venerdì 21 dicembre 2012

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Cantuccini con pistacchi e amarene




Anche quest'anno, tanto per non smentirmi, mi ritrovo a preparare biscotti e dolci natalizi all'ultimo momento. L'idea iniziale, in questo caso, era quella di preparare dei semplicissimi biscotti di Prato (o cantucci) con le mandorle, giusto per inserire nella produzione natalizia almeno un biscotto classico, di quelli che non devi neanche stare a spiegare a nessuno cosa siano esattamente e da dove provengano. Solo che all'ultimo momento mi sono ribellata all'idea delle mandorle e ho inserito dei meravigliosi pistacchi di Bronte, prezioso cadeau natalizio da parte di naturaintasca.it, che mi facevano l'occhiolino dalla dispensa. Poi, dato che c'ero, ho deciso di stravolgere meglio la ricetta in chiave un po' sicula (o quasi) sostituendo il miele d'acacia con un raffinato miele di mandarino di Ciaculli (altro gradito omaggio di naturaintasca) ed aggiungendo una manciata di amarene essiccate, che nell'insieme ci stavano veramente bene. In mancanza di amarene potete tranquillamente utilizzare altra frutta essiccata come cranberries, lamponi, fragole, etc. Ovviamente nulla vi vieta di preparare la versione meno capricciosa e più tradizionale della ricetta, basterà sostituire pistacchi e amarene con 100-150 g di mandorle con la buccia. Detto ciò, non mi resta che augurarvi di cuore un Buon Natale e lasciarvi con una piccola selezione di 10 ricette ripescate dall'archivio, per regali più o meno last-minute:
La ricetta: cantuccini con miele di mandarino, pistacchi di Bronte e amarene essiccate
Ingredienti:
  • 100 g di uova (circa 2)
  • 125 g di zucchero semolato
  • 25 g di miele di mandarino (o un altro miele delicato)
  • 35 g di burro fuso freddo
  • un pizzico di sale
  • 5 g di bicarbonato d'ammonio
  • 300 g di farina per dolci
  • 100 g di pistacchi sgusciati (non salati)
  • 50 g di amarene disidratate
  • 1 uovo battuto per la doratura
Montare le uova con lo zucchero ed il miele, unire il burro fuso, il sale ed il bicarbonato d'ammonio e continuare a montare fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungere la farina ed impastare fino a completo assorbimento, inserire infine i pistacchi e le ciliegie, tritate grossolanamente. Dividere l'impasto in due parti e formare con ognuna un cilindro del diametro di circa 5 cm, aiutandosi con poca farina.  Sistemare i due cilindri ben distanziati su una teglia rivestita con carta forno e pressarli ad uno spessore di circa 1 cm. Pennellare con l'uovo battuto e cuocere in forno statico preriscaldato a 180°C per 25-20 minuti, o fino a quando non inizieranno a dorare. Sfornare e lasciar raffreddare per 5 minuti. Trasferire su un tagliere e, con un coltello ben affilato, affettare i due filoncini in modo da ottenere biscotti dello spessore di 1-1,5 cm. Sistemare nuovamente nella teglia, con il taglio rivolto verso l'alto, e lasciar biscottare per altri 10-15 minuti in forno a 170°C (la parte del taglio dovrà risultare appena dorata). Sfornare e lasciar raffreddare completamente. Conservare in scatole di latta.

domenica 16 dicembre 2012

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Le crêpes della domenica mattina





A pensarci bene credo proprio di non aver mai pubblicato un post di domenica. Eppure mi piace davvero tanto l'idea di condividere in modo rilassato ed estemporaneo una ricetta, quasi fosse un twit esteso, in tempo reale (o quasi). Dunque oggi è andata così. Nessuna sveglia, colazione decisamente slow, niente macchina fotografica e post ultra rapido. Visto che in archivio mancava, vi lascio la ricetta delle mie crêpes dolci, le crêpes che sogno di trovare tutte le domeniche (e non solo) a colazione. Sono soffici al punto giusto, delicatamente profumate e poco dolci, a mio avviso veramente perfette. Volendo si può ridurre la quantità di burro a 30 g ma non eliminatelo del tutto, ché una crêpe senza burro non è una crêpe :-)

