Visualizzazione post con etichetta colazione e merenda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta colazione e merenda. Mostra tutti i post

lunedì 11 marzo 2013

94
commenti
Una torta magica (o quasi).



Considerando che non scrivo sul blog dal periodo natalizio, inizio davvero a pensare che questa torta possa avere a che fare con la magia, nonostante negli ingredienti non compaia nulla di così esotico. Detto ciò, mentre preparavo questa torta mi sono resa conto che certe cose debbano veramente passarmi sotto il naso più e più volte, e possibilmente in forme diverse, prima che io le prenda seriamente in considerazione. E non è neanche una questione di snobismo o di distrazione, ma più semplicemente di momento giusto o sbagliato. Questa torta, per esempio, intravista sul web in più e più versioni, mi ha sempre incuriosita (il nome, da solo, dovrebbe bastare ad attirare l’attenzione) ma poi, per un motivo o per l’altro, me ne sono sempre dimenticata. Fino a mercoledì scorso, quando sul mio feedatissimo reader ho trovato questo post di Diane. Che vi devo dire, sarà stata la presentazione, ma improvvisamente questa torta mi è parsa una totale genialata. Ecco, giusto il tempo di portare le uova a temperatura ambiente (io vi consiglio di fare lo stesso, ora) e la torta era già in forno. Dico solo che il pomeriggio successivo ho dovuto replicare, dato che non era rimasto granché per fare le foto. Alla fine si tratta di un dolce neanche troppo lontano da un flan pâtissier (o parisien, se preferite), solo che qui abbiamo il bonus di un irresistibile e soffice strato di torta tipo biscuit che va a coprire la parte morbida e cremosa. Il tutto si ottiene con un’unica rapida preparazione, ovviamente, altrimenti che torta magica sarebbe? Fatela senza neanche pensarci e preparatevi alle insistenti richieste di chi l'assaggerà. Ebbene sì, vorranno assolutamente la ricetta. Eccola qui :-)




La ricetta: torta magica
riadattata da questa

per circa 16 pezzi
Ingredienti:
  • 4 tuorli a temperatura ambiente
  • 150 g di zucchero semolato
  • 1 cucchiaio d'acqua 
  • 125 g di burro
  • 115 g di farina "00"
  • 2 cucchiaini di estratto di vaniglia
  • un pizzico di sale
  • 500 g di latte intero
  • 4 albumi a temperatura ambiente
  • 4 gocce di aceto (o limone)
  • zucchero a velo per la finitura
Fondere il burro a bagnomaria e lasciarlo raffreddare. Scaldare il latte fino ad intiepidirlo leggermente e mettere da parte. Montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, aggiungere l'acqua e il burro e continuare a montare per un paio di minuti. Incorporare la farina setacciata ed amalgamare bene il tutto. Unire l'estratto di vaniglia, il sale ed il latte, un po' per volta, e mescolare fino ad ottenere una sorta di pastella piuttosto omogenea (è normale che risulti piuttosto liquida). Montare a neve non troppo ferma gli albumi con l'aceto, incorporarli delicatamente e in più riprese al composto preparato precedentemente, facendo in modo da non smontare la meringa. Versare l'impasto in uno stampo quadrato da 20 cm di lato, imburrato o rivestito con carta forno, e cuocere in forno statico preriscaldato a 150-160°C per circa 45-60 minuti, o fino a quando la superficie del dolce risulterà ben dorata. Sfornare e lasciar raffreddare per almeno 3 o 4 ore nello stampo, prima di affettare (personalmente trovo sia ancora più buona se tenuta in frigo per almeno 1-2 ore, prima di essere consumata). Spolverare con abbondante zucchero a velo e servire.

domenica 16 dicembre 2012

18
commenti
Le crêpes della domenica mattina





A pensarci bene credo proprio di non aver mai pubblicato un post di domenica. Eppure mi piace davvero tanto l'idea di condividere in modo rilassato ed estemporaneo una ricetta, quasi fosse un twit esteso, in tempo reale (o quasi). Dunque oggi è andata così. Nessuna sveglia, colazione decisamente slow, niente macchina fotografica e post ultra rapido. Visto che in archivio mancava, vi lascio la ricetta delle mie crêpes dolci, le crêpes che sogno di trovare tutte le domeniche (e non solo) a colazione. Sono soffici al punto giusto, delicatamente profumate e poco dolci, a mio avviso veramente perfette. Volendo si può ridurre la quantità di burro a 30 g ma non eliminatelo del tutto, ché una crêpe senza burro non è una crêpe :-)

La ricetta: crêpes
per circa 10-12 crêpes

Ingredienti
  • 130 g di farina per dolci
  • 3 uova medie
  • 30 g di zucchero
  • 300 ml di latte
  • 50 g di burro fuso freddo
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia o rum
Con una frusta lavorare brevemente le uova con lo zucchero senza montare, unire la farina ed amalgamare bene. Aggiungere il latte e mescolare fino ad ottenere una pastella priva di grumi, incorporare infine il burro fuso e l'estratto di vaniglia. Lasciar riposare il composto per almeno un'ora (io di solito lo lascio in frigo per una notte, in modo da trovarlo pronto al mattino). Scaldare bene una padella per crêpes ed ungere tutta la superficie con una piccola quantità di burro. Versare con un mestolo una quantità di pastella sufficiente a ricoprire la padella (nel mio caso circa 2/3 di mestolo) e distribuirla uniformemente facendo ruotare velocemente la padella prima che il composto si rapprenda. Cuocere a fuoco vivo fino a quando il lato inferiore non risulterà dorato (circa un minuto). Girare la crêpe, aiutandosi eventualmente con una spatola, e cuocere per un altro minuto. Trasferire la crêpe su un piatto e ripetere il procedimento fino ad esaurire il composto. Farcire le crêpes ancora calde con confettura, miele o creme spalmabili di ogni genere.

martedì 2 ottobre 2012

85
commenti
Cannelés di Bordeaux



Canneles bordelais

Non è mai semplice ricominciare a scrivere dopo una lunga assenza, le cose da dire sono sempre troppe e non si sa mai da che parte iniziare. A questo giro, temevo seriamente di non riuscire neppure ad accedere al pannello del blog. E no, per chi se lo fosse chiesto, non ero in vacanza ma in cucina, principalmente :-). Da quattro mesi a questa parte, infatti, sono impegnata in un progetto tutto nuovo, al quale sto lavorando tuttora e di cui mi auguro di potervi parlare molto molto presto, sperando di farmi perdonare almeno un po'. Nel frattempo, vi lascio con una ricetta che amo preparare soprattutto in autunno, nei momenti in cui la nostalgia di Parigi prende il sopravvento. Lo so, è decisamente tutta un’altra cosa infilarsi il cappottino di prima mattina, con la faccia ancora assonnata, prendere al volo un cannelé in pasticceria e mangiarlo per strada, ancora tiepido e fragrante. Che poi, per dirla tutta, non è affatto male nemmeno svegliarsi la mattina, accendere il forno, riempire gli stampi ed attendere il tempo necessario, magari sfogliando una buona rivista. Sono sicura che i cannelés di Bordeaux non abbiano bisogno di molte presentazioni ma, per chi se li fosse persi, qui (oppure qui, per l'inglese) si possono trovare un po’di informazioni a riguardo. Da queste parti, nell’attesa di investire in una dozzina di deliziosi quanto indispensabili stampini di rame, si continuano ad utilizzare le forme in silicone, con risultati più che accettabili. Al fine di ottenere dei cannelés ben caramellizzati e croccanti all'esterno e morbidi ed alveolati all'interno, è fondamentale imburrare davvero bene gli stampi (l'ideale, per essere precisi, sarebbe pennellarli con un mix a base di cera d'api e burro) e lasciar riposare l'impasto in frigo per almeno 24 ore, prima di cuocere a temperatura elevata. La ricetta che utilizzo è quella di Pierre Hermé, la migliore tra tutte quelle provate fino ad ora. Enjoy!

