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lunedì 8 agosto 2011

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Ghiaccioli allo yogurt e lamponi



Ghiaccioli allo yogurt e lamponi
Capita anche a voi di snobbare una cosa per anni per poi riscoprirla e diventarne quasi ossessionati? Ammetto di aver sempre guardato con sospetto i ghiaccioli, e in effetti la maggior parte non sono che acqua, zucchero, aromi artificiali e coloranti. Persino quelli che si preparavano in casa anni addietro venivano fatti mescolando sciroppi coloratissimi con acqua.. una roba micidiale. Ultimamente, dopo averne visti e rivisti di bellissimi sul web e su Donna Hay magazine (il numero 55 ne presenta una carrellata fantastica), mi sono resa conto che tutto sommato i ghiaccioli possono essere la cosa più sana e innocua del mondo, oltre ad essere oggettivamente belli e divertenti, con quell'aria deliziosamente retrò. È un po'come dire di aver scoperto l'acqua calda, me ne rendo conto, ma voi non li trovate irresistibili? Mi diverte moltissimo l'idea di poter giocare e sperimentare con un'infinità di gusti e di colori, utilizzando solamente frutta fresca e pochi altri ingredienti, e il fatto di poterne sempre avere a disposizione una certa varietà nel freezer. Per chi ha dei bambini poi sono l'ideale, soprattutto per quelli che fanno un po'di fatica a mangiare la frutta. Oggi vi lascio con la ricetta di questi ghiaccioli allo yogurt e lamponi, non sono dei veri e propri ghiaccioli ma sono un'autentica delizia e, volendo, si possono immergere nel cioccolato temperato per una variante decisamente più golosa.

La ricetta: ghiaccioli allo yogurt e lamponi
per 10 gelati

Ingredienti:
  • 500 g di yogurt greco (intero)
  • 75 g di zucchero a velo
  • 150 g di lamponi
  • 2 cucchiai di zucchero di canna

Versare i lamponi in un pentolino assieme allo zucchero di canna, cuocere a fuoco basso senza mescolare fino a quando lo zucchero non si sarà sciolto formando una salsa piuttosto densa assieme al succo dei lamponi. Lasciar raffreddare completamente. Nel frattempo mescolare lo yogurt con lo zucchero a velo. Riempire gli stampi per ghiaccioli alternando lo yogurt e i lamponi, posizionare gli stecchi e congelare per almeno 3-4 ore.

lunedì 1 agosto 2011

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Summer is a blackberry crumb cake



Blackberry crumb cake
Per me che non ho ancora avuto il piacere di andare in vacanza l’estate è nelle piccole cose. Per esempio tornare da una passeggiata pomeridiana con due manciate di more profumatissime e decidere tout court di utilizzarle per preparare una crumb cake (o streusel cake), una torta soffice arricchita con frutta fresca e ricoperta da un irresistibile strato di briciole croccanti che, per darvi un’idea, ricordano alla lontana la nostra sbrisolona. Vi dirò, con il clima di questi ultimi giorni questa tortina piuttosto ricca e quasi autunnale ci voleva. Intanto, prima che scordi io stessa le dosi, vi lascio questa ricetta semplicissima che potrete utilizzare con la frutta che preferite.

Blackberry crumb cake

La ricetta: crumb cake di more

Ingredienti:

per il crumble
  • 150 g di farina 00
  • 100 g di burro freddo tagliato a pezzetti
  • 100 g di zucchero di canna
  • un pizzico di sale
per la torta
  • 100 g di burro morbido
  • 80 g di zucchero semolato
  • 2 uova medie
  • 100 g di farina 00
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 2 cucchiaini di estratto di vaniglia
per il ripieno
  • more a piacere
  • la scorza di mezzo limone
  • 2 cucchiai di zucchero di canna

Preriscaldare il forno a 160°C. Per il crumble versare tutti gli ingredienti in un frullatore e lavorare il tutto velocemente fino ad ottenere un impasto sbricioloso, lasciar riposare in frigorifero. Per la torta lavorare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema, incorporare una per volta le uova ed unire l’estratto di vaniglia. Aggiungere infine la farina setacciata con il lievito e lavorare bene l’impasto fino a renderlo omogeneo. Versare il composto in una teglia (20 x 20 cm) rivestita con carta forno, livellarlo e ricoprirlo con le more, la scorza grattugiata di limone e lo zucchero di canna. Distribuire il crumble in modo da coprire la frutta ed infornare per circa 30-40 minuti, la superficie dovrà risultare leggermente dorata e l’interno asciutto. Lasciar raffreddare completamente prima di tagliare e servire.

Blackberry crumb cake

venerdì 1 luglio 2011

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Red currant curd


Red currant curd
Ecco, questo è il classico periodo estivo in cui il forno rimane l'ultimo dei miei pensieri. Detto da me può sembrare molto strano ma tant'è. Non tanto per il caldo ma piuttosto per il fatto che ultimamente si pensa soprattutto a frutta fresca, gelati, sorbetti e a pochi altri dolci rinfrescanti che non richiedono affatto l'impiego del forno. E poi ci sono le confetture e le conserve da fare, non so da voi ma qui quasi ogni giorno compare qualcosa di buono da mettere sotto vetro. Domenica per esempio ho raccolto 3,5 kg di ribes rossi da un'unica pianta e, dato che tutti sembrano snobbare queste simpatiche quanto aspre palline rosse, dopo aver fatto un po'di confettura di ribes e lamponi e dopo averne congelato una piccola parte (torneranno utili per muffins, crumble e crostate), mi è venuto in mente uno degli ultimi post di Sigrid, di cui mi era rimasto impresso il curd di lamponi. Secondo voi, avrei mai potuto resistere alla curiosità di provare a preparere un curd con i ribes? Ovviamente no, per la gioia di tutti. Infatti, mangiata con il cucchiaino o spalmata sul pane tostato, colata in un guscio di pate sucré o utilizzata per farcire una torta a strati, questa cremina rosa ci piace proprio da impazzire. Per la ricetta mi sono affidata a quella di Sigrid, ho solamente aggiunto un po'di zucchero in più visto che i ribes sono meno dolci dei lamponi e usato un uovo intero al posto di due tuorli. Ora però vi toccherà provarla, prometto che riuscirete a propinare i ribes anche ai più scettici.. sono pronta a scommetterci :)