La ricetta: crêpes
per circa 10-12 crêpes

Ingredienti
  • 130 g di farina per dolci
  • 3 uova medie
  • 30 g di zucchero
  • 300 ml di latte
  • 50 g di burro fuso freddo
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia o rum
Con una frusta lavorare brevemente le uova con lo zucchero senza montare, unire la farina ed amalgamare bene. Aggiungere il latte e mescolare fino ad ottenere una pastella priva di grumi, incorporare infine il burro fuso e l'estratto di vaniglia. Lasciar riposare il composto per almeno un'ora (io di solito lo lascio in frigo per una notte, in modo da trovarlo pronto al mattino). Scaldare bene una padella per crêpes ed ungere tutta la superficie con una piccola quantità di burro. Versare con un mestolo una quantità di pastella sufficiente a ricoprire la padella (nel mio caso circa 2/3 di mestolo) e distribuirla uniformemente facendo ruotare velocemente la padella prima che il composto si rapprenda. Cuocere a fuoco vivo fino a quando il lato inferiore non risulterà dorato (circa un minuto). Girare la crêpe, aiutandosi eventualmente con una spatola, e cuocere per un altro minuto. Trasferire la crêpe su un piatto e ripetere il procedimento fino ad esaurire il composto. Farcire le crêpes ancora calde con confettura, miele o creme spalmabili di ogni genere.

martedì 27 novembre 2012

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La ciliegina sulla torta è in arrivo in libreria!





Nell’ultimo periodo ho pensato talmente tante volte al momento in cui avrei dovuto annunciare l’uscita ufficiale del libro, che adesso stento quasi a credere che sia arrivato. E infatti non sto nemmeno a dirvi quante volte io abbia cancellato e riscritto da capo la prima frase di questo post negli ultimi dieci minuti, cercando invano di trovare le parole adatte. Dopo quattro mesi di lavoro tra cucina e set fotografico e altri due per mettere assieme tutto il materiale raccolto assieme a Francesca e al pazientissimo team di Food Editore, il libro è veramente pronto a finire sugli scaffali delle librerie e ad essere sfogliato da tutti.. mi sa che un po‘ di sana agitazione ci sta tutta, no? Anche perché non ho ancora avuto modo di sfogliare la mia personalissima copia cartacea e dunque non ho esattamente metabolizzato a pieno la cosa. Ma pare sia proprio vera, pare ;-)

Come avrete intuito dall' immagine della cover in apertura, il libro si chiama esattamente come questo blog “La ciliegina sulla torta” e contiene in tutto una sessantina di ricette dolci suddivise per occasioni di consumo. Ma ora non intendo annoiarvi con tutti i dati "tecnici", la scheda completa del libro potete trovarla direttamente qui, sul sito dell'editore.

Dunque, mancano appena due giorni all'uscita (ma allora è vero!?), il libro sarà ufficialmente in vendita nelle librerie e online a partire dal 29 Novembre ma, per chi fosse interessato, il preordine risulta già disponibile sul sito di Amazon. In seguito all'uscita ci saranno sicuramente delle presentazioni, purtroppo al momento non dispongo di informazioni precise ma non preoccupatevi, sarete certamente i primi a saperlo!

In attesa di sfogliare il libro e, soprattutto, di sentire i vostri primi pareri resto a vostra disposizione per qualsiasi dubbio, domanda o curiosità.

[Aggiornamento dell' 11 dicembre]
Viste le più che comprensibili lamentele di molti per i tempi di attesa che Amazon impone da lunedì 3 dicembre (giorno in cui evidentemente il libro è andato esaurito nei loro magazzini) vi aggiungo qualche altro link al quale potrete ordinare il libro e riceverlo senza dover attendere 11-13 giorni.
Al momento il libro è nuovamente disponibile su Amazon, in alternativa è ordinabile anche ai seguenti link:

lunedì 12 novembre 2012

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La mia torta di mele e una novità



  