La ricetta: cannelés bordelais di Pierre Hermé
per circa 50 mini-cannelés

 Ingredienti:
  • 500 g di latte fresco intero
  • 50 g di burro
  • 1 bacca di vaniglia
  • 100 g  di farina per dolci
  • 250 g di zucchero a velo
  • 1 pizzico abbondante di sale
  • 2 uova grandi
  • 2 tuorli grandi
  • 60 ml di buon rum
  • burro fuso freddo per gli stampi
Mettere gli stampi per cannelés in frigorifero. Versare il latte in un pentolino. Incidere la bacca di vaniglia, prelevare i semi ed unirli al latte, assieme al baccello. Portare ad ebollizione, rimuovere dal fuoco e lasciare in infusione per almeno 2 ore (la ricetta originale suggerisce un'infusione di 8 ore). Lavorare le uova ed i tuorli con lo zucchero a velo setacciato, senza inglobare aria (Hermé non lo specifica ma trovo sia fondamentale per un corretto sviluppo) aggiungere la farina setacciata ed amalgamare bene, unire infine il latte freddo filtrato, il burro ed  il rum, continuando a mescolare. Coprire e lasciar riposare in frigorifero per almeno 24 ore, prima di utilizzare. Riprendere gli stampi ben freddi, pennellarli con il burro fuso freddo e rimetterli in frigo per almeno mezz'ora. Riempire gli stampi con il composto, lasciando circa 1/2 cm dal bordo (per gli stampi più grandi lasciare almeno 1 cm) e cuocere in forno statico preriscaldato a 210°C (io li cuocio a 230°C sul ripiano medio) da 50 minuti (per stampi del diametro di 3,5 cm) a 1 ora (per stampi da 4,5 cm di diametro). I cannelés, una volta cotti, dovranno presentare una superficie dall'aspetto molto brunito e dalla consistenza croccante. Sformare ancora caldi e lasciare intiepidire su una griglia. Servire leggermente tiepidi o a temperatura ambiente.

martedì 22 maggio 2012

141
commenti
La torta al latte caldo di Tish



Hot milk sponge cake


Ormai lo saprete, in primavera mi perdo letteralmente dietro alla frutta e alla verdura di stagione e sperimento poco con i dolci. Prendo un cestino di fragole con l'intenzione di trasformarle in un nuovo dolce e puff, sparice prima del tempo. Non c'è verso. Di recente, forse merito di questo tempaccio, mi è venuta voglia di una torta semplice che non fosse la solita margherita o quattro quarti, ma nemmeno la Paradiso, quindi mi sono messa a sfogliare libri e riviste e grazie ad un post-it ho ritrovato questa hot milk sponge cake di Tish Boyle.  Gli ingredienti, letti così, non dicono assolutamente nulla e fanno piuttosto pensare ad una tortina noiosa e priva di carattere. Il nome, invece, già anticipa ciò che la distingue da qualsiasi altra torta rendendola davvero unica, non tanto per il sapore quanto per la particolarissima texture e per l'estrema sofficità. Per farla breve, ho fatto la scoperta dell'acqua del latte caldo. Onestamente, a me non sarebbe mai saltato in mente di versare del latte pressoché bollente in una massa montata, a voi si? Ebbene si, questo è l'unico accorgimento in più che permette di ottenere una torta leggerissima ma allo stesso tempo molto elastica e resistente. La sua struttura, dall'alveolatura finissima ma molto leggera, è talmente particolare che ricorda davvero tanto la cheesecake giapponese (sul blog non c'è ma credo di averne un vecchissimo esempio in archivio su Flickr), abbastanza unica nel suo genere. Fondamentalmente non nasce come torta da farcire ma credo che una base così facile e versatile come questa sia da tenere sempre presente per tutte le torte farcite o decorate che richiedono un supporto resistente ma non troppo asciutto, e soprattutto gustoso. Questa torta l'ho utilizzata persino per preparare una classica zuppa inglese e mi ha sorpreso ancora una volta per la capacità di reggere la bagna senza perdere forma e consistenza. Io vi consiglio di segnarvela e di provarla al più presto, attendo un vostro parere!

La ricetta: hot milk sponge cake
adattata da una ricetta di Tish Boyle tratta da 'The cake book'.
Per una torta da 20-22 cm di diametro

Ingredienti:
  • 120 g di latte fresco intero
  • 60 g di burro
  • 165 g di farina debole
  • 6 g di lievito per dolci
  • 165 g di zucchero
  • 3 uova medie a temperatura ambiente
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • un pizzico di sale
Setacciare  due volte la farina con il lievito ed il sale e mettere da parte. Versare il latte ed il burro in un pentolino e scaldare fino a quando il burro non sarà completamente sciolto. Montare le uova in planetaria (o con le fruste elettriche) per circa un minuto a velocità medio-alta, aggiungere lo zucchero in più riprese e montare fino a quando la massa non avrà triplicato il suo volume iniziale e risulterà chiara e spumosa (circa 10 minuti). Con l'aiuto di una spatola incorporare delicatamente la farina nella massa montata, in tre riprese, con movimenti dal basso verso l'alto. Scaldare nuovamente il latte con il burro, prima che raggiunga il bollore versare nel composto (io ho preferito versarlo in due riprese) ed  incorporarlo utilizzando la spatola. Versare in uno stampo rivestito con carta forno e cuocere in forno preriscaldato a 175°C per 25-30 minuti.

Per la deliziosa brocca e la tovaglietta a fiori si ringrazia Greengate.

mercoledì 4 aprile 2012

58
commenti
The ultimate chocolate chip cookie



Chocolate chip cookies

Visto che, per quanto riguarda i preparativi pasquali, da queste parti siamo ancora in altissimo mare ed il tempo sembra aver fatto un passo indietro verso giornate più grigie ed autunnali, colgo la palla al balzo per pubblicare questo post, che ormai ha una storia tutta sua alle spalle. Un post che per mille motivi, che per ovvie ragioni non sto ora ad elencarvi, sembrava non dovesse essere pubblicato. E invece, eccomi a (ri)scrivere di grossi, grassi chocolate chip cookies in piena primavera. Che sia la volta buona? Al massimo, se proprio non vi andrà di affrontare tutto questo cioccolato nella stagione delle fragole, potrete sempre segnarvi la ricetta per il prossimo autunno. In rete ormai esistono talmente tante ricette dei classici cookies al cioccolato, più o meno famose, che non basterebbe una vita per testarle tutte. Insomma, la ricerca dell'ultimate chocolate chip cookie sembra aver scomodato un po'di gente, in effetti, peccato che poi il cookie perfetto di tizio difficilmente corrisponda all'ideale altrui. E infatti ricevo spesso richieste riguardanti questi golosissimi biscotti americani che, evidentemente, fanno impazzire non poche persone. Personalmente, il mio cookie ideale corrisponde piú o meno a ciò che ho assaggiato all'estero, presso alcune note catene di caffetterie, ma anche ad un prodotto americano confezionato di cui non ricordo neanche più il marchio. Per farla breve, a me il chocolate chip cookie piace piuttosto spesso, croccante ma non troppo, all'interno dev'essere leggermente piú tenero ma non eccessivamente morbido e chewy (gommoso) come sostengono alcuni. Riguardo il sapore la questione è molto più semplice, infatti non c'è tutta questa enorme differenza tra le ricette da me provate, dolcezza a parte. Quindi, se il cookie dei vostri sogni dovesse in qualche modo corrisponde al mio siete fortunati: ecco qua la mia ricetta definitiva, che sarebbe quella di Alton Brown, con qualche modifica sia nelle dosi che nel metodo di preparazione. Un aspetto difficilmente rispettato ed apparentemente trascurabile, che invece a mio parere fa la grande differenza, è il riposo dei biscotti per almeno uno o due giorni prima di consumarli. Come al solito, mi raccomando, rispettate i tempi, altrimenti poi tornate a dirmi che invece di ottenere tanti biscotti vi siete ritrovati con un unico cookie gigante di 30x40 ;-)



La ricetta: chocolate chip cookies
per circa 35 cookies

Ingredienti:
  • 225 g di burro fuso
  • 200 g di zucchero di canna
  • 50 g di zucchero semolato
  • 1 uovo grande
  • 1 tuorlo
  • 25 g di latte
  • 2 cucchiaini di estratto di vaniglia
  • 1 pizzico abbondante di sale
  • 350 g di farina "00" per pane
  • 5 g di lievito per dolci
  • 200 g di cioccolato al 70% tritato (o in gocce, se come me avete finito la scorta)
Lavorare il burro intiepidito con lo zucchero, il sale e l'estratto per 5 minuti, in modo da sciogliere parzialmente lo zucchero e raffreddare il burro. Battere leggermente le uova con il latte ed aggiungere un po’alla volta al resto, continuando a lavorare fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungere la farina setacciata con il lievito ed impastare velocemente, unire le gocce di cioccolato e lavorare brevemente. Avvolgere l'impasto con pellicola e lasciar riposare in frigo per almeno un ora. Riprendere l'impasto, dividerlo in due e formare con ciascun pezzo un cilindro di circa 4-5 cm di diametro, avvolgerlo con pellicola e lasciare in frigo per almeno 2 o 3 ore. Tagliare ciascun cilindro a rondelle dello spessore di 1,5 cm ed aggiungere a piacere gocce di cioccolato in superficie. Congelare per almeno un ora (dev'essere quasi completamente congelato), disporre le rondelle ancora congelate ben distanziate su una teglia rivestita con carta forno ed infornare subito a 175°C per 15 minuti o fino a quando non saranno ben dorati. Sfornare e lasciar raffreddare su una griglia. Si conservano tranquillamente per diversi giorni in una scatola di latta o in un normale barattolo per biscotti.