La ricetta: red currant curd

Ingredienti:
  • 300 g di ribes rossi
  • 2 uova medie battute
  • il succo di un limone piccolo
  • 150 g di zucchero
  • 125 g di burro
Sciogliere il burro assieme allo zucchero a bagnomaria, unire i ribes e il succo di limone lontano dal fuoco e passare il tutto al minipimer. Aggiungere le uova battute e rimettere a bagnomaria, facendo attenzione che l'acqua bollente non tocchi il recipiente, e mescolare continuamente fino a quando il curd non risulterà più denso. Per chi avesse un termometro, il composto deve raggingere una temperatura di circa 80-82°C. Versare subito in vasetti di vetro, lasciar raffreddare e conservare in frigo.

venerdì 3 giugno 2011

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Buon compleanno Ciliegina!



Sicile

Proprio due giorni fa la Ciliegina sulla torta ha spento la sua quarta candelina. Ebbene si signori miei, quattro anni. E mai come quest’anno si è sentita coccolata e celebrata, visto che da due settimane a questa parte sta festeggiando un giorno si e l’altro pure il suo non-compleanno, tra un tè e quello successivo. Meglio di così! Anzi, ne approfitto per ringraziarvi di cuore per le numerosissime partecipazioni al concorso, le ricette arrivate fin’ora sono davvero tante e credo che la scelta dei vincitori non sarà così facile. Inoltre vi ricordo che siete ancora in tempo per partecipare, mancano ancora tre giorni alla chiusura del contest.

Intanto, visto che si festeggia il compleanno della Ciliegina e ultimamente le ricette le avete condivise solo voi, vi lascio con un dolce di Hidemi Sugino, un pasticciere giapponese davvero notevole che tengo d'occhio da moltissimo tempo e di cui, recentemente, ho finalmente acquistato due libri con ricette a dir poco fa-vo-lo-se. Il Sicile è uno dei suoi entremets apparentemente più semplici ma di una raffinatezza veramente rara, nella sua essenzialità. I protagonisti sono due, il pistacchio e la mora, il primo dal sapore caldo ed avvolgente, il secondo fresco e un po'pungente, un connubio talmente equilibrato ed onesto da non lasciare alcun dubbio e, anzi, fa davvero pensare a come sia stato possibile non averci pensato prima. Un dolce sicuramente estivo dai sapori mediterranei, come suggerisce il nome, molto fresco e quasi leggero, poco zuccherato e perfetto in tutte le sue parti. Praticamente il mio dolce ideale. Il biscuit è sofficissimo e molto profumato e le due mousse, dalla texture impeccabile, sono leggere e sapientemente bilanciate. So che adesso non è ancora tempo di more ma io ne avevo di ottime in congelatore, raccolte con le mie manine, e non potevo non approfittarne per preparare questo meraviglioso entremet. Voilà!

La ricetta: Sicile
riadattato da Le goût authentique retrouvé di Hidemi Sugino
per 12 monoporzioni da 7cm (Ø)

Biscuit al pistacchio

Ingredienti:
  • 90 g di pasta di mandorle 50% (50% di mandorle e 50% di zucchero)
  • 38 g di pasta di pistacchio 100% (qui spiego come la ottengo)
  • 45 g di uova intere
  • 20 g di tuorli
  • 25 g di albumi
  • 130 g di meringa francese (80 g di albumi e 50 g di zucchero semolato)
  • 45 g di maizena
  • 20 g di burro fuso freddo

Mescolare la pasta di mandorle con la pasta di pistacchi, unire i tuorli, gli albumi e le uova intere, gradualmente, e lavorare il tutto con le fruste fino ad ottenere un composto spumoso. Incorporare la maizena setacciata ed il burro fuso. Incorporare 1/3 della meringa francese all’impasto, molto delicatamente per non smontare la massa, unire la restante meringa e versare il composto in uno stampo da 30x40 cm rivestito con carta forno. Infornare a 230°C per 5-6 minuti, il biscuit non deve prendere troppo colore. Sfornare e lasciar raffreddare, ricavare dei dischi da 5 cm di diametro.

Mousse di more
Ingredienti:
  • 135 g di panna semimontata
  • 135 g di polpa di more
  • 45 g di meringa italiana*
  • 6 g di gelatina in fogli
  • 27 g di liquore al lampone (io ne ho utilizzato uno alla fragola)
*preparata con 38 g di acqua, 75 g di zucchero e 38 g di albumi

Scaldare la polpa di more a bagnomaria e sciogliervi la gelatina sgocciolata (precedentemente ammollata in acqua fredda per 10 minuti), lasciar raffreddare e unire il liquore. Con l’aiuto di una spatola incorporare con delicatezza la panna montata e la meringa italiana (il procedimento per prepararla si trova qui). Versare in uno stampo da 20x20 cm rivestito di carta forno e lasciare in congelatore per 3-4 ore. Una volta congelata, ricavare dalla mousse, con l’aiuto di un coppa pasta, 12 cilindri da 5 cm di diametro e rimettere subito in congelatore, avendo l’accortezza di sistemare della carta forno tra un cilindro e l’altro.

Mousse di pistacchio
Ingredienti:
  • 450 g di panna semimontata
  • 45 g di pasta di pistacchio 100%
  • 450 g di latte intero
  • 100 g di tuorli
  • 1/2 bacca di vaniglia
  • 100 g di zucchero semolato
  • 10 g di gelatina in fogli

Portare a bollore il latte con la vaniglia. Lavorare i tuorli con lo zucchero e versarvi il latte caldo a filo, continuando a mescolare il tutto. Portare la crema a 84°C, mescolando continuamente, e versare in una ciotola di vetro. Aggiungervi subito la gelatina sgocciolata (precedentemente tenuta in ammollo in acqua fredda per 10 minuti), e la pasta di pistacchio (che non dev’essere fredda), passare al setaccio e lasciar raffreddare. Incorporare la panna semimontata alla crema inglese.