Les jeux sont faits, lo sapevo che prima o poi sarebbe arrivato il momento in cui avrei potuto finalmente parlarvi del progetto che mi ha tenuta impegnata negli ultimi mesi. Una cosa è sicura, certe cose si raccontano con più facilità davanti ad una tazza di buon tè e ad una fetta di torta, no? Un po’come si farebbe tra amici. Beh, ecco, la torta c’è! Sinceramente facevo fatica ad immaginare una torta più adatta a questo momento di una torta di mele autunnale, calda, rassicurante, senza pretese. Non che in rete ci fosse bisogno di un’altra torta di mele, ma in molti me l’avete chiesta e questa mi pareva proprio l’occasione giusta per sfornarne una. Alla fine è proprio vero che ognuno ha la sua torta di mele del cuore e la mia è decisamente questa, che poi sarebbe quella di mia madre. Ho anche provato a farne di diverse ma la preferita rimane sempre la sua, profumata, soffice e umida quanto basta, come piace a me, con quell’irresistibile crosticina caramellata in superficie che fa la differenza. Bene, detto ciò, non mi resta che smettere di divagare e svelarvi una volta per tutte cos’è che ho tenuto così “ben nascosto” nell’ultimo periodo. Come vi anticipavo nel post precedente, ho trascorso gran parte degli ultimi mesi in cucina, tra chili di zucchero e farina, chissà quante uova e tanto, tantissimo burro. E no, questa volta non ho sfornato una torta ma un libro, il mio primo libro di ricette (devo dire che in tanti avete avuto la giusta intuizione!). Ma com’è successo? Tutto è iniziato da un incontro con la dolcissima Francesca Badi, editor di Food Editore, e dalla sua proposta di creare assieme un libro con le mie ricette e le mie fotografie, un libro che rispecchiasse in tutto e per tutto il blog. Non mi spiego esattamente come, ma da allora ad oggi è accaduto tutto il resto, ed ora mi ritrovo incredula a guardare e riguardare compulsivamente una cianografica che presto, davvero molto presto, si trasformerà in carta stampata e potrà finalmente arrivare nelle mie, ma soprattutto nelle vostre mani. Per ulteriori dettagli dovrete pazientare ancora qualche giorno. Stay tuned!

La ricetta: torta di mele
per una teglia da 20-22 cm di diametro

Ingredienti:
  • 100 g di uova (circa 2, medie) a temperatura ambiente
  • 100 g di zucchero semolato
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • un pizzico di sale
  • 200 g di farina per dolci (io ho usato Petra 5)
  • 10 g di lievito per dolci
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 100 g di burro fuso freddo
  • 3 mele medie
  • succo di limone
  • una manciata di uvetta sultanina (facoltativo)
  • zucchero semolato e cannella per la finitura
Montare le uova con lo zucchero, il sale e l'estratto di vaniglia, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Incorporare la farina, precedentemente setacciata assieme al lievito e alla cannella. Aggiungere infine il burro fuso ed amalgamare bene il tutto. Se l'impasto dovesse risultare eccessivamente compatto, unire poco latte. Lavare e sbucciare le mele, eliminare il torsolo ed affettarne una (che servirà per la decorazione), tagliarle le restanti a cubetti ed irrorarle con poco succo di limone. Aggiungere le mele a cubetti e l'uvetta precedente ammollata e sgocciolata all'impasto, mescolare bene e versare in una teglia da 20-22 cm rivestita con carta forno. Decorare con le fettine di mela, spolverare con poco zucchero semolato e cannella. Cuocere in forno preriscaldato a 175°C per 45-50 minuti. Lasciar raffreddare completamente prima di sformare.

martedì 2 ottobre 2012

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Cannelés di Bordeaux



Canneles bordelais

Non è mai semplice ricominciare a scrivere dopo una lunga assenza, le cose da dire sono sempre troppe e non si sa mai da che parte iniziare. A questo giro, temevo seriamente di non riuscire neppure ad accedere al pannello del blog. E no, per chi se lo fosse chiesto, non ero in vacanza ma in cucina, principalmente :-). Da quattro mesi a questa parte, infatti, sono impegnata in un progetto tutto nuovo, al quale sto lavorando tuttora e di cui mi auguro di potervi parlare molto molto presto, sperando di farmi perdonare almeno un po'. Nel frattempo, vi lascio con una ricetta che amo preparare soprattutto in autunno, nei momenti in cui la nostalgia di Parigi prende il sopravvento. Lo so, è decisamente tutta un’altra cosa infilarsi il cappottino di prima mattina, con la faccia ancora assonnata, prendere al volo un cannelé in pasticceria e mangiarlo per strada, ancora tiepido e fragrante. Che poi, per dirla tutta, non è affatto male nemmeno svegliarsi la mattina, accendere il forno, riempire gli stampi ed attendere il tempo necessario, magari sfogliando una buona rivista. Sono sicura che i cannelés di Bordeaux non abbiano bisogno di molte presentazioni ma, per chi se li fosse persi, qui (oppure qui, per l'inglese) si possono trovare un po’di informazioni a riguardo. Da queste parti, nell’attesa di investire in una dozzina di deliziosi quanto indispensabili stampini di rame, si continuano ad utilizzare le forme in silicone, con risultati più che accettabili. Al fine di ottenere dei cannelés ben caramellizzati e croccanti all'esterno e morbidi ed alveolati all'interno, è fondamentale imburrare davvero bene gli stampi (l'ideale, per essere precisi, sarebbe pennellarli con un mix a base di cera d'api e burro) e lasciar riposare l'impasto in frigo per almeno 24 ore, prima di cuocere a temperatura elevata. La ricetta che utilizzo è quella di Pierre Hermé, la migliore tra tutte quelle provate fino ad ora. Enjoy!