mercoledì 16 novembre 2011

85
commenti
I biscotti del mattino



Ne sono passati di giorni mesi dall’ultimo post. Me ne rendo conto. Il periodo post-vacanze non è stato dei migliori e, oltre a non aver creato granché di interessante in cucina, ho passato davvero pochissimo tempo sul web. Tutto questo per dirvi che non sono morta, come sostiene qualche anonimo (LOL!), più semplicemente non avevo nulla di nuovo da raccontare. That’s it! Ringrazio di cuore tutti coloro che si sono preoccupati e mi hanno riempito la casella di e-mail, ma anche quelli che hanno saputo attendere silenziosi. Ultimamente, complici il tempo a disposizione e il clima, ho ripreso a pasticciare con un certo ritmo, prediligendo quei dolci tanto basic quanto rassicuranti come ciambelloni, brioches e biscotti per la prima colazione. Ed è proprio di questi ultimi che vi vorrei parlare in questo post. Questi biscotti sono davvero speciali per me, inspiegabilmente hanno un sapore d’altri tempi, profumano di buono, di casa, si inzuppano come nessun altro biscotto e fanno tanto sognare quei tempi che la mia generazione conosce solo attraverso i racconti. Sarà che mi lascio suggestionare, ma mi piace credere a chi dice di aver ritrovato un pezzetto d’infanzia nel loro semplice sapore. La ricetta non contiene burro ma solamente olio (bonus per gli intolleranti al lattosio, che potranno sostituire il latte vaccino con il latte a loro concesso), l’ho trovata su una vecchissima bustina di ammoniaca per dolci ed è perfetta così. Volendo si può stendere l’impasto e ricavare i le forme con i taglia-biscotti ma io preferisco il taglio al coltello, è molto più veloce e i biscotti si inzuppano ancora meglio. L’unica pecca è che spariscono troppo in fretta, per cui vi consiglio di fare almeno mezza dose.



La ricetta: biscotti da latte

Ingredienti:
  • 1 Kg di farina "00"
  • 4 uova medie
  • 300-350 g di zucchero semolato
  • 200 g di olio vegetale (io uso extravergine e olio di semi al 50%)
  • 100 g di latte
  • 20 g di bicarbonato d'ammonio (“ammoniaca” per dolci)
  • un pizzico di sale
  • la scorza grattugiata di un limone non trattato
  • i semi di una bacca di vaniglia

Con una frusta battere le uova con lo zucchero, il sale e la vaniglia fino ad ottenere un composto spumoso (non montato). Unire l'olio ed amalgamare il tutto. Sciogliere il bicarbonato d'ammonio nel latte tiepido, aggiungerlo al composto precedente e mescolare molto bene. Versarvi infine la farina ed impastare il tutto. Dividere l'impasto in 8 parti con cui formare dei salsicciotti di circa 30-40 cm che andranno passati nello zucchero prima di essere sistemati ben distanziati nella teglia (al massimo 3 per teglia) e pressati ad uno spessore di un centimetro o poco meno. Cuocere in forno statico preriscaldato a 180°C per 15 minuti o fino a quando non avranno un lieve accenno di doratura. Sfornare facendo attenzione ai gas non proprio piacevoli che fuoriescono dal forno, trasferire ogni biscotto sul tagliere ed affettare di sbieco, in modo da ottenere dei biscotti spessi circa un centimetro e mezzo. Sistemarli di nuovo nella teglia con il taglio rivolto verso l'alto/basso e lasciarli biscottare in forno per una decina di minuti, dovranno risultare ben dorati. Lasciar raffreddare su una griglia e conservare in scatole di latta.

giovedì 28 aprile 2011

60
commenti
Carrot cupcakes



Carrot cupcakes

E anche Pasqua è passata senza darmi nemmeno il tempo di rendermene conto, spero davvero che l’abbiate passata tutti serenamente e che abbiate mangiato tantissime cose buone. Non so voi ma io quest’anno sono riuscita a fare solo la pastiera, giusto in tempo per domenica, ma quest’anno era così buona che quasi non ho rimpianto di non essere riuscita a fare nient’altro, soprattutto i miei amati lievitati. Dato che la voglia di fare dolci non mi abbandona, e visto che dopo le feste si cerca sempre di fare i bravi e di non eccedere, ho pensato di concedermi comunque dei carrot cupcakes, delle semplici e tutto sommato sane tortine di carote rese sofficissime dalla presenza dell’olio, con un frosting a base di formaggio cremoso che le rende davvero irresistibili senza essere calorico quanto una crema al burro. Volendo si può raddoppiare la dose e fare un’unica torta da farcire anche a strati, basterà semplicemente prolungare il tempo di cottura.

Carrot cupcakes
La ricetta: carrot cupcakes

Per circa 10-12 cupcakes medi

Ingredienti:
  • 100 g di uova a temperatura ambiente (circa 2)
  • 100 g di zucchero di canna
  • 75 g di olio di semi
  • 100 g di farina "00"
  • 10 g di lievito per dolci
  • 100 g di carote grattugiate
  • 50 g di cocco disidratato
  • 50 g di noci tritate (facoltativo)
  • un cucchiaino raso di cannella
  • un pizzico di sale

Per il frosting:
  • 100 g di Philadelphia a temperatura ambiente
  • 50 g di burro morbido
  • 25 g di zucchero a velo

Mescolare assieme la farina setacciata con il lievito, il cocco e la cannella e tenere da parte. Montare le uova con lo zucchero, l'olio e il sale fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Incorporare la farina con l'aiuto di una spatola ed unire le carote e le noci. Versare l'impasto nei pirottini riempiendoli a 3/4 e cuocere in forno preriscaldato a 170°C per circa 20 minuti o fino a quando l’interno risulterà asciutto. Nel frattempo preparare la crema lavorando il burro con lo zucchero, quando il composto risulta cremoso e montato unire il philadelphia, continuando a lavorare. Versare la crema in una sac a poche ed utilizzare per decorare le tortine raffreddate e spolverare con cocco disidratato o noci tritate. Una volta farciti si conservano in frigorifero per due giorni.

Carrot cupcakes

lunedì 11 aprile 2011

56
commenti
Cocoa brownies



Brownies alle noci
Okay, Okay, in effetti i brownies sono un tantino fuori luogo in questo periodo, non so voi ma io i dolci di questo genere li ricollego esclusivamente alla stagione fredda, così ricchi e rassicuranti come sono, con quell'aspetto tutt'altro che sofisticato. Fortunatamente (o forse no) riesco a contraddirmi come pochi quando si tratta di scegliere il dolce da preparare. E così, nel bel mezzo della fioritura degli alberi e delle prime (deliziose) fragole di stagione, riesco a farmi venire in mente cose che poco hanno a che fare con la freschezza e i profumi che contraddistinguono i prodotti primaverili. Questa volta mi è venuto il tarlo dei brownies al cacao di Alice Medrich, fatti già diverse volte e mai arrivati davanti l'obiettivo. A differenza delle ricette classiche, che prevedono l'uso del cioccolato fondente, questa ricetta contiene del semplice cacao amaro ed è incredibilmente per-fet-ta. L'esecuzione è davvero elementare ma la cottura va testata in base alle proprie preferenze e al proprio forno, seguendo le indicazioni dell'autrice (20 minuti) i brownies risultano quasi liquidi all'interno, io li preferisco un po'più cotti all'esterno ma ancora umidi e fondenti all'interno e, dopo varie prove, credo di aver trovato il mio tempo di cottura ideale. Mi promettete di provarli?

Brownies al cacao

ricetta adattata da Bittersweet di Alice Medrich
per 16-25 browies

Ingredienti:
  • 140 g di burro
  • 280 g di zucchero
  • 82 g di cacao amaro
  • 2 uova grandi
  • 66 g di farina “00”
  • 1 pizzico di sale (abbondante)
  • 1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 2/3 di cup di noci sgusciate (facoltativo)

Preriscaldare il forno a 160-165°C. Rivestire uno stampo da 20x20cm con carta forno. Versare il burro, lo zucchero,il cacao ed il sale in un recipiente di vetro e cuocere a bagnomaria, mescolando di tanto in tanto, fino ad ottenere un composto omogeneo e molto caldo (circa 60°C). Lasciar intiepidire leggermente ed aggiungere l’estratto di vaniglia e le uova, una alla volta, lavorando bene con un cucchiaio di legno dopo aver aggiunto ogni uovo. Quando l’impasto risulta lucido ed omogeneo aggiungere la farina setacciata ed incorporarla con l’aiuto di una spatola. Aggiungere le noci tagliate a pezzetti, versare nello stampo ed infornare per circa 25-30 minuti, a seconda del vostro forno, il brownie deve restare leggermente umido all’interno e appena asciutto all'esterno. Lasciar raffreddare, coprire e lasciare in frigo per 3-4 ore (io lo lascio in frigo tutta la notte), sformare e tagliare a cubetti prima di servire.

lunedì 28 febbraio 2011

165
commenti
Habemus Torta Paradiso!