Bagna
Ingredienti:
  • 40 g di sciroppo 30°Be*
  • 20 g di acqua
  • 25 g di kirsch
*preparato portando a bollore 25 g di acqua con 33 g di zucchero

Unire l’acqua e il liquore allo sciroppo freddo.

Composizione del dolce

Rivestire 12 cerchi in acciaio inox (Ø 7cm) con acetato e sistemarli in un vassoio (tenere conto che il tutto dovrà stare in congelatore). Versare in ogni stampino uno strato di mousse al pistacchio e lasciar rapprendere per almeno mezz’ora in congelatore. Posizionare un cilindro di mousse alla mora al centro di ogni stampo, riempire con la mousse di pistacchi e, per ultimo, sistemare un disco di biscuit bagnato al centro, pressando leggermente all’interno della mousse in modo da livellare il tutto. Chiudere ogni monoporzione con pellicola e lasciare in congelatore per almeno 3 o 4 ore. Sformare le mousse ancora congelate, sistemarle capovolte (il biscuit va sotto) sui piatti (o su appositi dischi) e lasciar scongelare per almeno due ore in frigorifero. Lucidare con gelatina neutra (facoltativo) e decorare a piacere con more fresche e pistacchi.


Sicile

mercoledì 4 agosto 2010

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Dolcetti al cocco con crema al limone



Dolcetti al cocco con crema al limone
Se dovessero chiedermi qual è il frutto che più mi fa pensare all'estate e alle vacanze, sarò anche scontata, la mia risposta sarebbe senza dubbi "il cocco!". E non sono nemmeno così sicura di sapere il perché, visto che non è nemmeno uno dei frutti da me più apprezzati durante il periodo estivo. Fatto sta che il cocco mi fa pensare ai castelli di sabbia, alle biglie, ai bagni in mare e all'immancabile e abbronzatissimo signore che passava a vendere il cocco bello fresco, che la sottoscritta voleva a tutti i costi ma non riusciva mai a finire.


Dolcetti al cocco con crema al limone

La settimana scorsa, dopo essermi ritrovata naso a naso con una confezione di cocco disidratato che giaceva rassegnata nell'armadietto, ho deciso di riaccendere il forno per provare questi coconut balls di Aran, visti diversi mesi fa e annotati su un post-it che, neanche a dirlo, non so più dove sia attaccato (per fortuna esiste il buon vecchio google). La ricetta di questi dolcetti al cocco mi aveva colpita particolarmente, e in effetti il risultato è davvero ottimo, per nulla gommoso e, anzi, piuttosto asciutto, perfetto quindi per essere farcito con una ganache al cioccolato fondente oppure con una crema al limone, sicuramente più fresca e adatta a questo periodo. E poi l'abbinamento cocco-limone è una garanzia, non fa mai fare brutta figura. Insomma, questi dolcetti sono piaciuti così tanto che andranno sicuramente a finire nei regalini natalizi riservati ai golosi (è vero, mancano quattro mesi, ma non è mai troppo presto per pensare a certe cose!).

La ricetta: dolcetti al cocco con crema al limone

Ingredienti:

per i dolcetti al cocco (ricetta di Aran)
  • 250 g di cocco disidratato
  • 150 g di zucchero
  • 2 albumi grandi
  • la scorza grattugiata di un limone
  • un pizzico di sale
  • 30 g di latte di cocco o latte intero
per la crema al limone
  • 50 g di burro morbido
  • 80 g di zucchero a velo
  • 1 cucchiaino di succo di limone
  • la scorza di 1/2 limone grattugiata finemente

Lavorare assieme il cocco, lo zucchero, gli albumi, la scorza di limone e il sale, unire il latte di cocco ed amalgamare bene il tutto. Coprire e lasciare in frigorifero per circa 2 ore, in modo da permettere al cocco di assorbire l’umidità. Riprendere il composto e formare una cinquantina di palline, sistemarle sulla teglia (non serve che siano molto distanziate) e schiacciarle leggermente. Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per una decina di minuti, o fino a quando i bordi dei dolcetti risulteranno leggermente dorati. Lasciar raffreddare completamente e conservare in una scatola di latta. Per preparare la crema, lavorare il burro morbido con lo zucchero e la scorza di limone, aggiungere il succo di limone e continuare a lavorare fino ad ottenere una crema vellutata e consistente (aggiungere qualche goccia di limone, se necessario). Usare la crema per farcire i dolcetti al cocco, unendoli a due a due. Lasciare almeno un’oretta in frigo, in modo da permettere alla crema di rassodarsi. Conservare in un contenitore a chiusura ermetica, per due o tre giorni al massimo (in estate è meglio tenerli in frigorifero).

giovedì 29 luglio 2010

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Sorbetto di pesche saturnine al profumo di lavanda


Pesche saturnine
Visto che nessuno ha colto la provocazione lanciata nell’ultimo post, beh, ci ho pensato io! Dopo aver pubblicato il post mi è rimasta una voglia incredibile di sorbetto, e senza neanche pensarci un attimo sono corsa a prepararlo. La mia recente ossessione per le pesche saturnine o tabacchiera (si trovano sia a pasta bianca, le mie preferite, che a pasta gialla) ha imposto il gusto, e per non essere troppo banali ho voluto profumare questo sorbetto con la meravigliosa lavanda angustifolia che avevo messo ad essiccare un po’ di tempo fa. La ricetta è più semplice rispetto alla solita ma non meno buona. La foto invece non è tra le più decenti ma dopo due scatti fatti di fretta e furia ho dovuto “soccorrere” il povero sorbetto ;-)


Sorbetto di pesche saturnine al profumo di lavanda

La ricetta: sorbetto di pesche saturnine al profumo di lavanda

Ingredienti:
  • 500 g di purea di pesche saturnine a pasta gialla
  • 100 g acqua
  • 200 g zucchero
  • 50 g di succo di limone
  • 1 cucchiaino raso di fiori di lavanda essiccati