La ricetta: cannelés bordelais di Pierre Hermé
per circa 50 mini-cannelés

 Ingredienti:
  • 500 g di latte fresco intero
  • 50 g di burro
  • 1 bacca di vaniglia
  • 100 g  di farina per dolci
  • 250 g di zucchero a velo
  • 1 pizzico abbondante di sale
  • 2 uova grandi
  • 2 tuorli grandi
  • 60 ml di buon rum
  • burro fuso freddo per gli stampi
Mettere gli stampi per cannelés in frigorifero. Versare il latte in un pentolino. Incidere la bacca di vaniglia, prelevare i semi ed unirli al latte, assieme al baccello. Portare ad ebollizione, rimuovere dal fuoco e lasciare in infusione per almeno 2 ore (la ricetta originale suggerisce un'infusione di 8 ore). Lavorare le uova ed i tuorli con lo zucchero a velo setacciato, senza inglobare aria (Hermé non lo specifica ma trovo sia fondamentale per un corretto sviluppo) aggiungere la farina setacciata ed amalgamare bene, unire infine il latte freddo filtrato, il burro ed  il rum, continuando a mescolare. Coprire e lasciar riposare in frigorifero per almeno 24 ore, prima di utilizzare. Riprendere gli stampi ben freddi, pennellarli con il burro fuso freddo e rimetterli in frigo per almeno mezz'ora. Riempire gli stampi con il composto, lasciando circa 1/2 cm dal bordo (per gli stampi più grandi lasciare almeno 1 cm) e cuocere in forno statico preriscaldato a 210°C (io li cuocio a 230°C sul ripiano medio) da 50 minuti (per stampi del diametro di 3,5 cm) a 1 ora (per stampi da 4,5 cm di diametro). I cannelés, una volta cotti, dovranno presentare una superficie dall'aspetto molto brunito e dalla consistenza croccante. Sformare ancora caldi e lasciare intiepidire su una griglia. Servire leggermente tiepidi o a temperatura ambiente.

martedì 22 maggio 2012

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La torta al latte caldo di Tish



Hot milk sponge cake


Ormai lo saprete, in primavera mi perdo letteralmente dietro alla frutta e alla verdura di stagione e sperimento poco con i dolci. Prendo un cestino di fragole con l'intenzione di trasformarle in un nuovo dolce e puff, sparice prima del tempo. Non c'è verso. Di recente, forse merito di questo tempaccio, mi è venuta voglia di una torta semplice che non fosse la solita margherita o quattro quarti, ma nemmeno la Paradiso, quindi mi sono messa a sfogliare libri e riviste e grazie ad un post-it ho ritrovato questa hot milk sponge cake di Tish Boyle.  Gli ingredienti, letti così, non dicono assolutamente nulla e fanno piuttosto pensare ad una tortina noiosa e priva di carattere. Il nome, invece, già anticipa ciò che la distingue da qualsiasi altra torta rendendola davvero unica, non tanto per il sapore quanto per la particolarissima texture e per l'estrema sofficità. Per farla breve, ho fatto la scoperta dell'acqua del latte caldo. Onestamente, a me non sarebbe mai saltato in mente di versare del latte pressoché bollente in una massa montata, a voi si? Ebbene si, questo è l'unico accorgimento in più che permette di ottenere una torta leggerissima ma allo stesso tempo molto elastica e resistente. La sua struttura, dall'alveolatura finissima ma molto leggera, è talmente particolare che ricorda davvero tanto la cheesecake giapponese (sul blog non c'è ma credo di averne un vecchissimo esempio in archivio su Flickr), abbastanza unica nel suo genere. Fondamentalmente non nasce come torta da farcire ma credo che una base così facile e versatile come questa sia da tenere sempre presente per tutte le torte farcite o decorate che richiedono un supporto resistente ma non troppo asciutto, e soprattutto gustoso. Questa torta l'ho utilizzata persino per preparare una classica zuppa inglese e mi ha sorpreso ancora una volta per la capacità di reggere la bagna senza perdere forma e consistenza. Io vi consiglio di segnarvela e di provarla al più presto, attendo un vostro parere!