Torta Paradiso
Nessun déjà vu, ve lo dico subito, ho già parlato della torta Paradiso diverso tempo fa, ricordate? Ora, il fatto è che avrei finalmente trovato la ricetta della vera Paradiso. O meglio, diciamo che la ricetta della vera torta Paradiso ha trovato me. Galeotto fu il commento e chi lo scrisse, mi viene da dire.. e pensare che se non vi avessi parlato della mia Paradiso “provvisoria” (una tortina di tutto rispetto) non l’avrei ancora trovata, quella definitiva. Per farla breve, la ricetta mi è stata gentilmente passata da Lea, una lettrice pavese proprio come la torta in questione, dopo aver scambiato qualche battuta nei commenti e un paio di email. Ovviamente, data l’ansia da torta Paradiso (ne parlo qui) e la quantità ingestibile di ricette da provare, ho rimandato e rimandato fino alla fine della scorsa estate. Avete presente quelle giornate in cui le temperature iniziano ad abbassarsi e vi viene la voglia improvvisa di accendere il forno? Ecco, quel giorno ho deciso di ridare una possibilità alla Paradiso e, da brava allieva, ho semplicemente seguito alla lettera le istruzioni semplici e chiare di Lea. Il trucco, dice Lea, sta nella lavorazione a mano, e già questo mi ha suggerito il motivo per cui i miei precedenti tentativi non siano mai stati del tutto positivi, nonostante la grande somiglianza tra le varie ricette; mai come in questo caso “less is more”, niente planetarie ultra tecnologiche, vi basta un cucchiaio di legno, un po’di pazienza e non dovrete più invidiare la celebre torta della pasticceria Vigoni. Chi l’avrebbe mai detto? L’ho fatta e rifatta, quasi incredula che non si trattasse solo di un colpo di fortuna, e non sto nemmeno a dirvi quanto sia buona, profumata e perfetta nella consistenza.. vi invito solamente a provarla, da adesso la ricetta è anche un po’vostra! Grazie ancora Lea :)

Torta Paradiso

La ricetta: Torta Paradiso

Ingredienti:
  • 200 g di burro a temperatura ambiente
  • 200 g di zucchero a velo
  • 100 g di farina “00”
  • 100 g di fecola di patate
  • la scorza grattugiata di un limone
  • 2 uova intere e 2 tuorli (a temperatura ambiente)

Lasciare il burro fuori dal frigo per almeno tre ore (dev’essere molto morbido ma non sciolto) e montarlo con un cucchiaio di legno fino a farlo diventare una crema spumosa. Incorporarvi lo zucchero a velo in due volte, delicatamente. In un altro recipiente stracciare le uova e i tuorli con l’aiuto di una forchetta, come per fare una frittata. A questo punto bisogna aggiungere le uova al burro montato, un cucchiaio alla volta, mescolando e montando ad ogni aggiunta fino a completo assorbimento dell’uovo e conseguente rigonfiamento della massa. Questo passaggio richiede tempo e pazienza ma è fondamentale per la riuscita del dolce, non bisogna assolutamente aver fretta di aggiungere altro uovo prima che la cucchiaiata precedente non sia stata ben amalgamata, lo scopo è quello di incorporare aria all’interno della massa, molto lentamente, in modo da renderla soffice ma densa, non troppo montata. Aggiungere infine le farine setacciate e la scorza di limone ed incorporarle molto delicatamente con l’aiuto di una spatola, con movimenti dal basso verso l’alto. Versare l’impasto in una teglia da 20 cm di diametro, imburrata ed infarinata, e cuocere in forno statico preriscaldato a 180°C per un’oretta circa o fino a quando la torta non risulterà asciutta all’interno. Lasciar raffreddare e cospargere con abbondante zucchero a velo. Questa torta si conserva tranquillamente per più giorni, anzi, è addirittura più buona a partire dal giorno successivo.

lunedì 31 gennaio 2011

111
commenti
Doughnuts!



Doughnuts
Se la parola doughnut non dovesse ricordarvi nulla, avrete sicuramente presente le famosissime ciambelle tanto (br)amate da Homer Simpson! Le ho sempre viste ovunque ma, francamente, non le avevo mai fatte prima d’ora, nè assaggiate. Mi hanno sempre simpaticamente ricordato le zeppole di patate, le ciambelle della mia infanzia, che sono delle lontane e buonissime cugine nostrane dei doughnuts. Ovviamente, da quando nella mia libreria è entrato “Doughnuts”, della bravissima Lara, non ci sono state più scuse. Anzi, a dire il vero una scusa c’è. Io non amo friggere, a meno che non sia così ispirata da dimenticare le simpatiche conseguenze della frittura (ne vogliamo parlare?). Fortunatamente Lara è stata abbastanza previdente da inserire una ricetta di doughnuts al forno che, come dice la presentazione, non hanno proprio nulla da invidiare alla versione fritta. Complice anche la foto, che rende perfettamente l’idea della sofficità del risultato, non ho proprio saputo dire di no. E ne sono stati tutti felici perchè queste ciambelle sono davvero divine nella loro semplicità, incredibilmente leggere e profumate. Come al solito vi riporto la ricetta, con qualche mia modifica, e vi invito caldamente a provare :)

Doughnuts
La ricetta: Doughnuts al forno
per 15 ciambelle

Ingredienti:
  • 1 uovo a temperatura ambiente
  • 225 ml di latte intero tiepido
  • 60 g di zucchero semolato
  • 450 g di farina* (ho utilizzato 60% di manitoba e 40% di “00”)
  • 7g di lievito di birra disidratato
  • 100 g di burro a temperatura ambiente
  • 2 cucchiaini di estratto di vaniglia (o i semi di 1/2 bacca)
  • 1 pizzico di sale
per la finitura:
  • burro fuso
  • zucchero semolato

Versare in planetaria l’uovo leggermente battuto, lo zucchero, il latte, l’estratto di vaniglia e il sale, mescolare bene il tutto utilizzando la foglia (o K). Aggiungere circa 2/3 della farina assieme al lievito, impastare a bassa velocità fino a quando l’impasto non risulterà omogeneo. Montare il gancio ed azionare la planetaria a velocità medio-bassa, aggiungere il burro precedentemente tagliato a cubetti, un pezzetto per volta, ed impastare fino a quando l’impasto non avrà assorbito tutto il burro, circa 5 minuti. Aggiungere la farina rimanente, un po’ per volta (non è detto che dobbiate finire tutta la farina), ed impastare fino ad ottenere un impasto lucido ed elastico, morbido ma non eccessivamente appiccicoso. Versare l’impasto sulla spianatoia leggermente infarinata e lavorarlo brevemente a mano, fino a quando non si attaccherà più alle mani. Trasferire l’impasto in un recipiente leggermente unto, coprire con uno strofinaccio umido e lasciar lievitare in un luogo tiepido fino al raddoppio, per circa un ora. Sgonfiare l’impasto e stenderlo ad uno spessore di circa 1 cm o poco più, ricavare i doughnuts utilizzando due coppa pasta (uno da 7,5 cm di diametro e l’altro da 2,5 cm) e sistemarli ben distanziati sulle teglie rivestite di carta forno. Coprire con pellicola e lasciar lievitare in un luogo tiepido per circa 20-30 minuti, o fino a quando il volume delle ciambelline non sarà raddoppiato. Cuocere in forno statico, preriscaldato a 200°C, per circa 6-8 minuti, o fino a quando i doughnuts non saranno leggermente dorati. Una volta cotti, spennellare subito con un velo di burro fuso e passare in abbondante zucchero semolato. Servire caldi.

* La ricetta originale riporta 300-420g di farina, io ne ho utilizzati quasi 450 g e l’impasto era comunque molto morbido.

mercoledì 11 agosto 2010

99
commenti
Chiffon cake alla patata dolce viola



Chiffon cake alla patata dolce viola
Ho un debole per la chiffon cake. In effetti il nome potrebbe fare pensare ad un dolce haute-couture (detto tra noi, a me fa sognare gli abiti fluttuanti dai toni delicatissimi di Alberta Ferretti, regina indiscussa dello chiffon) ma in realtà non è nulla di così sofisticato, si tratta di un semplicissimo ciambellone americano (californiano, per essere precisi) che si è diffuso un po’in tutto il mondo, soprattutto in estremo oriente, grazie alla sua eccezionale leggerezza e versatilità. A me piace molto proprio perchè trovo sia un giusto compromesso tra il ciambellone da colazione e la torta un po’più carina da presentare agli ospiti, basta davvero un velo di panna montata e un minimo di decorazione et voilà, il nostro “ciambellone” diventa quasi chic. In realtà è molto più di un classico ciambellone, nonostante la difficoltà di preparazione sia praticamente la stessa; contenendo olio, al posto del burro, lo chiffon rimane morbido e umido anche se conservato in frigo, quindi si presta benissimo ad essere farcito con creme delicate e facilmente deperibili.