Preparare uno sciroppo portando a bollore l’acqua con lo zucchero, togliere dal fuoco e versarvi i fiori di lavanda, lasciare in infusione qualche minuto e filtrare. Quando lo sciroppo sarà raffreddato, unirvi la purea di pesche e il succo di limone, mescolare bene e lasciare due o tre ore in frigorifero. Versare nella gelatiera e lasciar mantecare il sorbetto per il tempo necessario.

venerdì 23 luglio 2010

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Mini cakes al pistacchio e ciliegie


Ciliegie
Visto che il tema principale di queste ultime settimane sembra essere il caldo - e francamente avete anche ragione ad annoiarvi a sentir parlare sempre di temperature ma è anche giusto che almeno la cucina vada ad assecondarle - non sarò di certo io a fare la voce fuori dal coro, esibendomi in virtuosismi culinari che nemmeno a gennaio con il camino acceso etc. etc. Insomma, non è che qui forno e fornelli siano stati sigillati ma il concetto è quello, si usano il minimo indispensabile, strano (molto, per i miei standard) ma vero. In quel minimo indispensabile rientrano i sorbetti di frutta, of course, ma gira e volta la base è sempre quella (e poi provateci un po’ voi a fotografare un sorbetto di questi tempi ;). L’unica alternativa dolce è la frutta, tanta, a partire dall’ anguria zuccherina e dissetante alle profumatissime pesche saturnine (possibilmente a pasta bianca, grazie), e a tutte le cose buone che si trovano in questo periodo, scusate se è poco.


Mini cakes al pistacchio e ciliegie
Il frutto che ha dato il meglio di se quest’estate è la ciliegia, penso di non aver mai mangiato ciliegie così buone, croccanti, dolcissime, e tante. A proposito di ciliegie, prima che scompaiano definitamente dai banchi della frutta, volevo parlarvi di questi piccoli cakes che ho preparato qualche settimana fa. L’impasto, riadattato da una ricetta di Hermé, è assolutamente perfetto (anche se proverei a ridurre la quantità di burro); nel suo cake mosaic Hermé abbina l’impasto al pistacchio alle amarene, che io ho semplicemente sostituito con ciliegie. Inutile dire che questi cakes hanno avuto un successone, l'impasto è particolarissimo e molto profumato, io li ho trovati ancora più buoni dopo averli passati in frigorifero per un'ora.


Pasta di pistacchio e ciliegie
La ricetta: mini cakes al pistacchio e ciliegie

Ingredienti:
  • 140 g di burro morbido
  • 90 g di farina di mandorle
  • 140 g di zucchero a velo
  • 50 g di pasta di pistacchio 100%*
  • 60 g di tuorli (circa 3)
  • 20 g di latte
  • 70 g di farina 00
  • 100 g di albumi (circa 3)
  • 30 g di zucchero semolato
  • 500 g di ciliegie non troppo acquose
  • pistacchi non salati tritati finemente (per decorare)

Setacciare la farina di mandorle con lo zucchero a velo. Lavorare il burro a pomata, aggiungere la farina di mandorle con lo zucchero a velo e continuare a montare fino ad ottenere un composto soffice. Aggiungere i tuorli leggermente battuti, la pasta di pistacchio e il latte e lavorare con le fruste in modo da rendere ben omogeneo l’impasto. Montare gli albumi, quando diventano schiumosi unire a poco a poco lo zucchero semolato e continuare a montare fino ad ottenere una meringa non troppo soda. Con l’aiuto di una spatola incorporare la meringa all’impasto precedente, alternandola con la farina setacciata a pioggia, facendo molta attenzione a non smontare il composto. Lavare ed asciugare le ciliegie, denocciolarle e tagliarle in quarti, unirle con molta delicatezza all’impasto. Versare l’impasto negli stampini/pirottini (oppure in uno stampo da cake) riempiendoli a 3/4 e cuocere in forno preriscaldato a 150°C per circa 30 minuti (tempo indicativo). Quando le tortine sono cotte sfornarle e lasciarle raffreddare su una griglia. Prima di servirle consiglio di farle riposare almeno un’oretta in frigorifero, decorare con pistacchi tritati e ciliegie fresche.

*La pasta di pistacchio l’ho ottenuta tostando leggermente i pistacchi (non salati) sgusciati e spellati e frullandoli a lungo, fino a ridurli ad una crema vellutata.


Pasta di pistacchio e ciliegie

venerdì 2 luglio 2010

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Sciroppo di fiori di sambuco




Quando la colonnina di mercurio segna i 32°C il forno diventa off-limits, o almeno si cerca il più possibile di evitarlo. Nonostante io sia diventata piuttosto “refrattaria”, in questi giorni mi sto mettendo davvero d’impegno per cercare di resistere alla tentazione di infornare qualcosa. Decisamente meglio aprire il frigo e trovarvi qualcosa di buono e rinfrescante, che non sia la solita irrinunciabile acqua, con cui concedersi una breve tregua dal caldo pomeridiano. Anche quest’anno sono stata piuttosto previdente e, prima che arrivasse il caldo, ho preparato una discreta scorta di sciroppo di fiori di sambuco, da diluire con abbondante acqua ghiacciata all’occorrenza. Ormai non è più tempo di fioritura per il sambuco, anche se in alcune zone di montagna è probabile che stia fiorendo o debba ancora fiorire. È molto importante raccogliere i fiori in zone lontane dal traffico e utilizzare solo fiori freschi e di recente sbocciatura, privi di parti secche o ingiallite. Il profumo del sambuco in fiore è così piacevole che sarebbe quasi un peccato non “catturarne” un po’ per poterlo sentire anche quando non è più periodo di fioritura, non trovate? Con il sambuco si possono preparare marmellate, sciroppi (pare siano addirittura un toccasana per la tosse), dolci e persino uno spumantino. Con questa ricetta si ottiene uno sciroppo abbastanza denso e concentrato, ne basta davvero pochissimo per preparare un bicchiere di bevanda, io solitamente ne verso circa un dito nel bicchiere e poi aggiungo acqua frizzante, tanto ghiaccio e una fettina di limone. Se riuscite a trovare i fiori provatelo, con queste temperature è l’ideale!