La ricetta: hot milk sponge cake
adattata da una ricetta di Tish Boyle tratta da 'The cake book'.
Per una torta da 20-22 cm di diametro

Ingredienti:
  • 120 g di latte fresco intero
  • 60 g di burro
  • 165 g di farina debole
  • 6 g di lievito per dolci
  • 165 g di zucchero
  • 3 uova medie a temperatura ambiente
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • un pizzico di sale
Setacciare  due volte la farina con il lievito ed il sale e mettere da parte. Versare il latte ed il burro in un pentolino e scaldare fino a quando il burro non sarà completamente sciolto. Montare le uova in planetaria (o con le fruste elettriche) per circa un minuto a velocità medio-alta, aggiungere lo zucchero in più riprese e montare fino a quando la massa non avrà triplicato il suo volume iniziale e risulterà chiara e spumosa (circa 10 minuti). Con l'aiuto di una spatola incorporare delicatamente la farina nella massa montata, in tre riprese, con movimenti dal basso verso l'alto. Scaldare nuovamente il latte con il burro, prima che raggiunga il bollore versare nel composto (io ho preferito versarlo in due riprese) ed  incorporarlo utilizzando la spatola. Versare in uno stampo rivestito con carta forno e cuocere in forno preriscaldato a 175°C per 25-30 minuti.

Per la deliziosa brocca e la tovaglietta a fiori si ringrazia Greengate.

mercoledì 4 aprile 2012

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The ultimate chocolate chip cookie



Chocolate chip cookies

Visto che, per quanto riguarda i preparativi pasquali, da queste parti siamo ancora in altissimo mare ed il tempo sembra aver fatto un passo indietro verso giornate più grigie ed autunnali, colgo la palla al balzo per pubblicare questo post, che ormai ha una storia tutta sua alle spalle. Un post che per mille motivi, che per ovvie ragioni non sto ora ad elencarvi, sembrava non dovesse essere pubblicato. E invece, eccomi a (ri)scrivere di grossi, grassi chocolate chip cookies in piena primavera. Che sia la volta buona? Al massimo, se proprio non vi andrà di affrontare tutto questo cioccolato nella stagione delle fragole, potrete sempre segnarvi la ricetta per il prossimo autunno. In rete ormai esistono talmente tante ricette dei classici cookies al cioccolato, più o meno famose, che non basterebbe una vita per testarle tutte. Insomma, la ricerca dell'ultimate chocolate chip cookie sembra aver scomodato un po'di gente, in effetti, peccato che poi il cookie perfetto di tizio difficilmente corrisponda all'ideale altrui. E infatti ricevo spesso richieste riguardanti questi golosissimi biscotti americani che, evidentemente, fanno impazzire non poche persone. Personalmente, il mio cookie ideale corrisponde piú o meno a ciò che ho assaggiato all'estero, presso alcune note catene di caffetterie, ma anche ad un prodotto americano confezionato di cui non ricordo neanche più il marchio. Per farla breve, a me il chocolate chip cookie piace piuttosto spesso, croccante ma non troppo, all'interno dev'essere leggermente piú tenero ma non eccessivamente morbido e chewy (gommoso) come sostengono alcuni. Riguardo il sapore la questione è molto più semplice, infatti non c'è tutta questa enorme differenza tra le ricette da me provate, dolcezza a parte. Quindi, se il cookie dei vostri sogni dovesse in qualche modo corrisponde al mio siete fortunati: ecco qua la mia ricetta definitiva, che sarebbe quella di Alton Brown, con qualche modifica sia nelle dosi che nel metodo di preparazione. Un aspetto difficilmente rispettato ed apparentemente trascurabile, che invece a mio parere fa la grande differenza, è il riposo dei biscotti per almeno uno o due giorni prima di consumarli. Come al solito, mi raccomando, rispettate i tempi, altrimenti poi tornate a dirmi che invece di ottenere tanti biscotti vi siete ritrovati con un unico cookie gigante di 30x40 ;-)