Chiffon cake alla patata dolce viola
Girando per la rete se ne vedono letteralmente di tutti i colori e di tutti i gusti, ed è anche questo il bello! Basta cambiare aromi o modificare leggermente la ricetta di base e lo chiffon può essere declinato in infinite varianti, dalla più semplice alla più bizzarra. Tra i tanti ingredienti “nuovi” avevo una bustina di patata dolce viola in polvere (qualità ube, la stessa utilizzata per l' halo-halo) che aspettava da qualche mese di essere utilizzata, e quindi via allo chiffon viola (certo, non sarà viola acceso ma almeno è naturale). In passato ho già utilizzato la patata dolce per preparare i satsuma-imo cake (satsuma-imo è un tipo di patata dolce giapponese), di cui dev’esserci anche una foto su Flickr, e altri cakes/muffins deliziosi. La patata dolce viola mi mancava e, da quello che avevo letto, mi aspettavo non conferisse molto sapore al dolce, e invece trovo abbia un gusto ben preciso, difficile da descrivere, che ricorda vagamente la nocciola tostata. Se non trovate questo ingrediente potete ometterlo e seguire la ricetta di base, mi promettete di provarla?


Chiffon cake alla patata dolce viola

La ricetta: chiffon cake alla patata dolce viola

Ingredienti:
  • 4 tuorli grandi
  • 20 g di zucchero
  • 60 g di acqua
  • 60 g di olio di semi
  • 50 g di farina "00
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia
  • 50 g di patata dolce viola in polvere (ube)*
  • 1/2 cucchiaino di lievito in polvere (facoltativo)
  • 4 albumi grandi
  • 90 g di zucchero
  • 8 g di maizena
  • 200 g di panna fresca
  • zucchero a velo a piacere

* sostituire con 30 g di farina “00” per la ricetta di base

Lavorare i tuorli con lo zucchero, aggiungere l'acqua, l'olio, la polvere di patata dolce, l'estratto di vaniglia e la farina setacciata ed amalgamare bene il tutto, fino ad ottenere un impasto omogeneo. Montare gli albumi con le fruste, quando incominciano a diventare spumosi unire lo zucchero con la maizena, un po’per volta, e continuare a montare fino a quando la meringa non risulterà lucida e soda. Unire 1/3 di meringa al primo impasto, incorporarla delicatamente con movimenti circolari dal basso verso l'alto, incorporare allo stesso modo la meringa rimasta. Versare l 'impasto in uno stampo per chiffon/angel food cake (oppure una ciambella non antiaderente) da 18 cm, senza imburrare (fondamentale per poter capovolgere il dolce, una volta cotto, senza che si stacchi dallo stampo), e cuocere a 150°C per circa 50 minuti (senza aprire lo sportello del forno, per nessuna ragione). Quando il dolce è cotto, toglierlo dal forno e capovolgerlo immediatamente, sistemandolo sul collo di una bottiglia oppure sui piedini dell’apposito stampo, in modo tale che il vapore possa fuoriuscire liberamente dal dolce. Questo passaggio impedisce al ciambellone di collassare e aiuta a mantenere un’alveolatura aperta e regolare e, di conseguenza una leggerezza ed una consistenza soffice ed elastica. Lasciarlo raffreddare del tutto e sformarlo aiutandosi con una spatola o con un coltello a lama liscia. Montare la panna fredda zuccherata ed utilizzarla per ricoprire il dolce. Conservare in frigo.

venerdì 23 luglio 2010

32
commenti
Mini cakes al pistacchio e ciliegie


Ciliegie
Visto che il tema principale di queste ultime settimane sembra essere il caldo - e francamente avete anche ragione ad annoiarvi a sentir parlare sempre di temperature ma è anche giusto che almeno la cucina vada ad assecondarle - non sarò di certo io a fare la voce fuori dal coro, esibendomi in virtuosismi culinari che nemmeno a gennaio con il camino acceso etc. etc. Insomma, non è che qui forno e fornelli siano stati sigillati ma il concetto è quello, si usano il minimo indispensabile, strano (molto, per i miei standard) ma vero. In quel minimo indispensabile rientrano i sorbetti di frutta, of course, ma gira e volta la base è sempre quella (e poi provateci un po’ voi a fotografare un sorbetto di questi tempi ;). L’unica alternativa dolce è la frutta, tanta, a partire dall’ anguria zuccherina e dissetante alle profumatissime pesche saturnine (possibilmente a pasta bianca, grazie), e a tutte le cose buone che si trovano in questo periodo, scusate se è poco.


Mini cakes al pistacchio e ciliegie
Il frutto che ha dato il meglio di se quest’estate è la ciliegia, penso di non aver mai mangiato ciliegie così buone, croccanti, dolcissime, e tante. A proposito di ciliegie, prima che scompaiano definitamente dai banchi della frutta, volevo parlarvi di questi piccoli cakes che ho preparato qualche settimana fa. L’impasto, riadattato da una ricetta di Hermé, è assolutamente perfetto (anche se proverei a ridurre la quantità di burro); nel suo cake mosaic Hermé abbina l’impasto al pistacchio alle amarene, che io ho semplicemente sostituito con ciliegie. Inutile dire che questi cakes hanno avuto un successone, l'impasto è particolarissimo e molto profumato, io li ho trovati ancora più buoni dopo averli passati in frigorifero per un'ora.


Pasta di pistacchio e ciliegie
La ricetta: mini cakes al pistacchio e ciliegie

Ingredienti:
  • 140 g di burro morbido
  • 90 g di farina di mandorle
  • 140 g di zucchero a velo
  • 50 g di pasta di pistacchio 100%*
  • 60 g di tuorli (circa 3)
  • 20 g di latte
  • 70 g di farina 00
  • 100 g di albumi (circa 3)
  • 30 g di zucchero semolato
  • 500 g di ciliegie non troppo acquose
  • pistacchi non salati tritati finemente (per decorare)

Setacciare la farina di mandorle con lo zucchero a velo. Lavorare il burro a pomata, aggiungere la farina di mandorle con lo zucchero a velo e continuare a montare fino ad ottenere un composto soffice. Aggiungere i tuorli leggermente battuti, la pasta di pistacchio e il latte e lavorare con le fruste in modo da rendere ben omogeneo l’impasto. Montare gli albumi, quando diventano schiumosi unire a poco a poco lo zucchero semolato e continuare a montare fino ad ottenere una meringa non troppo soda. Con l’aiuto di una spatola incorporare la meringa all’impasto precedente, alternandola con la farina setacciata a pioggia, facendo molta attenzione a non smontare il composto. Lavare ed asciugare le ciliegie, denocciolarle e tagliarle in quarti, unirle con molta delicatezza all’impasto. Versare l’impasto negli stampini/pirottini (oppure in uno stampo da cake) riempiendoli a 3/4 e cuocere in forno preriscaldato a 150°C per circa 30 minuti (tempo indicativo). Quando le tortine sono cotte sfornarle e lasciarle raffreddare su una griglia. Prima di servirle consiglio di farle riposare almeno un’oretta in frigorifero, decorare con pistacchi tritati e ciliegie fresche.

*La pasta di pistacchio l’ho ottenuta tostando leggermente i pistacchi (non salati) sgusciati e spellati e frullandoli a lungo, fino a ridurli ad una crema vellutata.


