tanti ingredienti “nuovi” avevo una bustina di patata dolce viola in polvere (qualità ube, la stessa utilizzata per l' halo-halo) che aspettava da qualche mese di essere utilizzata, e quindi via allo chiffon viola (certo, non sarà viola acceso ma almeno è naturale). In passato ho già utilizzato la patata dolce per preparare i satsuma-imo cake (satsuma-imo è un tipo di patata dolce giapponese), di cui dev’esserci anche una foto su Flickr, e altri cakes/muffins deliziosi. La patata dolce viola mi mancava e, da quello che avevo letto, mi aspettavo non conferisse molto sapore al dolce, e invece trovo abbia un gusto ben preciso, difficile da descrivere, che ricorda vagamente la nocciola tostata. Se non trovate questo ingrediente potete ometterlo e seguire la ricetta di base, mi promettete di provarla?


Chiffon cake alla patata dolce viola

La ricetta: chiffon cake alla patata dolce viola

Ingredienti:
  • 4 tuorli grandi
  • 20 g di zucchero
  • 60 g di acqua
  • 60 g di olio di semi
  • 50 g di farina "00
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia
  • 50 g di patata dolce viola in polvere (ube)*
  • 1/2 cucchiaino di lievito in polvere (facoltativo)
  • 4 albumi grandi
  • 90 g di zucchero
  • 8 g di maizena
  • 200 g di panna fresca
  • zucchero a velo a piacere

* sostituire con 30 g di farina “00” per la ricetta di base

Lavorare i tuorli con lo zucchero, aggiungere l'acqua, l'olio, la polvere di patata dolce, l'estratto di vaniglia e la farina setacciata ed amalgamare bene il tutto, fino ad ottenere un impasto omogeneo. Montare gli albumi con le fruste, quando incominciano a diventare spumosi unire lo zucchero con la maizena, un po’per volta, e continuare a montare fino a quando la meringa non risulterà lucida e soda. Unire 1/3 di meringa al primo impasto, incorporarla delicatamente con movimenti circolari dal basso verso l'alto, incorporare allo stesso modo la meringa rimasta. Versare l 'impasto in uno stampo per chiffon/angel food cake (oppure una ciambella non antiaderente) da 18 cm, senza imburrare (fondamentale per poter capovolgere il dolce, una volta cotto, senza che si stacchi dallo stampo), e cuocere a 150°C per circa 50 minuti (senza aprire lo sportello del forno, per nessuna ragione). Quando il dolce è cotto, toglierlo dal forno e capovolgerlo immediatamente, sistemandolo sul collo di una bottiglia oppure sui piedini dell’apposito stampo, in modo tale che il vapore possa fuoriuscire liberamente dal dolce. Questo passaggio impedisce al ciambellone di collassare e aiuta a mantenere un’alveolatura aperta e regolare e, di conseguenza una leggerezza ed una consistenza soffice ed elastica. Lasciarlo raffreddare del tutto e sformarlo aiutandosi con una spatola o con un coltello a lama liscia. Montare la panna fredda zuccherata ed utilizzarla per ricoprire il dolce. Conservare in frigo.

lunedì 28 giugno 2010

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New York style cheesecake


http://farm5.static.flickr.com/4135/4741331629_cf692830ff_o.jpg

A dire il vero la mia sarebbe piú un’italian style cheesecake, visto che ho continuato a tagliare la quantità di Philadelphia a favore della (tanto amata) ricotta, fino a trovare il giusto equilibrio. Che poi, se proprio volessimo fare i pignoli, la torta al formaggio esisteva già ai tempi di Catone, il quale ne parla nel De agri cultura, e ancor prima di lui ne parlò Egimio, un fisico greco del quinto secolo a.C. che scrisse un trattato sull’arte del preparare la torta al formaggio. Insomma, agli americani dev’essere arrivata in tempi più recenti ma è impossibile pensare alla cheesecake dissociandola dalla sua attuale patria, almeno per me. Per quanto riguarda la ricetta, nel tempo ho man mano fatto alcune modifiche alla ricetta tradizionale, al fine di migliorarne la texture e il gusto, e questa è la cheesecake come piace a me. Io sostituisco parte del philadelphia (uso il light perchè mi piace di più) con della ricotta fresca, trovo sia più delicato e anche leggero. Questa volta mi è sfuggito il topping, la parte che adoro, perchè non mi ero accorta di essere rimasta senza panna acida, ma vi consiglio di provarlo!