La ricetta: sciroppo di fiori di sambuco

Ingredienti:
  • 10-15 ombrelli di fiori di sambuco (a seconda delle dimensioni)
  • 1 litro d’acqua
  • 1 kg di zucchero
  • 3 limoni non trattati
Pulire con cura i fiori cercando di eliminare i gambi più grossi e versarli in un recipiente di vetro, aggiungere i limoni tagliati a fettine sottili e coprire il tutto con acqua. Coprire bene e lasciar macerare per 24 ore. Il giorno dopo filtrare avendo cura di pressare i fiori e i limoni, in modo da ricavare tutto il succo. Versare il liquido in una pentola, aggiungere lo zucchero e lasciar bollire per 15-20 minuti. Imbottigliare ancora bollente e riporre le bottiglie capovolte in un contenitore, fino al completo raffreddamento. Conservare in un luogo fresco e buio.

lunedì 7 giugno 2010

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Di compleanni e nuovi ingredienti


3Peonie
Sono già passate due settimane dall’ultimo post, e nel frattempo sono passati anche tre anni dal giorno in cui ho scritto il primo post sulla Ciliegina e, lo so, avrei potuto dedicargli un dolce e magari dilungarmi in un post nostalgico e un po’ (auto)celebrativo ma quest’anno è andata così, dopotutto di dolci ne vede già abbastanza :-) Tre anni sono tanti, è vero, e sinceramente faccio talmente tanta fatica a crederci da non riuscire a dargli la giusta importanza. In ogni caso sappiate che se non fosse per voi, per le vostre numerose email, per i commenti, anche solo per l’impronta che lasciate quando entrate in questo spazio, forse non sarei qui a scrivere questo ennesimo post. E appunto, passiamo all’argomento del post, altrimenti finirei per contraddirmi ;-)

Fragole essicate

Volevo solamente condividere con voi la mia “recente” mania, che è un po’ la scoperta dell’acqua calda, della frutta disidratata e ridotta in polvere, da utilizzare come ingrediente (e anche colorante) in svariate preparazioni. Tutto è iniziato poco meno di un anno fa, mentre stavo essiccando i pomodorini dell’orto e pensavo a quante cose si possono fare riducendo in polvere la frutta e la verdura essiccata. Poi me ne sono anche dimenticata, ovviamente, e mi è tornato in mente quando non c’era più nulla di sfizioso e colorato da disidratare. È andata a finire che, presa dalla curiosità, ho ordinato fragole e lamponi disidratati dagli USA (e non sto nemmeno a raccontarvi le simpatiche vicende con la dogana, ve le lascio immaginare) ma la cosa mi ha lasciata piuttosto insoddisfatta. Neanche a dirlo, provate ad indovinare cosa ho fatto questa primavera, quando ho trovato le prime fragole dolci e saporite?! Si, esatto, ho preso un chilo di fragole, le ho affettate, le ho sistemate nella mia essiccatrice e ho aspettato che perdessero tutta l’acqua. Il risultato? Poco più di un etto di polvere di fragole disidratate e profumatissime, la casa interamente impregnata del loro profumo e una gran soddisfazione. Se avete l’essiccatrice o un forno con questa funzione vi consiglio di provarci, vi basterà pochissima polvere di frutta per rendere originali delle semplici meringhe, un cake da colazione, dei raffinati macarons, e tutte le preparazioni di base che vi vengono in mente.


Fragole essiccate

Capirete che quando ho visto queste brioches da Fanny non ho saputo resistere e ho ripreso l’idea utilizzando la ricetta dell’impasto di base dei miei cinnamon rolls (ho solamente ridotto il lievito, viste le temperature), mentre per la ricetta del ripieno mi sono attenuta alla ricetta originale, che è di Sandra, sostituendo il cacao con la polvere di fragole. Vi consiglio di provarle, e se non avete modo/voglia di fare la polvere di fragole provatele con il cacao o con quello che più vi piace, ma provatele perché sono davvero buonissime e sfiziose!


Brioches marmorizzate alla fragola

La ricetta: brioches marmorizzate alla fragola
per 15 brioches


Per l’impasto:
  • 250 g di farina Manitoba
  • 250 g di farina “00”
  • 5 g di lievito di birra disidratato
  • 80g di zucchero semolato
  • 60 g di burro fuso raffreddato
  • 1 uovo grande leggermente battuto (a temperatura ambiente)
  • 250 g di latte tiepido
  • un pizzico di sale
  • 1 bacca di vaniglia

Per il ripieno alla fragola:
  • 45 g di albume
  • 30 g di farina “00”
  • 60 g di zucchero
  • 120 ml di latte
  • 30 g di polvere di fragole
  • 15 g di burro
Versare la farina setacciata e mescolata al lievito nella planetaria, unire tutti gli altri ingredienti (tranne il burro) ed impastare a velocità minima per una decina di minuti, l’impasto deve risultare morbido, liscio ed elastico. Il latte non va aggiunto tutto assieme, potrebbe essere troppo o troppo poco, a seconda del potere di assorbimento della vostra farina. Aggiungere il burro ed impastare fino a quando l’impasto non risulterà lucido ed elastico e si staccherà perfettamente dalle pareti del recipiente. Coprire con pellicola e lasciar lievitare in un luogo tiepido per 1-2 ore, fino a quando il volume non sarà raddoppiato. Nel frattempo preparare il ripieno. Versare in un recipiente l’albume con la farina e lo zucchero, lavorare bene il tutto in modo da avere un composto omogeneo. Scaldare il latte fino a farlo sobbollire ed unirvi la polvere di fragole e il composto a base di albume, mescolare bene facendo attenzione ad evitare la formazione di grumi (se dovessero formarsi, togliere dal fuoco e mescolare velocemente) ed aggiungervi il burro, continuando a mescolare fino a quando il composto non risulterà omogeneo e ispessito. Trasferire in un recipiente e lasciar raffreddare, successivamente distribuire sulla pellicola in modo da formare un rettangolo di circa 20 x 25 cm, coprire con altra pellicola e lasciare in frigo. Quando l’impasto è lievitato, versarlo sul piano leggermente infarinato e stenderlo formando un rettangolo di circa 40 x 25 cm, posizionare il rettangolo di ripieno al centro (il lato corto dev’essere parallelo al lato lungo dell’impasto lievitato) e riportare i lati corti dell’impasto verso il centro, sigillare bene i bordi in modo da chiudere bene il ripieno nell’impasto. Stendere in modo da formare un rettangolo di circa 50 x 20 cm dare un giro doppio (riportare i lati corti verso il centro, lasciando poco spazio tra i due, e piegare il tutto in due come se fosse un libro). Stendere nuovamente (nella direzione data dal lato chiuso) e ripetere il giro doppio. Coprire con pellicola e lasciar riposare 15 minuti in modo da permettere al glutine di rilassarsi. Stendere uniformemente in modo da ottenere un rettangolo di 50 x 35 cm ed arrotolarlo abbastanza stretto (partendo dal lato lungo). Con un coltello affilato ricavare dal rotolo delle fette spesse circa 3 cm e sistemarle in stampini o anelli d’acciaio imburrati, coprire con pellicola e lasciar lievitare fino al raddoppio (circa 45 minuti). Infornare in forno preriscaldato a 180°C e cuocere per una ventina di minuti, o fino a quando non risulteranno leggermente dorate.