La ricetta: chocolate chip cookies
per circa 35 cookies

Ingredienti:
  • 225 g di burro fuso
  • 200 g di zucchero di canna
  • 50 g di zucchero semolato
  • 1 uovo grande
  • 1 tuorlo
  • 25 g di latte
  • 2 cucchiaini di estratto di vaniglia
  • 1 pizzico abbondante di sale
  • 350 g di farina "00" per pane
  • 5 g di lievito per dolci
  • 200 g di cioccolato al 70% tritato (o in gocce, se come me avete finito la scorta)
Lavorare il burro intiepidito con lo zucchero, il sale e l'estratto per 5 minuti, in modo da sciogliere parzialmente lo zucchero e raffreddare il burro. Battere leggermente le uova con il latte ed aggiungere un po’alla volta al resto, continuando a lavorare fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungere la farina setacciata con il lievito ed impastare velocemente, unire le gocce di cioccolato e lavorare brevemente. Avvolgere l'impasto con pellicola e lasciar riposare in frigo per almeno un ora. Riprendere l'impasto, dividerlo in due e formare con ciascun pezzo un cilindro di circa 4-5 cm di diametro, avvolgerlo con pellicola e lasciare in frigo per almeno 2 o 3 ore. Tagliare ciascun cilindro a rondelle dello spessore di 1,5 cm ed aggiungere a piacere gocce di cioccolato in superficie. Congelare per almeno un ora (dev'essere quasi completamente congelato), disporre le rondelle ancora congelate ben distanziate su una teglia rivestita con carta forno ed infornare subito a 175°C per 15 minuti o fino a quando non saranno ben dorati. Sfornare e lasciar raffreddare su una griglia. Si conservano tranquillamente per diversi giorni in una scatola di latta o in un normale barattolo per biscotti.

giovedì 1 marzo 2012

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Bussolà buranelli





Dopo un periodo di dolci non proprio semplici e di fritture carnevalesche, sentivo sicuramente il bisogno di cose poco elaborate. Sono sicura che diversi di voi avranno intuito che, al di là della mia passione per tutti i dolci più o meno complessi, preferisco senza alcun dubbio i più semplici. E quando dico semplici intendo tutti quei dolci da forno in cui gli ingredienti principali non sono più di quattro o cinque, purchè siano di qualità, dolci schietti e rassicuranti come solo i dolci della nonna possono essere. Datemi una fetta di torta Paradiso, per esempio, oppure tre o quattro biscotti da colazione, e mi farete assai felice. Ma se proprio dovessi scegliere solamente un dolce, uno solo, da trovare sempre in casa e sgranocchiare all’occorrenza, probabilmente sceglierei i bussolà buranelli. Ve l’avevo detto che in fondo in fondo amo le cose semplici! I bussolà esistono davvero in tantissime varianti, quelli tipici di Burano sono delle semplici ciambelline dolci, molto profumate, costituite da un impasto piuttosto ricco e consistente, a base di tuorli, burro, zucchero e farina. In origine venivano preparati nelle case dell’isola solo nel periodo di Pasqua e conservati a lungo, oggi invece si possono trovare durante tutto l’anno ed è consuetudine, per molti ristoranti della laguna, offrirli a fine pasto assieme ad ottimi vini passiti. La ricetta, trovata ormai da diverso tempo qui, è ormai diventata quella definitiva, sono dolci al punto giusto e gli ingredienti sono bilanciati in modo da ottenere dei bussolà della giusta consistenza, che non ha niente a che vedere con quella di un sablé o di un biscotto, un buon bussolà dev’essere piuttosto pesante e compatto e va sgranocchiato lentamente, oppure imbevuto in un buon passito.




La ricetta: bussolà buranelli
per una ventina di bussolà

Ingredienti:
  • 250 g di farina debole
  • 60 g di tuorli (circa 3)
  • 125 g di zucchero
  • 100 g di burro fuso freddo
  • la scorza grattugiata di 1/2 limone
  • i semi di 1/2 bacca di vaniglia
  • un pizzico di sale
Lavorare i tuorli con li zucchero fino a quando non saranno chiari e spumosi, unire il burro fuso, il sale, i semi di vaniglia e la scorza di limone e mescolare bene. Aggiungere la farina ed impastare velocemente senza scaldare troppo l'impasto, che dovrà risultare compatto ed omogeneo. Avvolgere con pellicola e lasciar riposare in frigo per un'ora. Dividere l'impasto in venti pezzi (da circa 25g) e formare con ognuno un salamino, che andrà poi chiuso in modo da ottenere una ciambella. Lasciare per almeno mezz'ora in frigo prima di cuocere in forno preriscaldato a 170°C per circa 15-20 minuti. Sfornare prima che incomincino a dorare e lasciar raffreddare su una griglia. Conservare in una scatola di latta.

martedì 21 febbraio 2012

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Crostoli, chiacchiere, galani.. e voi come li chiamate?