New York style cheesecake

La ricetta: New York cheesecake

Ingredienti:

Per la base
  • 180 g di biscotti tipo digestives
  • 70g di burro morbido
Per la crema
  • 350 g di formaggio cremoso
  • 250 g di ricotta fresca (o formaggio cremoso)
  • 200 g di panna fresca
  • 180 g di zucchero semolato
  • 30 g di succo di limone
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia
  • 2 uova grandi
Per il topping

Macinare i biscotti senza ridurli del tutto in polvere, aggiungervi il burro e lavorare il tutto velocemente. Distribuire l’impasto in uno stampo* antiaderente apribile (20-22 cm di diametro) con il fondo rivestito di carta forno e pressare il tutto con un cucchiaio, in modo da avere uno strato uniforme e compatto, lasciar riposare in frigo.
Preriscaldare il forno a 150°C. Lavorare con una frusta la ricotta con il formaggio, lo zucchero, l’estratto di vaniglia e la panna, quando il composto risulta cremoso e omogeneo unire le uova e amalgamare bene il composto senza inglobare troppa aria, aggiungere infine il succo di limone. Versare la crema nello stampo e battere due o tre volte su un ripiano, in modo da far fuoriuscire le bolle d’aria più grandi. Mettere lo stampo in uno stampo leggermente più grande (quelli usa e getta in alluminio vanno meglio) per evitare che entri dell’acqua, e sistemare il tutto in uno stampo più grande in cui bisognerà versare acqua bollente fino a coprire circa la metà dello stampo che contiene il cheesecake. Infornare e cuocere per circa un’ora (ricordatevi che il tempo di cottura varia in base alle dimensioni del dolce); a questo punto il cheesecake dovrebbe risultare ancora leggermente “traballante” al centro e cotto (non dorato) verso l’esterno. Estrarre il dolce dal forno e versarvi sopra il topping precedentemente preparato mescolando tutti gli ingredienti, rimettere in forno per altri dieci minuti e lasciar riposare nel forno spento per 5-10 minuti. Sfornare e togliere lo stampo dal bagnomaria, far raffreddare completamente senza sformare, coprire e lasciare in frigorifero per almeno 6 ore. Sformare e servire freddo, volendo si può decorare con frutta fresca o salse a base di frutti di bosco o cioccolato.

(*) In questo caso ho realizzato delle monoporzioni utilizzando anelli in acciaio del diametro di 7cm, per cui sonostati sufficienti 30 minuti di cottura.

venerdì 21 maggio 2010

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Torta al limone glassata


Torta al limone glassata

Ho sempre adorato questo periodo dell’anno, sarà che sono nata i primi di giugno (come il blog) ma mi sento davvero a mio agio quando le giornate sono tiepide, luminose, e soprattutto lunghe. Quest’anno non è andata proprio benissimo, ma abbiamo ancora un mese di primavera, non lamentiamoci. Il maltempo inaspettato dell’ultimo mese ha mandato in letargo la mia creatività in cucina, e di conseguenza il blog. Anche se, in un modo o nell’altro, negli ultimi giorni ho pensato al blog più di quanto non possa sembrare, non ci credete? Non vi dico nulla, Stay tuned :-) Dicevo, niente dolci particolari (a parte un fraisier fatto per la festa della mamma), anche perchè mi sono fatta distrarre dalle fragole, dalle primissime ciliegie, e da tutta la verdura fantastica che c’è nei mercati.. per non parlare di tutte le erbette di campo, di cui vado matta, e persino dei fiori di sambuco, con cui ho fatto un profumatissimo sciroppo che utilizzo per preparare bevande rinfrescanti nei mesi più caldi. Il dolce di cui vi parlo oggi è una torta al limone che faccio spesso, è davvero semplicissima ma è così fresca e aromatica da non cadere nella banalità. Ancora una volta la base da cui sono partita è il quattro quarti (come qui), potrebbe sembrare assurdo ma giocandoci un po’ si ottengono dei dolci diversissimi. Ciò che fa la differenza in questo dolce è l’aggiunta della panna acida, che aiuta a mantenere una buona umidità e conferisce un sapore acidulo davvero piacevole, e il metodo di lavorazione, grazie al quale si ottiene una texture molto compatta ma allo stesso tempo sofficissima. Solitamente non amo glassare le torte ma in questo caso la glassa è proprio ciò che serve a rendere completo questo dolce, in più trovo che le conferisca un aspetto molto old fashioned, non trovate? Ho provato anche a spruzzarla con uno sciroppo semplice preparato con 50 g di zucchero e 50 g di succo di limone, il risultato è molto simile a ciò che gli anglosassoni chiamano lemon drizzle cake ma, personalmente, trovo che la bagna sia di troppo. Se come me amate spudoratamente tutto ciò che profuma di limone (lemon curd, lemon meltaways & co.), provatela!