Pasta di pistacchio e ciliegie

lunedì 7 giugno 2010

60
commenti
Di compleanni e nuovi ingredienti


3Peonie
Sono già passate due settimane dall’ultimo post, e nel frattempo sono passati anche tre anni dal giorno in cui ho scritto il primo post sulla Ciliegina e, lo so, avrei potuto dedicargli un dolce e magari dilungarmi in un post nostalgico e un po’ (auto)celebrativo ma quest’anno è andata così, dopotutto di dolci ne vede già abbastanza :-) Tre anni sono tanti, è vero, e sinceramente faccio talmente tanta fatica a crederci da non riuscire a dargli la giusta importanza. In ogni caso sappiate che se non fosse per voi, per le vostre numerose email, per i commenti, anche solo per l’impronta che lasciate quando entrate in questo spazio, forse non sarei qui a scrivere questo ennesimo post. E appunto, passiamo all’argomento del post, altrimenti finirei per contraddirmi ;-)

Fragole essicate

Volevo solamente condividere con voi la mia “recente” mania, che è un po’ la scoperta dell’acqua calda, della frutta disidratata e ridotta in polvere, da utilizzare come ingrediente (e anche colorante) in svariate preparazioni. Tutto è iniziato poco meno di un anno fa, mentre stavo essiccando i pomodorini dell’orto e pensavo a quante cose si possono fare riducendo in polvere la frutta e la verdura essiccata. Poi me ne sono anche dimenticata, ovviamente, e mi è tornato in mente quando non c’era più nulla di sfizioso e colorato da disidratare. È andata a finire che, presa dalla curiosità, ho ordinato fragole e lamponi disidratati dagli USA (e non sto nemmeno a raccontarvi le simpatiche vicende con la dogana, ve le lascio immaginare) ma la cosa mi ha lasciata piuttosto insoddisfatta. Neanche a dirlo, provate ad indovinare cosa ho fatto questa primavera, quando ho trovato le prime fragole dolci e saporite?! Si, esatto, ho preso un chilo di fragole, le ho affettate, le ho sistemate nella mia essiccatrice e ho aspettato che perdessero tutta l’acqua. Il risultato? Poco più di un etto di polvere di fragole disidratate e profumatissime, la casa interamente impregnata del loro profumo e una gran soddisfazione. Se avete l’essiccatrice o un forno con questa funzione vi consiglio di provarci, vi basterà pochissima polvere di frutta per rendere originali delle semplici meringhe, un cake da colazione, dei raffinati macarons, e tutte le preparazioni di base che vi vengono in mente.


Fragole essiccate

Capirete che quando ho visto queste brioches da Fanny non ho saputo resistere e ho ripreso l’idea utilizzando la ricetta dell’impasto di base dei miei cinnamon rolls (ho solamente ridotto il lievito, viste le temperature), mentre per la ricetta del ripieno mi sono attenuta alla ricetta originale, che è di Sandra, sostituendo il cacao con la polvere di fragole. Vi consiglio di provarle, e se non avete modo/voglia di fare la polvere di fragole provatele con il cacao o con quello che più vi piace, ma provatele perché sono davvero buonissime e sfiziose!


Brioches marmorizzate alla fragola

La ricetta: brioches marmorizzate alla fragola
per 15 brioches


Per l’impasto:
  • 250 g di farina Manitoba
  • 250 g di farina “00”
  • 5 g di lievito di birra disidratato
  • 80g di zucchero semolato
  • 60 g di burro fuso raffreddato
  • 1 uovo grande leggermente battuto (a temperatura ambiente)
  • 250 g di latte tiepido
  • un pizzico di sale
  • 1 bacca di vaniglia

Per il ripieno alla fragola:
  • 45 g di albume
  • 30 g di farina “00”
  • 60 g di zucchero
  • 120 ml di latte
  • 30 g di polvere di fragole
  • 15 g di burro
Versare la farina setacciata e mescolata al lievito nella planetaria, unire tutti gli altri ingredienti (tranne il burro) ed impastare a velocità minima per una decina di minuti, l’impasto deve risultare morbido, liscio ed elastico. Il latte non va aggiunto tutto assieme, potrebbe essere troppo o troppo poco, a seconda del potere di assorbimento della vostra farina. Aggiungere il burro ed impastare fino a quando l’impasto non risulterà lucido ed elastico e si staccherà perfettamente dalle pareti del recipiente. Coprire con pellicola e lasciar lievitare in un luogo tiepido per 1-2 ore, fino a quando il volume non sarà raddoppiato. Nel frattempo preparare il ripieno. Versare in un recipiente l’albume con la farina e lo zucchero, lavorare bene il tutto in modo da avere un composto omogeneo. Scaldare il latte fino a farlo sobbollire ed unirvi la polvere di fragole e il composto a base di albume, mescolare bene facendo attenzione ad evitare la formazione di grumi (se dovessero formarsi, togliere dal fuoco e mescolare velocemente) ed aggiungervi il burro, continuando a mescolare fino a quando il composto non risulterà omogeneo e ispessito. Trasferire in un recipiente e lasciar raffreddare, successivamente distribuire sulla pellicola in modo da formare un rettangolo di circa 20 x 25 cm, coprire con altra pellicola e lasciare in frigo. Quando l’impasto è lievitato, versarlo sul piano leggermente infarinato e stenderlo formando un rettangolo di circa 40 x 25 cm, posizionare il rettangolo di ripieno al centro (il lato corto dev’essere parallelo al lato lungo dell’impasto lievitato) e riportare i lati corti dell’impasto verso il centro, sigillare bene i bordi in modo da chiudere bene il ripieno nell’impasto. Stendere in modo da formare un rettangolo di circa 50 x 20 cm dare un giro doppio (riportare i lati corti verso il centro, lasciando poco spazio tra i due, e piegare il tutto in due come se fosse un libro). Stendere nuovamente (nella direzione data dal lato chiuso) e ripetere il giro doppio. Coprire con pellicola e lasciar riposare 15 minuti in modo da permettere al glutine di rilassarsi. Stendere uniformemente in modo da ottenere un rettangolo di 50 x 35 cm ed arrotolarlo abbastanza stretto (partendo dal lato lungo). Con un coltello affilato ricavare dal rotolo delle fette spesse circa 3 cm e sistemarle in stampini o anelli d’acciaio imburrati, coprire con pellicola e lasciar lievitare fino al raddoppio (circa 45 minuti). Infornare in forno preriscaldato a 180°C e cuocere per una ventina di minuti, o fino a quando non risulteranno leggermente dorate.

venerdì 21 maggio 2010

66
commenti
Torta al limone glassata


Torta al limone glassata

Ho sempre adorato questo periodo dell’anno, sarà che sono nata i primi di giugno (come il blog) ma mi sento davvero a mio agio quando le giornate sono tiepide, luminose, e soprattutto lunghe. Quest’anno non è andata proprio benissimo, ma abbiamo ancora un mese di primavera, non lamentiamoci. Il maltempo inaspettato dell’ultimo mese ha mandato in letargo la mia creatività in cucina, e di conseguenza il blog. Anche se, in un modo o nell’altro, negli ultimi giorni ho pensato al blog più di quanto non possa sembrare, non ci credete? Non vi dico nulla, Stay tuned :-) Dicevo, niente dolci particolari (a parte un fraisier fatto per la festa della mamma), anche perchè mi sono fatta distrarre dalle fragole, dalle primissime ciliegie, e da tutta la verdura fantastica che c’è nei mercati.. per non parlare di tutte le erbette di campo, di cui vado matta, e persino dei fiori di sambuco, con cui ho fatto un profumatissimo sciroppo che utilizzo per preparare bevande rinfrescanti nei mesi più caldi. Il dolce di cui vi parlo oggi è una torta al limone che faccio spesso, è davvero semplicissima ma è così fresca e aromatica da non cadere nella banalità. Ancora una volta la base da cui sono partita è il quattro quarti (come qui), potrebbe sembrare assurdo ma giocandoci un po’ si ottengono dei dolci diversissimi. Ciò che fa la differenza in questo dolce è l’aggiunta della panna acida, che aiuta a mantenere una buona umidità e conferisce un sapore acidulo davvero piacevole, e il metodo di lavorazione, grazie al quale si ottiene una texture molto compatta ma allo stesso tempo sofficissima. Solitamente non amo glassare le torte ma in questo caso la glassa è proprio ciò che serve a rendere completo questo dolce, in più trovo che le conferisca un aspetto molto old fashioned, non trovate? Ho provato anche a spruzzarla con uno sciroppo semplice preparato con 50 g di zucchero e 50 g di succo di limone, il risultato è molto simile a ciò che gli anglosassoni chiamano lemon drizzle cake ma, personalmente, trovo che la bagna sia di troppo. Se come me amate spudoratamente tutto ciò che profuma di limone (lemon curd, lemon meltaways & co.), provatela!