lunedì 27 luglio 2009

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Sorbetto di lamponi


Sorbetto di lamponi
Questa volta credo di aver stabilito il record dell’assenza più lunga in due anni di blog.. non che mi sia dimenticata di averne uno ma, semplicemente, nell’ ultimo mese non ho fatto dolci, non ho fatto foto e non ho passato tempo al computer, se non per cercare di leggere e rispondere alle e mail che continuavano ad accumularsi. Ed ora che ho ritrovato il tempo per fare ciò che mi piace, le idee che ho in testa sono così tante e tutte assieme che mi servirebbe un bel reset per capire da dove cominciare. Intanto, come spesso accade, a decidere per me è stato il caldo assieme alla frutta di stagione e alla simpatica gelatiera che mi faceva l’occhiolino da troppo tempo, E così mi sono data al sorbetto fatto con i lamponi a chilometro zero (che vuol dire direttamente dal mio giardino), ancora lamponi?? Bè sono la mia passione ma, dopo averli piazzati in tre post consecutivi, vi prometto che al prossimo giro vedrò di evitarli. La ricetta, frutto di vari esperimenti, è semplicissima: prevede la preparazione del fondamentale sciroppo di base al quale si aggiunge del glucosio, con lo scopo di ottenere un sorbetto più cremoso e vellutato anche dopo il congelamento, e della gelatina che funge da stabilizzante e migliora leggermente la consistenza del prodotto finale. La regola di base per ottenere un sorbetto che sia morbido e non ghiacciato sta nella percentuale di zucchero, contenuta nella miscela finale, che non dev’essere tanto inferiore inferiore al 30%. Quindi, se volete utilizzare altri tipi di frutta, non vi resta che provare a seguire questa piccola regola, tenendo sempre conto dell’acquosità e della dolcezza della frutta che intendete utilizzare.

La ricetta: sorbetto di lamponi
Ingredienti:
  • 350 g di purea di lamponi
  • 50 g di succo di limone
  • 135 g di zucchero semolato
  • 100 g di acqua
  • 50 g di glucosio (se proprio non lo trovate sostituitelo con lo zucchero)
  • 1 foglio di gelatina (facoltativo)

Preparare lo sciroppo di base: versare l’acqua e lo zucchero in un pentolino e portare il tutto a bollore a fuoco dolce, lasciar bollire circa un minuto e togliere dal fuoco; lasciare intiepidire leggermente ed unire il glucosio e il foglio di gelatina precedentemente reidratato per 5 minuti in acqua fredda e sgocciolato, mescolare in modo da sciogliere bene entrambi gli ingredienti. Quando lo sciroppo si è raffreddato completamente, aggiungervi la purea di lamponi e il succo di limone e lasciare la miscela in frigo per 2-3 ore prima di versarla nella gelatiera. Lasciar mantecare il sorbetto fino ad ottenere la giusta consistenza ( i tempi variano a seconda del modello di gelatiera, la mia impiega 20 minuti circa) e congelare fino al momento di servirlo.

Suggerimenti: se non avete una gelatiera versate il preparato in un contenitore e lasciate in freezer per circa un ora e mezza, riprendetelo e lavoratelo velocemente con una frusta in modo da rompere le parti rapprese ed inglobare aria, rimettete in congelatore per un’ altra oretta. Se avrete il tempo e la pazienza di ripetere due o tre volte questo procedimento avrete un sorbetto vellutato che non avrà molto da invidiare a quello uscito dalla gelatiera.

mercoledì 30 luglio 2008

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My favourite souvenirs


Se c'è una cosa che mi mette allegria e mi predispone ad una giornata serena, bel tempo a parte, è scendere al mattino in cantina per scegliere il prossimo vasetto di marmellata; mi piace vedere tutti quei vasetti colorati e ben disposti, e scegliere in base al colore, o al frutto, o alla storia a cui sono legati. La cosa è molto immediata in realtà, a volte inconscia, mai casuale. Quasi sempre la storia incomincia con l'incontro tra me e un frutto che mi colpisce particolarmente, poi ci sono i luoghi, le persone e il come sono giunte nella mia cantina. Stamattina ho un po' barato, sapevo già che avrei finalmente aperto la new entry; invece non sapevo che, prima di assaggiarla, l'avrei fotografata per condividere con voi quel colore. Colore che mi ricorda proprio le albicocche trovate un mese fa in Campania, in vacanza dai miei nonni, albicocche che non esistono quasi più; non saprei mai spiegarvi il gusto che avevano ma posso dirvi che non sarei ripartita senza portarmele dietro, in qualche modo.. e viste le 9 ore e più di viaggio in eurostar, con il caldo che c'era, le ho serenamente lavate e buttate in pentola con lo zucchero. Che volete che vi dica, non sarò mica l'unica folle che si appesantisce i bagagli con tre barattoli di confettura? Il bello di tutto ciò sta nel fatto di potersi godere il gusto di un'albicocca da sogno anche quando la bella stagione è soltanto un bellissimo ricordo.
Le albicocche che vedete sullo sfondo sono albicocche che nulla hanno a che vedere con quelle finite nel vasetto ma sono le prime albicocche buone mangiate quest'estate a casa mia.
Niente ricetta nuova per oggi, il metodo e le dosi sono sempre quelli. Ho già in mente una ricetta semplicissima per questa confettura ma non vi anticipo nulla. Coming soon.