Torta al limone glassata
La ricetta: torta al limone glassata
Ingredienti:
  • 150 g di uova intere (3 uova medie) a temperatura ambiente
  • 150 g di zucchero
  • 75 g burro fuso
  • 150 g di farina “00”
  • 150 g di panna acida a temperatura ambiente
  • la scorza di un piccolo limone
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia
  • 5 g (1 cucchiaino) di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
Per la glassa al limone:
  • 150 g di zucchero a velo
  • 20 g di succo di limone
  • scorze di limone per decorare

Stemperare la panna acida con l’estratto di vaniglia, il succo e le scorze di limone e il sale. Montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere una massa molto chiara e spumosa (10-12 minuti), incorporarvi il composto contenente la panna acida facendo attenzione a non lavorare troppo il tutto. Unire la farina setacciata con il lievito, un po’ per volta, ed incorporarla delicatamente, con l’aiuto di una spatola (sempre movimenti dal basso verso l’alto). Aggiungere infine il burro fuso raffreddato (dev’essere ancora liquido) a filo, continuando a lavorare l’impasto con la spatola, sempre con delicatezza. Versare l’impasto in uno stampo rotondo (18-20 cm) imburrato ed infarinato e cuocere in forno preriscaldato a 170°C per circa 45 minuti, o fino a quando la torta non risulterà dorata in superficie e asciutta all’interno. Sformare il dolce e lasciarlo raffreddare su una griglia. Preparare la glassa aggiungendo il succo di limone allo zucchero a velo, regolarne la consistenza aggiungendo eventualmente poco zucchero o qualche goccia di limone per volta; la glassa deve essere abbastanza fluida da stendersi da sola ma, allo stesso tempo, non deve essere così liquida da risultare trasparente. Versare tutta la glassa al centro della torta (io l’ho capovolta per avere una superficie perfettamente piana) e lasciare che scenda anche lateralmente, se dovesse risultare ancora troppo densa aiutarsi con una spatola per distribuirla al meglio. Decorare a piacere con scorzette di limone.

Torta al limone glassata

lunedì 2 febbraio 2009

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La torta paradiso


Torta paradiso

L'influenza ha centrato anche me, ecco il motivo della mia lunga assenza; dunque ci sono un sacco di idee accumulate in testa che non ho ancora avuto modo di mettere in atto, un po' per la mancanza di forze, un po' per la mancanza di appetito. L'unico sfizio che mi sono tolta giusto prima di finire stesa a letto con la febbre è stata la torta paradiso, uno di quei dolci semplici e consolatori che riportano un po' all'infanzia, sarà per lo zucchero a velo che inevitabilmente ci si ritrova sulla punta del naso? E così mi è tornato in mente di tutte le email dei lettori che mi hanno chiesto la ricetta di questa torta vista nel mio album su Flickr.. mi sono sempre ripromessa di pubblicarla ma, tra una cosa e l'altra, è finita in fondo alla famosa lista delle cose da fare (sorry!); in realtà avrei voluto rifarla e rifotografarla, ma chi mi conosce sa quanto siano rare le repliche dei miei dolci, insomma, rifare un dolce vecchio vuol dire farne uno nuovo in meno, no? (Okay, okay, è solo una mia piccola fissazione). Ovvio che poi ci sono tutte le eccezioni dei dolci "storici", irrinunciabili, che si rifanno quasi da soli. La Paradiso è uno di quelli. Dovete sapere che questa ricetta è stata una vera rivelazione a suo tempo; c'è stato un periodo in cui continuavo a fare torte paradiso nella speranza di trovare la ricetta giusta, che non saltava fuori, poi mi sono stancata di sprecare tempo e uova e così ho abbandonato la ricerca.. ma se maometto non va alla montagna.. un giorno la ricetta della torta paradiso perfetta mi è capitata davanti mentre sfogliavo il libro dei dolci del bimby in cerca di una tortina semplice e veloce da colazione; l'ho fatta senza avere alcuna pretesa ma me ne sono letteralmente innamorata, non sarà la vera paradiso di Pavia ma mi è sembrata un'ottima alternativa. Bene, dopo questa allegra storiella a lieto fine passo al sodo e (finalmente) vi do la ricetta; alla fine la foto non l'ho rifatta per ovvi motivi, figuratevi che ho a malapena sentito il sapore della torta! La ricetta è lievemente modificata, la riporto in modo tale da poterla eseguire senza bisogno di un robot.

La ricetta: Torta paradiso
Ingredienti:
  • 300g di fecola di patate
  • 300 g di zucchero a velo (200 g sono più che sufficienti)
  • 200 g di burro morbido
  • 6 uova
  • 1 bustina di lievito
  • 1 pizzico di sale
  • zucchero a velo per decorare
Montare a lungo le uova con il pizzico di sale e lo zucchero a velo fino ad ottenere una massa chiara e spumosa, unire il burro e continuare a montare, unire infine la fecola setacciata con il lievito e lavorare il tuttofino ad ottenere un composto omogeneo. Versare in una tortiera imburrata e cuocere in forno preriscaldato a 160°C per 20 minuti e a 180°C per 10 minuti o fino a quando uno stecchino infilzato nel dolce ne uscirà asciutto. Una volta cotto lasciar raffreddare, sformare e spolverare con abbondante zucchero a velo.