Torta al limone glassata
La ricetta: torta al limone glassata
Ingredienti:
  • 150 g di uova intere (3 uova medie) a temperatura ambiente
  • 150 g di zucchero
  • 75 g burro fuso
  • 150 g di farina “00”
  • 150 g di panna acida a temperatura ambiente
  • la scorza di un piccolo limone
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia
  • 5 g (1 cucchiaino) di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
Per la glassa al limone:
  • 150 g di zucchero a velo
  • 20 g di succo di limone
  • scorze di limone per decorare

Stemperare la panna acida con l’estratto di vaniglia, il succo e le scorze di limone e il sale. Montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere una massa molto chiara e spumosa (10-12 minuti), incorporarvi il composto contenente la panna acida facendo attenzione a non lavorare troppo il tutto. Unire la farina setacciata con il lievito, un po’ per volta, ed incorporarla delicatamente, con l’aiuto di una spatola (sempre movimenti dal basso verso l’alto). Aggiungere infine il burro fuso raffreddato (dev’essere ancora liquido) a filo, continuando a lavorare l’impasto con la spatola, sempre con delicatezza. Versare l’impasto in uno stampo rotondo (18-20 cm) imburrato ed infarinato e cuocere in forno preriscaldato a 170°C per circa 45 minuti, o fino a quando la torta non risulterà dorata in superficie e asciutta all’interno. Sformare il dolce e lasciarlo raffreddare su una griglia. Preparare la glassa aggiungendo il succo di limone allo zucchero a velo, regolarne la consistenza aggiungendo eventualmente poco zucchero o qualche goccia di limone per volta; la glassa deve essere abbastanza fluida da stendersi da sola ma, allo stesso tempo, non deve essere così liquida da risultare trasparente. Versare tutta la glassa al centro della torta (io l’ho capovolta per avere una superficie perfettamente piana) e lasciare che scenda anche lateralmente, se dovesse risultare ancora troppo densa aiutarsi con una spatola per distribuirla al meglio. Decorare a piacere con scorzette di limone.

Torta al limone glassata

martedì 23 marzo 2010

64
commenti
Cake al mascarpone e matcha


Cake al mascarpone e matcha

Pare che la primavera sia arrivata due giorni fa, voi l’avete vista? Gli alberi da frutto faticano a fiorire, il caldo, i colori e le belle giornate si stanno facendo desiderare più che mai. Per quanto mi riguarda ne avrei già abbastanza di maglioncini, cappotti, calze & co. Eppure si sente nell’aria, sta arrivando. Amo la primavera, ma questo lo sapete già, attendo la fioritura degli alberi quasi quanto i giapponesi. E in Giappone sono avanti anche con la fioritura, mi tengo super aggiornata grazie a Ikue, un’amica giapponese con cui scambio tante divertentissime email e grazie a Sigrid, che al momento si trova proprio là e mi regala (inconsapevolmente) ogni giorno un incantato pezzetto di Giappone. A proposito di cose giapponesi, oggi vi parlo di un dolce che faccio da tempo, venuto quasi per caso e già provato in tantissime varianti. Si tratta di un semplicissimo cake nato sulla scia dei classici pound cake (o quattro quarti), quei dolci in cui si utilizza lo stesso peso di uova, zucchero, farina e burro. E se al posto del burro usassi quel povero mascarpone che giace rassegnato in frigo? Thumbs up! Morbidezza incredibile e lunga vita (si fa per dire) per il nostro cake che tende a rimanere bello umido e sofficissimo anche dopo qualche giorno. E il Giappone che c’entrava? Ah già! L' ultima variante, nonchè la ma preferita, è appunto al tè verde matcha con l’aggiunta di sesamo nero per dare un po' di croccantezza, giapponesissima direi. Ora, sapendo che non tutti siete dei fanatici del matcha, vi dico che le varianti sono infinite.. per citarne due, tra le più semplici, la versione marmorizzata vaniglia/cioccolato con nocciole tritate e la versione più fresca al limone e semi di papavero (con le scorze di due limoni e l’aggiunta di un po ‘di succo all’impasto) da abbellire con una semplice glassa bianca. Qualunque cosa abbiate in casa andrà bene, è buonissima anche bianca, provatela!


Cake al mascarpone e matcha

La ricetta: cake al mascarpone e matcha
Ingredienti:
  • 4 uova grandi a temperatura ambiente
  • 250 g di zucchero (io li riduco a 200 g)
  • 250 g di mascarpone a temperatura ambiente
  • 250 g di farina 00
  • una bustina di lievito per dolci
  • un cucchiaino di estratto di vaniglia
  • un pizzico di sale
  • 2 cucchiaini rasi di tè verde matcha sciolti in poco latte tiepido
  • sesamo nero per decorare

Preriscaldare il forno a 170°C, imburrare ed infarinare una teglia da cake o una dozzina di stampini monoporzione. Montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere una massa chiara e spumosa (10 minuti), aggiungere il mascarpone, l’estratto di vaniglia, il sale e il matcha ed amalgamare il tutto. Se l’impasto dovesse risultare troppo compatto, aggiungere poco latte fino ad ottenere una buona consistenza. Unire infine la farina setacciata assieme al lievito ed incorporarla all’impasto delicatamente (è sufficiente utilizzare la planetaria/fruste elettriche a bassa velocità). Versare l’impasto nello stampo o negli stampini, decorare con il sesamo nero e cuocere per 45 minuti/1 ora (25 minuti per i mini cakes) a seconda del forno, verificare la cottura inserendo uno stecchino nella parte centrale del cake, quando ne uscirà asciutto sarà possibile sfornare il dolce. Lasciar raffreddare e sformare.



Matcha

martedì 9 marzo 2010

39
commenti
Di fragole marzoline e nuove amicizie


Visto che il tempo non si decide a fare una scelta, anzi, in questi giorni sta addirittura facendo un passo indietro, anch’io mi do ai dolci ambigui, nè invernali nè estivi. In realtà è una scusa, ve lo dico.. fosse per me rimarrei tranquillamente nella fase invernale, sono troppo freddolosa per pensare già a sorbetti e dolci freschi in genere (brrr), solo che nonostante i miei continui discorsi sulla stagionalità, che da un orecchio entrano e dall’altro escono (vero mamma?), mi sono ritrovata un cestino di bellissime fragole in frigo; dopo un primo momento di commozione mi sono ricomposta (brontolando un po’) e ho pensato che sarebbero finite immediatamente in pentola per una compostina. E poi non c’è voluto molto per decidere che l’avrei usata per accompagnare il tapioca pudding, la mia nuova adorata (ri)scoperta/ossessione invernale; le perle di tapioca le ho scoperte due anni fa, solo che dopo averle provate seguendo la ricetta del pacchetto sono rimasta così inorridita da non volerne più sapere. E invece quest’inverno ho voluto dargli una chance e ho fatto a modo mio, pensando un po’ a come ottenere una crema che si leghi alle perle di tapioca in modo da ottenere una sorta di riso al latte, a livello di cremosità. E così, dopo due prove, è andata. E vissero felici e contenti :)

La ricetta: tapioca pudding con composta di fragole
Ingredienti:
  • 350 g di latte fresco
  • 50 g di perle di tapioca piccole
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1 tuorlo d’uovo
  • 1 pizzico di sale
  • semi di mezza bacca di vaniglia

per la composta di fragole:
  • 100 g di fragole
  • 1 cucchiaio raso di zucchero
  • limone

Lavare le perle di tapioca e sgocciolarle, versarle assieme al latte in un pentolino dal fondo spesso, coprire e lasciare in ammollo per almeno mezz’ora (ma non più di un’ora). nel frattempo preparare la composta versando le fragole lavate ed affettate in un pentolino assieme allo zucchero e ad una bella spruzzata di limone, lasciar sobbollire fino a quando non avrà perso una buona parte d’acqua (io in questi casi preferisco lasciarla “morbida”) e mettere da parte. Riprendere il pentolino con la tapioca ed aggiungere il sale, la vaniglia e il tuorlo lavorato precedentemente con lo zucchero, mescolare bene e portare a bollore su fuoco dolcissimo, avendo cura di mescolare di tanto in tanto. Da quando incomincia a sobbollire ci vorranno una quindicina di minuti, in questa fase è fondamentale mescolare di continuo il pudding; quando le perle risulteranno morbide e trasparenti e il tutto avrà assunto una consistenza quasi cremosa, versare il tutto in un recipiente di vetro, in modo da perdere un po’ di calore, e coprire a contatto con film alimentare. Quando il pudding si è intiepidito, versare un po ‘di composta in 4 bicchieri e coprire con il pudding. Io ho decorato con fragole fresche e pistacchi in polvere, per dare colore. Servire tiepido.

giovedì 4 febbraio 2010

36
commenti
Scones



Dopo aver postato questa foto su Flickr mi è arrivata un’ondata di richieste disperate del tipo “maaa la ricetta dov’è??”. Si che vi do la ricetta degli scones :-)) Non che sia una novità, Sigrid ne ha postata una da tempo e ce ne sono tantissime in rete, talmente tante che forse la scelta potrebbe scoraggiare. Io *adoro* gli scones, sono l’ideale per la prima colazione invernale e, a differenza dei lievitati, si preparano in mezz’ora.. meglio di così! Questa volta li ho fatti con le gocce di cioccolato, ma si possono preparare in mille modi, con frutta secca ma anche fresca. Come dicevo, esistono ricette diversissime, c’è chi li fa con le uova (Paoletta li ha postati di recente) e chi trova sia un’eresia, c’è chi li fa con la panna o con il latticello e chi usa solo latte.. una cosa è certa, gli scones che ho assaggiato in UK sapevano solo di burro e quindi, per ora, mi attengo a ciò che ho assaggiato. La ricetta che va per la maggiore è semplicissima: farina, burro, latte e zucchero, in dosi che variano ben poco da una ricetta all’altra. Li avete voluti? E adesso vi tocca farli :-)