Oggi è martedi grasso e forse sono ancora in tempo per parlarvi di una ricetta di Carnevale, probablmente la più semplice di tutte. Ogni anno ricevo richieste per questa ricetta e, in particolare, ho recentemente promesso a Giulia, una lettrice, che l'avrei pubblicata per questo Carnevale. Con un po'di ritardo eccola qua!
Sinceramente non ricordo un Carnevale senza almeno una montagna di crostoli (dalle mie parti si chiamano così!), è un dolce che abbraccia tutta l'Italia ma assume forme, nomi e profumi diversi, ogni casa ha la sua ricetta ma la maggior parte delle persone, soprattutto quelle più anziane, li prepara "ad occhio". A dire il vero a casa mia c'è più di una ricetta ma quella che preferisco è senza dubbio questa, per la leggerezza, la friabilità e l'intenso profumo del risultato. Per farli ci vuole pochissimo tempo ma vi consiglio di farne in abbondanza perchè uno tira l'altro!

La ricetta: crostoli di Carnevale

Ingredienti:
  • 150 g di farina "00"
  • 1 uovo medio
  • 30 g di burro morbido
  • 30 g di zucchero
  • 1 cucchiaio di grappa
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • la scorza grattugiata di 1/2 arancia
  • 1 pizzico di sale
  • olio di arachidi per friggere
  • zucchero a velo
Lavorare il burro con lo zucchero, unirvi l'uovo, la grappa, la la scorza d'arancia e il sale ed amalgamare bene. Aggiungere tutta la farina precedentemente setacciata ed impastare bene fino ad ottenere un impasto liscio e compatto. Se dovesse risultare troppo appiccicoso aggiungere poca farina in modo da ottenere un impasto lavorabile. Avvolgere con pellicola e lasciar riposare per un'ora. Stendere molto sottilmente, a mano o con la sfogliatrice, e dividere in tanti rettangoli con l'aiuto di una rotella. Tuffarne pochi per volta in abbondante olio caldo (170°C), scolarli non appena saranno gonfi e lievemente dorati e lasciar sgocciolare su carta da cucina. Una volta freddi spolverare con zucchero a velo e servire.

mercoledì 15 febbraio 2012

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Chocolate-beet cupcakes




Chissà perché certe cose suonano così bene in inglese che, tradotte in italiano, sembrano veramente perdere tutto il loro fascino. Comunque si, queste sono proprio delle tortine alle barbabietole rosse, per chi avesse ancora qualche dubbio. È da anni che vedo girare torte e tortine a base di rape rosse, soprattutto nei foodblogs americani, ma senza farci troppo caso. Poi ho visto questo bellissimo video di tiger in a jar e ho deciso che non avrei potuto evitare di dare una chance alle barbabietole rosse. Nei dolci intendo, perché come contorno a casa mia non sono mai mancate. L’idea iniziale era quella di creare delle tortine rosse senza l’uso di colorante (un po’ come per il verde del matcha e il viola della patata dolce), anche per dissacrare il mito del red velvet che, francamente, io non ho ancora capito.. sono soffici, rossi, bellissimi e tutto quello che volete, ma contenendo una quantità ridicola di cacao (altrimenti addio rosso) e un flacone di colorante, trovo abbiano un sapore totalmente indefinibile. E quindi, al primo tentativo, ho voluto fare delle tortine con le rape ma senza cacao, erano soffici e rossissime ma avevano un gusto deciso di barbabietola, sicuramente un po’strong per delle tortine dall’aspetto così raffinato. Invece il mese scorso mi sono arresa alla tendenza di abbinare questa simpatica radice al cioccolato, rinunciando ad un colore rosso brillante, ed è stato finalmente amore! Il cioccolato, o cacao, predomina ma la barbabietola si fa spazio, soprattutto come retrogusto, ed è davvero molto particolare e piacevole persino per chi non ama questo ingrediente. Mi hanno chiesto di replicare la ricetta pochi giorni fa e l’ho riadattata per fare dei cupcakes con un semplice frosting al cream cheese, che con la sua freschezza completa il tutto divinamente.




La ricetta: cupcakes alle rape rosse e cioccolato
per una torta ( ∅ 20 cm) oppure 15 cupcakes medi

Ingredienti:
  • 150 g di farina “00”
  • 150 g di purea di rape rosse*
  • 150 g di zucchero di canna
  • 150 g di uova a temperatura ambiente (circa 3)
  • 120 g di olio di semi
  • 45 g di cacao amaro
  • 2 cucchiaini (10 g) di lievito per dolci
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • un pizzico di sale

per il frosting:
  • 300 g di philadelphia (io ho utilizzato la versione light)
  • 150 g di zucchero a velo
  • 100 g di burro morbido
  • cioccolato fondente per decorare