lunedì 30 giugno 2008

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Un dessert per gli amanti del cocco



Il mese di giugno mi ha letteralmente strappata da tutto ciò che riguarda i dolci e il web, ve ne siete accorti? Se pure avessi avuto tempo e testa per mettermi a pasticciare, il caldo mi avrebbe comunque costretto a stare lontana dal forno e dai fornelli. Ma a tutto c'è un limite: caldo o non caldo un dolcino ogni tanto lo devo fare! E così ieri pomeriggio, essendomi ritrovata davanti ad una noce di cocco impaziente di essere aperta, mi sono ricordata di avere del latte di cocco e (guarda caso) una confezione di panna fresca da utilizzare al più presto; sommando il caldo a questi ingredienti non poteva che venirne fuori un dessert fresco da preparare in pochissimi minuti. Il risultato? una sorta di budino dal gusto delicatissimo di cocco e dalla consistenza cremossissima, incredibile. Quando faccio questi dessert "conquellochehoinfrigo" non segno mai le quantità e puntualmente, all'assaggio, mi auto insulto per non averlo fatto.. ovviamente, quando segno tutto è probabile che il risultato non sia un granchè. Oggi, dopo essermi gustata la mia monoporzione, è stato davvero troppo facile ricordare le quantità! Mi promettete di provarlo?




La ricetta: coconut delight
Ingredienti:
  • 400 ml di latte di cocco (1 confezione)
  • 250 ml di panna fresca (1 confezione)
  • 100 g di zucchero (4 cucchiai)
  • 4 fogli di gelatina
  • 1 pizzico di sale
  • cacao amaro e cocco fresco per decorare

Mettere la gelatina in ammollo in acqua fredda. Versare tutti gli altri ingredienti in un pentolino e scaldare a fuoco dolce, fino a quando lo zucchero non si sarà sciolto completamente. Evitare di raggiungere il bollore in quanto la miscela tenderebbe a separarsi. Sgocciolare i fogli di gelatina e versarli nel liquido caldo, avendo cura di mescolare bene. Versare il composto in 6 stampini monoporzione oppure in uno stampo unico, lasciar raffreddare, coprire con pellicola e trasferire in frigorifero per circa 5 ore. Al momento di servire, sformare ogni dolce su un piattino, spolverare con poco cacao amaro e decorare con alcune scaglie di cocco fresco.



lunedì 26 maggio 2008

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Soufflés glacés à la fraise



Siamo già alla fine di Maggio. Che vuol dire? A parte il tempo che vola incredibilmente.. beh, Maggio per me significa anche fragole, fragole e ancora fragole! Non so voi ma io ne sto mangiando talmente tante che non potrò lamentarmi quando non sarà più tempo; anche perchè, detto tra noi, sarò distratta dalle ciliegie, e poi dai fichi, e dalle albicocche etc. Ma quando ci sono le fragole sembra impossibile poter vivere senza, non trovate? Poi, quando mi stanco di mangiarle così come sono oppure con zucchero e limone, ecco che scatta il “cosa ci faccio?”.
Ecco, se capita anche a voi di non sapere cosa fare, oggi vi presento un dessert facilissimo e anche un po’ scenografico da preparare con le fragole o con la frutta che più vi piace (purchè sia di stagione ;). Si tratta di un soufflé freddo, ma niente paura! So che la parola “soufflé” fa venire i brividi a molte persone per via dell’indole poco stabile di questa pietanza ma vi do una buona notizia: il soufflé glacé non va in forno ma in freezer per cui non cadrà mai davanti agli occhi dei vostri commensali. Simpatico, vero? La preparazione è banalissima, si tratta di una mousse a base di panna freschissima e frutta (volendo alleggerire il tutto si può sostituire metà della panna con una meringa italiana).

La ricetta: soufflés glacés à la fraise
Ingredienti:
300 g di fragole + alcune fragole per guarnire
150 g di zucchero
il succo di mezzo limone
6 g di gelatina in fogli
300 ml di panna da montare + 100ml per guarnire
Lavare e affettare i 300 g di fragole ed irrorarle con il succo di mezzo limone; frullarle con lo zucchero in modo da ottenere una purea molto liscia; scaldare a bagnomaria parte della purea, senza farla bollire, ammollare la gelatina in acqua fredda (5 minuti) e scioglierla nella purea calda mescolando accuratamente. Unire al resto della purea e lasciar raffreddare completamente mescolando di tanto in tanto. Quando la purea si è completamente raffreddata, montare la panna ed incorporarla delicatamente alla purea. A questo punto la mousse è pronta: rivestire 10-12 mini cocottine per soufflée con una strisciolina di carta da forno, in modo da alzarne le sponde e riempire con la mousse in modo da superare di circa 1.5 cm il bordo della cocotte. Coprire con la pellicola e lasciare in freezer almeno 4 ore. Togliere dal freezer almeno 30’ prima di servire, eliminare delicatamente la carta e guarnire ogni soufflée con un ciuffo di panna montata con poco zucchero a velo e con fette di fragola.

mercoledì 29 agosto 2007

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Mini cakes ai mirtilli



Quando vedo i mirtilli non riesco a fare a meno di associarli a dei soffici muffins ancora tiepidi e pieni di meravigliose bacche viola; i muffins si preparano in tempi record, piacciono davvero a tutti e ne esistono infinite varianti, sia dolci che salate. Dato che di muffins ne ho fatti davvero troppi, ultimamente cerco di camuffarli sotto forme diverse.. ed ecco i mini cakes, la mia ultima dolce "ossessione"!