La ricetta: chocolate chip scones
per circa 9 scones
Ingredienti:
  • 250 g di farina autolievitante (o 240 g di farina 00 + 10 g di lievito)
  • 30 g di zucchero
  • 75 g di burro freddo
  • 150 g di latte
  • una manciata di cioccolato in gocce
  • 1 pizzico di sale

Preriscaldare il forno a 180°C. Versare la farina con il lievito, lo zucchero e il sale in un recipiente (o nel robot), aggiungere il burro freddo a cubetti e lavorare con le dita in modo da intridere il burro con la farina riducendolo in piccole briciole (questo passaggio viene molto meglio con un robot, basta “pulsare” ad intermittenza 2 o tre volte, per evitare di scaldare il burro). Unire le gocce di cioccolato e mescolare, infine versare il latte ed impastare brevemente con una forchetta, fino a quando tutto il latte risulterà assorbito. Stendere l’impasto a circa 2,5 cm, aiutandosi con un po’ di farina, e ricavarvi dei dischi del diametro di 5 cm; sistemare gli scones sulla teglia rivestita di carta forno, spennellarli con poco latte (facendo attenzione a non farlo cadere sulla teglia, altrimenti si brucia) ed infornarli per 15-20 minuti, nn devono dorare troppo. Servire caldi o tiepidi.

giovedì 20 agosto 2009

62
commenti
Pancakes (speciali) a colazione


Non sono mai stata una fan dei classici pancakes, forse perchè li ricollego ai preparati americani o perchè, tutto sommato, trovo che siano piuttosto insignificanti. Da quando ho scoperto questa versione alla ricotta, invece, sogno di trovarli sulla tavola ogni mattina, assieme a tanta frutta di stagione. Alla fine ci vogliono pochissimi minuti per prepararli, sono l'ideale sia in inverno che in estate e, dopotutto, non sono nemmeno così pericolosi per la linea. La ricetta l'ho scoperta per caso due estati fa, guardando un programma di Nigella Lawson alla tv e andando subito a prepararne metà dose per curiosità.. inutile dire che li ho adottati al primo assaggio. La ricotta li rende più umidi e consistenti, mentre gli albumi a neve conferiscono quella morbidezza extra che li rende una vera coccola mattutina. Provateli, provateli, provateli!

La ricetta: Pancakes alla ricotta
per una ventina di pancakes
Ingredienti:
  • 250 g di ricotta
  • 125 ml di latte
  • 2 tuorli
  • 2 albumi montati a neve
  • 100 g di farina 00
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale
  • miele o sciroppo d'acero
  • frutta fresca a piacere

Lavorare la ricotta con i tuorli e il latte, aggiungere la farina con il lievito (meglio se setacciati) e mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo. Incorporare delicatamente gli albumi montati a neve. Scaldare una padella antiaderente e versare l'impasto a cucchiaiate, lasciando un po' di spazio tra un pancake e l'altro, e cuocere un minuto per lato. Impilare i pancakes cotti in modo da mantenerli caldi. Servire subito i pancakes con miele o sciroppo d'acero e frutta fresca.

lunedì 23 marzo 2009

50
commenti
Petits pots de créme à la vanille


Petits pots de créme à la vanille
Ho scoperto che quando sono a corto di ingredienti saltano fuori sempre ricettine buonissime nella loro semplicità.. ecco il famoso ingegno di cui parlano sempre le nonne. Avevo una confezione di panna fresca che stava per passare allo stadio "non più fresca" (sarò un po' fissata?) e poca voglia di mettermi a fare cose complicate, quand'è così la confezioncina di panna finisce puntualmente in pentola per una panna cotta. E così è stato ma, avendo finito le scorte di gelatina in fogli, ho utilizzato la maizena come addensante e il risultato è questa crema dalla consistenza leggera e setosa e dal sapore delicato della panna cotta. Anzi, sapete che vi dico? Questa cremina mi sta molto più simpatica della panna cotta, sarà che mi piace tutto ciò che posso mettere nei vasetti e poi già me la immagino declinata in mille varianti dettate dalla frutta di stagione.. quando sarà tempo di fragole credo che questa cremina diventerà la mia colazione del week end.

La ricetta: vasetti di crema alla vaniglia
per 4 vasetti
Ingredienti:
  • 200 g di panna fresca
  • 300 g di latte intero fresco
  • 1 baccello di vaniglia
  • 60-80 g di zucchero semolato
  • 20 g di maizena

Versare il latte, la panna, lo zucchero, i semi ricavati dal baccello di vaniglia e il baccello stesso in un pentolino, portare il tutto a bollore e togliere dal fuoco. Prelevare due o tre cucchiai di liquido caldo e versarli sulla maizena precedentemente setacciata in un piccolo recipiente, mescolare bene in modo da ottenere una cremina e versarla, mescolando, nel latte caldo dopo aver provveduto ad eliminare il baccello di vaniglia. Rimettere su fuoco dolce e riportare a bollore continuando a mescolare con cura, lasciar bollire da 3 a 5 minuti o fino a quando la crema risulterà addensata. Lascar intiepidire mescolando di tanto in tanto e coprire con la pellicola a contatto, in modo da prevenire la formazione della pellicina. Mettere in frigo e, al momento di servire, mescolare bene la crema in modo da renderla liscia e versarla nei bicchierini oppure nei vasetti.

lunedì 2 febbraio 2009

95
commenti
La torta paradiso


Torta paradiso

L'influenza ha centrato anche me, ecco il motivo della mia lunga assenza; dunque ci sono un sacco di idee accumulate in testa che non ho ancora avuto modo di mettere in atto, un po' per la mancanza di forze, un po' per la mancanza di appetito. L'unico sfizio che mi sono tolta giusto prima di finire stesa a letto con la febbre è stata la torta paradiso, uno di quei dolci semplici e consolatori che riportano un po' all'infanzia, sarà per lo zucchero a velo che inevitabilmente ci si ritrova sulla punta del naso? E così mi è tornato in mente di tutte le email dei lettori che mi hanno chiesto la ricetta di questa torta vista nel mio album su Flickr.. mi sono sempre ripromessa di pubblicarla ma, tra una cosa e l'altra, è finita in fondo alla famosa lista delle cose da fare (sorry!); in realtà avrei voluto rifarla e rifotografarla, ma chi mi conosce sa quanto siano rare le repliche dei miei dolci, insomma, rifare un dolce vecchio vuol dire farne uno nuovo in meno, no? (Okay, okay, è solo una mia piccola fissazione). Ovvio che poi ci sono tutte le eccezioni dei dolci "storici", irrinunciabili, che si rifanno quasi da soli. La Paradiso è uno di quelli. Dovete sapere che questa ricetta è stata una vera rivelazione a suo tempo; c'è stato un periodo in cui continuavo a fare torte paradiso nella speranza di trovare la ricetta giusta, che non saltava fuori, poi mi sono stancata di sprecare tempo e uova e così ho abbandonato la ricerca.. ma se maometto non va alla montagna.. un giorno la ricetta della torta paradiso perfetta mi è capitata davanti mentre sfogliavo il libro dei dolci del bimby in cerca di una tortina semplice e veloce da colazione; l'ho fatta senza avere alcuna pretesa ma me ne sono letteralmente innamorata, non sarà la vera paradiso di Pavia ma mi è sembrata un'ottima alternativa. Bene, dopo questa allegra storiella a lieto fine passo al sodo e (finalmente) vi do la ricetta; alla fine la foto non l'ho rifatta per ovvi motivi, figuratevi che ho a malapena sentito il sapore della torta! La ricetta è lievemente modificata, la riporto in modo tale da poterla eseguire senza bisogno di un robot.

La ricetta: Torta paradiso
Ingredienti:
  • 300g di fecola di patate
  • 300 g di zucchero a velo (200 g sono più che sufficienti)
  • 200 g di burro morbido
  • 6 uova
  • 1 bustina di lievito
  • 1 pizzico di sale
  • zucchero a velo per decorare
Montare a lungo le uova con il pizzico di sale e lo zucchero a velo fino ad ottenere una massa chiara e spumosa, unire il burro e continuare a montare, unire infine la fecola setacciata con il lievito e lavorare il tuttofino ad ottenere un composto omogeneo. Versare in una tortiera imburrata e cuocere in forno preriscaldato a 160°C per 20 minuti e a 180°C per 10 minuti o fino a quando uno stecchino infilzato nel dolce ne uscirà asciutto. Una volta cotto lasciar raffreddare, sformare e spolverare con abbondante zucchero a velo.