Setacciare la farina assieme al cacao e al lievito. Montare le uova con lo zucchero di canna, l'olio e il sale fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere la purea di rape e l'estratto di vaniglia, continuando a lavorare a bassa velocità, ed incorporare gli ingredienti asciutti. Versare l'impasto nei pirottini riempiendoli a 3/4 e cuocere in forno preriscaldato a 160-170°C per circa 25 minuti (40 minuti se si utilizza un unico stampo da 20 cm) fino a quando l’interno risulterà asciutto. Lasciar raffreddare completamente. Nel frattempo preparare la crema lavorando il burro con lo zucchero, quando il composto risulta cremoso e montato unire il philadelphia, continuando a lavorare fino a quando la crema non risulterà liscia ed omogenea. Coprire e lasciare in frigo per almeno 3 o 4 ore. Versare la crema in una sac à poche e decorarvi i cupcakes, conservare in frigo per almeno 2 ore e decorare con riccioli di cioccolato fondente.

(*) Per ottenere la purea: bollire le rape rosse fin a quando non saranno tenere. Eliminare la buccia e lasciarle raffreddare. Frullare fino ad ottenere una purea omogenea.


mercoledì 8 febbraio 2012

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Mexican three-milk cake




Il mese di gennaio è passato in un attimo, poco male visti i miei buoni propositi di detox post-feste. Insomma, direi che un mese di austerity (=niente dolci) non fa male a nessuno, anzi, dopo le feste se ne avverte proprio il bisogno. Unico neo, si accumulano davvero troppe ricette da testare e, quando scatta il "via libera" avviene un'autentica esplosione in testa, avete presente quando avete mille cose da fare e vorreste farle tutte in contemporanea? E puntualmente si finisce col fare la prima cosa che capita, magari la meno interessante, oppure non si fa nulla. Questa volta, nel bel mezzo del mio "intensissimo" brainstorming è arrivato Donna Hay magazine, mi è bastato sfogliarlo per accantonare momentaneamente tutto il resto. Mi sono fermata a pagina 111, devo ancora capire bene il perché, e non c'è stato verso di togliermi dalla testa quella pagina. Del resto, come si fa a non rimanere incuriositi da una torta messicana al triplo latte (sic!) che, dalla foto, ha tutta l'aria di essere la buona e semplice torta della nonna (messicana pure lei)? La base è una torta semplicissima, come ce ne sono tante. A renderla particolare è la bagna a base di latte, latticello e latte condensato che, se leggendo gli ingredienti mi ha lasciata piuttosto perplessa, all'assaggio si è rivelata davvero il quid pluris della ricetta. In sostanza non si avverte una vera e propria bagna, ma la consistenza del dolce e la sua umidità sono davvero ideali. Infine la panna non zuccherata e la frutta acidula vanno a bilanciare perfettamente la dolcezza della torta rendendola veramente completa e particolarmente golosa. A voi la ricetta!



La ricetta: torta messicana al triplo latte
da Donna Hay magazine #61

Ingredienti:
  • 180 g di burro morbido
  • 220 g di zucchero
  • 2 cucchiai di estratto di vaniglia
  • 5 uova
  • 225 g di farina auto-lievitante, setacciata *
  • 250 ml di latte fresco
  • 250 ml di latte condensato zuccherato
  • 250 ml di latticello **
  • 500 ml di panna fresca
  • passionfruit o altra frutta a piacere

Lavorare il burro morbido con lo zucchero per una decina di minuti, dovrà risultare chiaro e cremoso. Aggiungere un cucchiaio di estratto di vaniglia e mescolare. Aggiungere le uova, una alla volta, battendo bene il composto, unire la farina ed amalgamare il tutto. Versare il composto in uno stampo (20 x 30 cm) *** rivestito con carta forno e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 30-35 minuti, o fino a quando uno stecchino non ne uscirà asciutto. Con uno stecchino praticare tanti forellini sulla superficie del dolce e lasciar raffreddare completamente. Mescolare assieme il latte, il latticello, il latte condensato ed un cucchiaio di estratto di vaniglia e versare lentamente sul dolce e lasciare in frigorifero per circa due ore, o fino a quando il composto non sarà completamente assorbito. Al momento di servire montare la panna e distribuirla sulla torta, decorare con la polpa di passionfruit o altra frutta a piacere (io ho scelto i lamponi).

(*) sostituibile con 210 g di farina “00” setacciata con 12 g di lievito per dolci ed un pizzico generoso di sale.

(**) sostituibile con 180 ml di yogurt intero diluito con 70 ml di latte fresco oppure con una miscela preparata con 235 ml di latte intero e 15 g di succo di limone e lasciata riposare per una decina di minuti.

(***) Io ho utilizzato uno stampo rotondo da 20 cm, avendo ridotto le dosi a 3/5.