La ricetta: Mini cakes ai mirtilli
per 8 mini cakes o 12 muffins medi
Ingredienti:
375 g di farina autolievitante
75 g di farina 00
2 uova intere
250 ml di latte
125 g di burro fuso
115 g di zucchero di canna
200 g di mirtilli lavati e asciugati
vaniglia a piacere
Preriscaldare il forno a 180°C. In un recipiente setacciare la farina, aggiungervi lo zucchero e i mirtilli e mescolare; sbattere le uova assieme al latte e alla vaniglia e versare sugli ingredienti asciutti, unire anche il burro fuso (tiepido) e mescolare velocemente con un cucchiaio di metallo fino a quando gli ingredienti risultano amalgamati (Melt&Mix). Affinchè il prodotto finale non risulti gommoso, il composto non dev'essere perfettamente liscio ma deve presentare alcuni piccoli grumi. Aiutandosi con due cucchiai, distribuire l'impasto negli stampini imburrati o negli appositi pirottini di carta, riempendoli per 3/4; cuocere per 30 minuti e fare la prova cottura infilandovi uno stecchino nel centro, quando questo uscirà perfettamente asciutto sfornare i dolci e lasciarli raffreddare. Servire freddi o tiepidi, sono migliori se consumati lo stesso giorno.

Nota: se utilizzate mirtilli surgelati utilizzateli subito, senza farli scongelare, altrimenti l'impasto si colorerà con il succo dei mirtilli.

lunedì 4 giugno 2007

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Clafoutis alle ciliegie




Si vede che le adoro? In effetti è così. Penso sia sempre più difficile trovare ciliegie che, dietro una sfacciata bellezza, non nascondano una pessima qualità. Eppure è difficile non cedere.. dopotutto, tra le tante volte in cui si finisce col mangiare "acqua", arriva il colpo di fortuna che, per una volta, ci regala le ciliegie perfette, come queste, a polpa soda e dolcissima.

Se siete così fortunati da averne troppe, quando vi sarete stancati di mangiarle, vi consiglio di farci un clafoutis: si tratta di un semplicissimo dolce al cucchiaio di origine francese a base di ciliegie e pâte à crêpe; secondo la ricetta originale, le ciliegie andrebbero utilizzate intere, infatti pare che i noccioli rilascino un particolare aroma al dolce in fase di cottura.



La ricetta: Clafoutis alle ciliegie

Ingredienti:
700g di ciliegie
3 uova grandi
100g di zucchero di canna
40g di farina
40g di maizena
40g di farina di mandorle (facoltativo)
300ml latte intero
2 cucchiai di panna fresca
estratto di vaniglia a piacere
1 pizzico di sale burro per imburrare la teglia

Preriscaldare il forno a 180C°.
Lavare le ciliegie, denocciolarle (io l'ho fatto) e disporle sul fondo di una tortiera precedentemente imburrata. Montare le uova con lo zucchero, aggiungervi la vaniglia, il sale, le farine e, per ultimi, il latte e la panna; lavorare il tutto fino ad ottenere un composto perfettamente omogeneo. Versare la pastella ottenuta nella tortiera e infornare il clafoutis per 40-45 minuti circa: quando è bello gonfio e dorato, è pronto. Cospargere il clafoutis con dello zucchero di canna e portare in tavola tiepido.

Varianti: il clafoutis classico è a base di ciliegie, tuttavia si può fare con diversi tipi di frutta, a seconda della stagione, sono particolarmente indicati frutti a polpa soda come le susine, le pesche, le albicocche, le fragole, il rabarbaro (che non è un frutto), le mele e le pere.

venerdì 1 giugno 2007

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Bicchierini di panna cotta




Devo ammettere di avere un vero debole per le fragole (e per le ciliegie, ovvio), quando sono tante e sono anche buone bisogna approfittarne! Sono perfette anche così, al naturale, ma.. perchè non trasformarle in un dolce fresco ed estivo?
Ed eccole abbinate alla classica panna cotta: semplice, versatile, fresca, si prepara in un attimo e continua a suscitare una grande approvazione; fatta di pochi e semplici ingredienti, basta un po' di fantasia per renderla ogni volta diversa. Se avete ospiti poi, i bicchierini sono l'ideale, è sufficiente tirarli fuori dal frigo..et voilà, dessert in tavola!

La ricetta: Panna cotta con gelée di fragole

Per la panna cotta

Ingredienti:
300 g di panna fresca
200 g di latte
50 g di zucchero
1 stecca di vaniglia
10 g di gelatina in fogli*
Ammollare la gelatina in acqua fredda. Portare a bollore la panna con lo zucchero, il latte e la stecca di vaniglia; appena raggiunge il bollore allontanare dal fuoco e aggiungervi la gelatina ben strizzata, mescolare e lasciare a temperatura ambiente.


Per la gelée di fragole

Ingredienti:
250 g di fragole
1-2-cucchiai di zucchero
5 g di gelatina in fogli*
Lavare le fragole, eliminare le foglie e frullarle assieme allo zucchero; passare la purea ottenuta con un colino per eliminare tutti i semini delle fragole (non è obbligatorio). Ammollare la gelatina in acqua fredda. Scaldare una parte della purea a bagnomaria, senza che questa raggiunga il bollore, sciogliervi la gelatina e mescolare; unire al resto della purea avendo cura di mescolare molto velocemente.


Composizione del dolce

Versare i vari strati nei bicchierini o nelle coppette: ad ogni strato lasciare i bicchierini in congelatore per una ventina di minuti, prima di passare allo strato successivo. Una volta completati, lasciare in frigo qualche ora. Guarnire con frutta fresca e servire.

Varianti: la panna cotta, essendo molto neutra, può essere abbinata ad infinite gelatine a base di frutta fresca, basta sostituire le fragole con la frutta che più vi piace.

*se utilizzate colla di pesce della paneangeli, ne basta metà della dose indicata.